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Il caso Di Bella arriva in Campidoglio

In seguito alla denuncia del nostro giornale, il consigliere comunale Quarzo (Pdl) presenta un’interrogazione per ottenere chiarimenti sulla posizione del consigliere municipale Di Bella all’interno dei Caf.

Nello scorso numero, avevamo riportato la lettera che il consigliere Di Bella, capogruppo Lista Civica, aveva inviato a numerosi cittadini per informarli del Bonus una tantum. Una lettera scritta su carta intestata del suo studio legale, in cui il consigliere suggeriva ai cittadini di rivolgersi ai suoi Caf, di cui inseriva indirizzo e numero di telefono, per ottenere la compilazione dell’ISEE e per avere informazioni in merito.  Il consigliere, quindi, aveva sponsorizzato sia il suo studio legale sia i suoi Caf. Aveva quindi utilizzato la sua carica pubblica per fini personali, politici e economici.

L’ex consigliere municipale Nando Vendetti (Pdl)  presenta il caso al suo referente politico Giovanni Quarzo, consigliere comunale, che presenta un’interrogazione in Campidoglio: “Il Municipio VI (ex VIII) ha pubblicato un bando con il quale mette a disposizione fondi destinati alle famiglie con redditi bassi. L’Avvocato Daniele Di Bella nelle ultime elezioni amministrative del 26 – 27 magio 2013 è stato eletto consigliere del Municipio VI (ex VIII). L’Avvocato Di Bella ha inviato ai residenti del Municipio VI (ex VIII) una lettera datata 28 Agosto 2013 nella quale propone ai cittadini di rivolgersi gratuitamente presso i suoi uffici di CAF e Patronato per la compilazione dell’ISEE  e per eventuali informazioni al fine di partecipare al suddetto bando. Tale missiva è quantomeno inopportuna in considerazione del duplice ruolo rivestito dall’Avv. Di Bella; INTERROGA il Sindaco di Roma e l’assessore competente per sapere se risponda a verità quanto riportato dagli abitanti del VI Municipio e contenuto nella presente interrogazione; se ritengano opportuno che un consigliere Municipale gestisca direttamente un Caf ed un Patronato ed utilizzi tali strutture per consentire ai cittadini-elettori di partecipare a bandi pubblici, come intendano prevenire ed impedire per il futuro possibili conflitti di interessi ed inopportune sovrapposizioni di ruoli”. Contattato l’ex consigliere municipale Vendetti commenta: “L’avvocato dovrebbe scegliere tra la sua professione e la carica politica. Abbiamo letto il vostro articolo e abbiamo deciso di presentare un’interrogazione a Marino. Un avvocato non può cadere in questa trappola: un amministratore che fa interessi privati per mezzo delle attività pubbliche è incompatibile. Ha inviato questa lettera a cittadini che nemmeno sapevano chi fosse, quindi dovrebbe spiegare in che modo è venuto a conoscenza dei dati sensibili dei residenti del VI Municipio. Quando ero consigliere, collaboravo con la Casa del Cittadino, ma non facevo parte del direttivo, ero un semplice socio. Ho letto che Di Bella ha dichiarato di non avere ruoli all’interno dei Caf che ha indicato nella lettera. Quindi nella lettera ha mentito? Non è una questione personale, ma politica. So che il consigliere municipale Angelucci (Pd), appena eletto, si è dimesso dalla carica all’interno dei suoi Caf. Questo dimostra una moralità e un rispetto delle regole”.

Federica Graziani

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