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Il bluff della Commissione Lavori Pubblici

nuscoScoppia il caso del verbale n. 3/14, relativo alla seduta del Consiglio del 16 gennaio scorso, secondo il quale i consiglieri Mammì e Tranchina (M5S) non hanno partecipato al voto. La risoluzione portata in Aula definisce via Nusco strada ad alta viabilità.

Ancora una volta la maggioranza, con Scipioni in testa, esce con le ossa rotte a causa degli errori della Presidente del Consiglio Consolino (Pd), del tutto inadeguata a ricoprire il ruolo assegnatole. Ma non è la sola, viste le incongruenze presenti nella risoluzione n. 4, argomento di quel Consiglio, predisposta dal Presidente della Commissione Lavori Pubblici Angelucci, ugualmente del Pd.

  Il verbale della discordia. Nel verbale, controfirmato dal segretario Sorvillo, si legge: “La Presidente, assistita dagli scrutatori, pone ai voti per alzata di mano, il suesteso schema di risoluzione [la n. 4 ndr] che risulta approvato all’unanimità con 19 voti favorevoli e 2 astenuti (Mammì e Tranchina)”. In primis va detto che la risoluzione è stata licenziata a “maggioranza”, si parla, infatti, di unanimità solo nei casi in cui è tutta l’Assemblea a esprimersi in modo positivo. Il secondo punto, invece, riguarda l’elenco dei partecipanti al voto, nel quale sono stati omessi i nomi degli astenuti, Mammì e Tranchina. Una contraddizione in termini, è impossibile votare ed essere assenti allo stesso tempo, i regolamenti non lo consentono. È evidente che questo verbale è viziato da errori, da falsità tali da poterlo facilmente impugnare.

  La solita marchetta. Con la risoluzione 4 (“Rifacimento manto stradale via delle Due Torri, via Giuseppe Macchi, Via Enrico dell’Acqua, Via Stefano Breda, via Nusco e via dei Colombi”) l’ Amministrazione ha conclamato la sua inclinazione a tutelare gli interessi di bottega.  Il documento parte con un’asserzione che fa apparire le commissioni come organi superiori al Consiglio, nella realtà è il contrario, e prosegue con la sconfessione degli “interventi provvisori di sistemazione delle singole buche” perché “comporterebbero soltanto un aggravio di costi per l’Amministrazione”. E allora perché adesso stanno proponendo questa soluzione, con tanto di comunicati stampa, alle strade danneggiate dal nubifragio? Mistero. Messo da parte l’aspetto formale, ci si sofferma al contenuto. In primo luogo fanno passare per “principali arterie di scorrimento” strade oltremodo secondarie (ad esempio via Nusco e via Enrico

Così termina via Enrico dell'Acqua

Così termina via Enrico dell’Acqua

dell’Acqua) e poi si chiedono fondi per le vie dei soliti quartieri, Tor Bella MonacaVillaggio Breda e Torre Maura: nelle zone dove i consiglieri hanno le preferenze. Una chiara marchetta. È sempre così, dove ci sono i voti si fa una risoluzione, dove non ce ne sono, arrivano i sacchetti di bitume. Si suggerisce ai consiglieri (Presidente e Assessori compresi), di rileggersi il Regolamento, che all’articolo 13 recita: “Il Consiglio del Municipio rappresenta l’intera popolazione residente e/o operante nel Municipio […]”. Capita l’antifona?

David Nicodemi

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