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I mille dubbi dei romani sulla raccolta differenziata

Maglianella - 14municipioInefficienza degli operatori Ama, inciviltà dei cittadini e cattiva comunicazione sul territorio: ecco le denunce provenienti dai vari municipi della Capitale

Da Monteverde a Tor Bella Monaca la musica non cambia: l’emergenza rifiuti è sempre più tangibile e questa raccolta differenziata, così come viene gestita, sembra non portare da nessuna parte. Quello dei romani è un malcontento unanime, spesso confuso, ma sincero. La gestione della spazzatura sul territorio capitolino ancora non convince e gli operatori Ama sono sistematicamente accusati di inefficienza. Nei territori che a breve introdurranno la raccolta si ha poi solo una vaga idea di cosa significhi effettivamente “fare differenziata” mentre, nei quadranti in cui questa è già attiva, essa viene costantemente vanificata da atti di inciviltà e di mala gestione.

Un servizio che non c’è

Denunce, quelle nei confronti del servizio Ama, che si rincorrono da una parte all’altra della Capitale. “Il servizio nel nostro Municipio – tuonava alcune settimane fa il Presidente del XIV Municipio Valerio Barletta – risente di defezioni di uomini, mezzi e risorse che ormai non possono essere più tollerate. I mezzi a disposizione sono obsoleti, ci vogliono mesi per sostituire una campana rotta e i cumuli di spazzatura rimangono per le strade per un tempo intollerabile. Situazioni che non vediamo nei municipi del centro: mezzi migliori, più uomini e più attenzione”. “A Monte Mario e a Trionfale – spiega a La Fiera dell’Est il Comitato del XIV Municipio – mancano gli spazzini e quei pochi che ci sono spesso vengono beccati a prendersi il caffè anche per 20 o anche 30 minuti. Gli autisti non finiscono il giro e lasciano i cassonetti zeppi. Talvolta ne rompono qualcuno, finendo col portarli via senza poi attuare alcuna sostituzione. Aumenta la quantità di immondizia a terra, aumenta il nostro livello di degrado”. Una situazione in cui parlare di differenziata sembra quasi peregrino: “Stiamo lavorando insieme all’azienda municipalizzata all’avvio del potenziamento della raccolta differenziata – ha puntualizzato infatti Barletta – ma se non si spazzano le strade e non si mettono gli operatori nelle migliori condizioni per lavorare tutto viene vanificato”.

La “pseudo” raccolta differenziata del III Municipio

Una raccolta che, al momento, non soddisfa chi già ha avuto modo di sperimentarne gli effetti sul proprio quartiere. “La pseudo – raccolta differenziata sullo stradale è una stupidaggine – ci spiega Mimmo D’Orazio, Presidente del Comitato Cittadini di Serpentara – Il nostro è il III Municipio, uno dei sei distretti in cui è in atto la nuova pratica di gestione dei rifiuti. Io, come tanti altri cittadini, sono bravissimo a dividere i materiali dentro casa e a distribuirli correttamente negli appositi contenitori in strada. Basta però aprire un qualsiasi cassonetto e si finisce col trovare i materiali mischiati. Già nel 2012, quando dall’Ama ci parlarono della differenziata stradale, ci dicemmo contrari a tale pratica. Essa, come dimostra ciò che sta succedendo, risulta inutile di fronte all’inciviltà di molti cittadini. Sondiamo giornalmente i cassonetti ribaltati e mal utilizzati sul nostro territorio, e ci troviamo spesso di fronte all’inciviltà di chi butta di tutto senso alcun criterio, compresi materiali come divani e quant’altro”. Rifiuti ingombranti che, come sottolineato dalle varie campagne informative Ama, possono essere segnalati e ritirati a domicilio gratuitamente, ma che, nonostante tutto, continuano a invadere i marciapiedi di mezza città.

Quale differenziata?

Un clima difficile, dunque, che non fa che ripercuotersi sui quadranti in cui a breve si estenderà la nuova raccolta. Dubbi, pessimismo e insofferenza hanno dominato l’incontro pubblico di giovedì 17 aprile organizzato dal Comitato di Quartiere Monteverde – 4 Venti per discutere sull’introduzione della differenziata che nel Municipio XII avverrà a giugno. “ Sulla raccolta differenziata ci stiamo battendo da 5 o 6 anni – spiega alla Fiera dell’Est Giovanni Lo Surdo, Comitato Monteverde-4 Venti – abbiamo addirittura ottenuto una delibera per avere la differenziata prima di altri quadranti. Questo è il Municipio che ha ospitato Malagrotta e partire da qui è quantomeno simbolico. Ci siamo accorti che solo attraverso una forte comunicazione si può ottenere qualche risultato. Il problema della differenziata non è solo tecnico, ma di coscienza e di educazione. Ci schieriamo al cento per cento a favore di una raccolta che funzioni, ma con una formula che sia sostenibile alla conformazione dei quartieri. Ci battiamo per un rigido controllo dei materiali che vengono conferiti per evitare che i sacchetti siano posti in malo modo. Per far questo abbiamo bisogno che l’Ama sia a contatto con i cittadini e con i comitati. C’è pessimismo e malumore – ha sottolineato poi Lo Surdo – laddove la raccolta viene poi fatta ma si vedono i sacchi che rimangono per strada. Dobbiamo essere aiutati da Ama perché la sconfitta del pessimismo deve essere supportata dall’efficienza del servizio”. Un servizio che, al momento, nel Municipio XII mostra serie lacune.

A segnalarlo è stata lo stesso Presidente del Municipio Cristina Maltese sabato 12 aprile su Radio Capitale:  “L’Ama ci ha spiegato che l’inefficienza dipende da un ritardo dei mezzi a causa degli sforzi sugli altri quadranti dove c’è la differenziata. Giustificare un tale disservizio non è nel mio ruolo istituzionale, né nella mia natura, Ama però ci ricorda che  in corso c’è uno sforzo grande, e la differenziata sembra penalizzare le altre zone”. Disservizi che gli stessi cittadini hanno ribadito durante l’incontro del 17, incalzando più volte il Dirigente Ama Pietro Zotti, responsabile della raccolta differenziata. “Non sono qui per fare un dibattito – ha ribattuto Zotti dopo le provocazioni –  ma per spiegare le scelte effettuate e, dunque, cosa accadrà nelle prossime settimane nel vostro Municipio. Quello che dobbiamo capire è che questa raccolta può rappresentare una svolta significativa. L’obiettivo è il 65%, il che significa che a Roma avremo un milione di abitanti con il porta a porta e due milioni con la raccolta stradale. Noi oggi trasportiamo i nostri scarti lontano dalla città e paghiamo ciò salatamente nelle nostre tariffe, come nel caso dell’umido trasportato in Veneto. Fare la raccolta deve significare anzitutto ridurre i rifiuti e i costi, proprio perché una loro percentuale verrà riconvertita in impianti locali”.

David Ceccarelli

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