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Guerra dei rifiuti a Pratolungo

Via MandasEra più di un mese che in via Mandas, a due passi dallo stabilimento Ama, non si raccoglievano i rifiuti. La situazione si è sbloccata grazie agli abitanti.
Finalmente via Mandas è stata ripulita. L’agognato intervento degli operatori dell’Ama è avvenuto ieri sera, intorno alle 21 e 30, a poche ore di distanza dalla singolare protesta messa in atto dagli abitanti del consorzio Pratolungo – Rocca Cencia.
Denunce cadute nel vuoto. Di segnalazione ne sono state spedite di continuo: dall’Ama alla Presidenza del Municipio, dal Sindaco Marino all’Assessore capitolino all’Ambiente, passando per il Presidente della Regione Zingaretti e per l’Assessore preposto Civita. “Signor Sindaco, – si legge nella lettera del presidente del Consorzio Paolini del 13 marzo scorso – debbo, purtroppo, tornare a scriverle per denunciare lo stato di completo abbandono in cui è ridotto il nostro comprensorio. La raccolta differenziata porta a porta ha prodotto degli accumuli di immondizia in tutte le vie dove erano posizionati i cassonetti: camminando per il quartiere sembra di percorrere una strada di Napoli, nel suo periodo peggiore”. Denunce che non hanno prodotto il risultato sperato, almeno per quanto riguarda via Mandas.
Via MandasASordi davanti alla ASL. Neanche l’autorevole monito del dottor Fabrizio Magrelli, direttore del SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) della ASL RM B, è servito a sensibilizzare i politici, compresi gli eletti al Municipio, e la stessa Ama. “Sicuramente – ha affermato Magrelli – c’è un problema di inciviltà nell’abbandonare in quel modo i rifiuti, ma viene anche da chiedersi se il numero e lo stato manutentivo dei cassonetti siano adeguati per le esigenze di raccolta dei rifiuti urbani di quella zona. C’è anche da chiedersi con quale periodicità venga monitorata dall’Ama la situazione, essendo poco credibile che il cumulo di rifiuti illustrato si sia prodotto nell’arco di 24-48 ore”. E ancora: “L’Amministrazione di Roma Capitale è tenuta a vigilare sul servizio prestato dall’Ama, ai sensi del D. Lgs. 152/2006 [Norme in materia ambientale n.d.r.], al fine di evitare che si determinino situazioni del genere, che favoriscono il proliferare di infestazioni di diverse specie animali, dagli insetti ai roditori”.
Pomeriggio “caldo”. Il muro di gomma si è frantumato ieri pomeriggio, solo grazie all’iniziativa di alcuni cittadini rimasti anonimi che, stanchi di stare ai comodi delle Istituzioni, hanno piazzato i rifiuti in mezzo alla strada, in modo da bloccare il traffico veicolare nell’intersezione tra via Mandas e via Ballao.  Un gesto comprensibile, dettato dall’esasperazione, dal fatto che nell’ultimo mese si era formata intorno alla campana per il vetro una vera e propria discarica, caratterizzata dal fetore nauseante dovuto alla decomposizione degli scarti alimentari. La barricata ha innescato una reazione a catena, tant’è vero che sono bastati pochi minuti per far sì che quel gesto si tramutasse in una protesta. “È uno schifo – ha tuonato una signora – la scorsa settimana ho presentato un esposto scritto all’Ama e neanche mi hanno risposto”. “Bisognerebbe fare lo sciopero fiscale –  ha rincarato il signor O.R. – non si può pagare per un servizio che non c’è”. Sul posto sono giunti anche membri del direttivo del consorzio, che sono rimasti esterrefatti sia per l’iniziativa che per la mondezza trovata. Qualcuno poi ha chiamato la Polizia di Roma Capitale, la quale, malgrado la gravità della situazione, non si è presentata. E mentre la protesta montava, l’autista Atac della vettura n. 3783, comandata sulla linea urbana 501, ha pensato bene di innescare la retromarcia e di farsi via Ballao contromano, fino a via Pau. Cosa azzardata e pericolosa, che cozza contro il severo regolamento aziendale.
E raccolta fu. Alla fine l’hanno spuntata i cittadini. Il primo intervento Ama c’è stato durante lo svolgersi della manifestazione, limitato però alla sola liberazione della strada. Verso le 21 e 30, invece, su via Mandas si sono presentati 3 minicompattatori e 6 operatori, sottratti, al solito, al servizio porta a porta. E c’è voluta tutta la loro pazienza per rendere decente la strada. È stato un lavoro disumano, durato una quarantina di minuti, durante i quali sono stati asportati all’incirca 20 tonnellate di rifiuti. Lì sotto c’era un po’ di tutto, scarti alimentari, bottiglie, copertoni, pezzi di auto, secchi di vernice, materassi e sacchi contenenti materiale industriale: una roba da far drizzare i capelli. Poco c’è mancato che uno degli operatori finisse morsicato da un ratto, che si aggirava beato sotto i cumuli di spazzatura. All’arrivo del caposquadra, si è levato lo sfogo di un altro addetto: “È impossibile lavorare in queste condizioni; perché chiamare noi del porta a porta, quando a due passi c’è lo stabilimento Rocca Cencia, adibito per l’indifferenziato”.
Questa storia ha messo di nuovo in evidenza le deficienze del ciclo dei rifiuti, argomento che sarà trattato successivamente, e i limiti dell’Amministrazione municipale, che anche in questa occasione si è dimostrata inconsistente, lontana anni luce dalle problematiche del territorio. Un silenzio imbarazzante, visti soprattutto i costi sostenuti dalla collettività per pagare gli stipendi ai politici locali (presidente, assessori e consiglieri).
David Nicodemi

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