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I tagli al centro famiglia Ponte di Nona e la veggenza di Amato

Con più di un mese d’anticipo Romano Amato ha indovinato il vincitore del nuovo bando derivante dai tagli al centro famiglia di Ponte di Nona. Mentre in via Aldo Capitini già hanno dovuto ridurre gli orari per la ludoteca e i servizi per gli psicologi.

Lo scorso 3 maggio l’ex Assessore al Sociale della Giunta Lorenzotti, Romano Amato, rivelava a ‘Prima Stampa’ e scriveva in busta chiusa il nome della cooperativa che avrebbe vinto il bando per il nuovo centro famiglia sul Casilino, quello derivante dal famoso spacchettamento che ha dimezzato le risorse del centro famiglia di Villaggio Falcone. Ebbene, il nome si è rivelato quello giusto: a vincere il bando è stata la Cooperativa Santi Pietro e Paolo. Ci siamo interrogati sulle possibili doti da veggente di Amato, ma è evidente che se ha fatto quel nome 40 giorni prima, qualche presupposto c’era. “La mia ipotesi era dettata da semplici considerazioni; – spiega l’ex assessore – è stato diviso un bando senza ragioni, dimezzando un servizio dove ce n’era bisogno. E questo è stato fatto con un atto di Giunta e non di Consiglio. Dato che l’intento di questa decisione non mi sembrava nobile, era facile pensare che la cosa fosse fatta con altri intenti”. E poi ci sono delle stranezze nel bando: “E’ scritto che il progetto va in locali nella disponibilità di chi vince, e già questo esclude molte realtà. Insomma, mi sembra ci siano gli estremi per dire che è stato fatto un vestito su misura”. Quello che emerge sarebbe sconcertante, se solo non ci fossimo abituati. La Giunta stravolge il PRS (Piano Regolatore Sociale) senza passare per una delibera consiliare; dimezza i fondi per il sociale in un quartiere che ne avrebbe bisogno di altri; ora si farà la faccia bella dicendo che apre un centro famiglia sul Casilino; e in più la previsione di Romano Amato, che è persino superfluo commentare. Qualcuno farà ricorso al Tar? Già ce n’erano gli estremi prima dell’affidamento del bando: lo stesso ex assessore al Sociale aveva infatti spiegato che per cambiare il PRS bisogna necessariamente passare dall’aula consiliare, cosa che Lorenzotti e Baldassarri si sono ben visti dal fare. Oggi, alla luce della previsione di Amato, la faccenda si fa ancora più oscura. O sin troppo chiara, per chi vuole vedere. Il ricorso lo possono fare i consiglieri o i cittadini toccati dallo spacchettamento, gli utenti del centro famiglia in via Aldo Capitini. Il Pd, spiega Scorzoni, sta valutando. “C’è qualcuno che dice che il ricorso doveva essere fatto sul bando, io ritengo che si possa fare anche sull’esito del bando. Credo che si farà, a meno che non ci siano impedimenti di tipo legale, nel senso che facciamo un ricorso inutile. In queste ore stiamo valutando la questione coi legali”. Scorzoni aveva dato la sua parola alle mamme accorse in aula, alla nostra presenza, che lo avrebbe fatto.

Nel frattempo in via Aldo Capitini già si vedono gli effetti dello spacchettamento. Orari ridotti e niente centro estivo che sarebbe iniziato il 2 luglio. “Il progetto è identico a quello dell’anno scorso; – spiega Concetta Ricco della Cospexa – ma il Municipio deve ancora fare l’affidamento del servizio, solo allora potremmo impostare tutto. Ma due cose sono certe: non ci sarà il centro estivo e abbiamo dovuto ridurre gli orari sia per i servizi degli psicologi che per la ludoteca”.

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