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Grotte Celoni. Protesta per il nido L’anatroccolo, chiuso da maggio per la presenza di amianto

prot01La protesta del  2 novembre ha coinvolto i genitori dell’asilo nido L’anatroccolo di via Acquaroni, chiuso da maggio per la presenza di amianto. Il Municipio ha accettato le iscrizioni dei bimbi, tra i 6 mesi e i 3 anni, promettendo una bonifica che tarda ad arrivare. Nel frattempo si presenta anche l’emergenza topi.

Si sono ritrovati a Largo Mengaroni, Tor Bella Monaca, i genitori dei bimbi dai 6 mesi ai 3 anni dell’asilo nido L’anatroccolo di via Acquaroni, chiuso da maggio per la presenza di amianto. Da allora i bambini si ritrovano sballottolati per altre strutture, in aule piccole, senza servizi e senza tutele. Eppure il Municipio aveva accettato soldi e iscrizioni per l’anno scolastico in corso. Alla manifestazione dei genitori hanno partecipato i consiglieri municipali del PD Dario Nanni, Fabrizio Compagnone e Gianfranco Gasparutto, della Lista Marchini Valter Mastrangeli, il vicesegretario del PD Roma Mariano Angelucci, la consigliera capitolina Giulia Tempesta e il deputato Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Degrado delle Periferie.

“Siamo stufi di aspettare – racconta Giuseppina Bosco, mamma di una bimba di 18 mesi – L’8 aprile, in una giornata di Legambiente, sono stati trovati dei residui di amianto. Dal mese successivo, dall’8 maggio, la scuola è stata chiusa. Ancora oggi non apre e i bambini da quel dì sono sballotolati a destra e sinistra in varie scuole”.

Annalisa Bonamore denuncia il fatto di non aver avuto nessuna documentazione in merito all’amianto, né a ciò cui i bambini sono entrati in contatto: “La Asl non ci ha fornito nessuna documentazione sui pericoli esistenti e su quelli in cui possono essere incorsi i nostri bambini. Intanto il Municipio continua a rimpallare le responsabilità, dice che il dipartimento ha stanziato i soldi ma che l’accredito non è stato ancora fatto”.

I bambini sono stati nel frattempo divisi in tre scuole, pur essendo tutti iscritti al nido L’anatroccolo: “Tra maggio e giugno 48 erano alla Mago Merlino di via Acquaroni, disposti tra corridoio e atrio, mentre i 12 lattanti in via Mitelli a I Cento Colori, sempre in corridoio e senza acqua né finestre – prosegue Annalisa – A luglio ci hanno chiamato dicendoci che non avrebbero fatto in tempo per settembre a riaprire, allora ci hanno spostato di nuovo: 31 alla scuola di via Panzera alla Peter Pan, in un posto piuttosto grande dove però devono dormire, mangiare e giocare in un’unica aula. Non tenendo conto dei disagi di bambini sotto i 3 anni che attraversano fasce d’età molto distinte: c’è chi arriva che dorme, chi piange, chi vuole giocare. Come si fa in un unico spazio a farli tutti dormire o mangiare? Per fare spazio a noi sono stati messi 20 bambini in uno stanzino, mentre altre 9 si sono ritrovati in un’aula di 6 metri quadri circa, in via Millet ai Primi Passi, sempre senz’acqua calda”.

Mariano Angelucci, vicesegretario del Partito Democratico di Roma, lancia un’accusa precisa: “Se l’asilo è chiuso perché il Municipio ha preso i soldi e le iscrizioni? Perché hanno accettato questa situazione consapevoli del fatto che non avrebbero avuto modo di risolvere il problema?”. Giuseppina Bosco spiega infatti che è l’Assessore alla Scuola del Municipio Alessandro Gisonda che “la bonifica non può essere fatta perché siamo senza fondi, così ci rimpallano da Municipio a Comune”.

Presente alla manifestazione anche Giulia Tempesta, consigliere dell’Assemblea Capitolina del Partito Democratico, la quale ricorda come “i bambini non sono pacchi postali, non possono essere portati di qua e di là per un problema che non sta ai genitori risolvere ma all’amministrazione locale”. Si dice pronta a intervenire, per quanto di sua competenza, scrivendo al Sindaco e al Presidente del Municipio VI, analogamente a quanto ha dichiarato anche l’onorevole Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Degrado delle Periferie: “È assurdo che in una città come Roma, in un quartiere così popoloso, non si intervenga in questioni di questo tipo. Non è accettabile per il fatto che sono lavori di bonifica per cui ci sono tutti i soldi, forse sarà necessaria appena una piccola integrazione. Si doveva fare solo una gara in tempi rapidi da aprile, prendendo subito in mano la situazione: siamo già a novembre e l’anno scolastico sta passando. Personalmente scriverò utilizzando tutti i poteri della Commissione alla Sindaca Raggi e al Presidente del Municipio, per chiedere notizie su questo ritardo”.

“Forse neanche per gennaio riusciranno a fare la bonifica perché non sono stati accreditati i soldi e loro non fanno in tempo a fare gara d’appalto.Hanno proposto di colare del cemento – riprende poi Annalisa Bonamore – Ma quello lo potevano fare a maggio allora, non dopo 6 mesi. Vogliamo una bonifica come si deve, non una colata di cemento su cui i nostri bambini devono poi giocare e che tra qualche tempo lascerà riemergere l’amianto sotterrato.Con la colata di cemente sarebbero in grado di aprire per gennaio, rimandando la bonifica a luglio e spendendo altri soldi. Già sappiamo che eventualmente quella bonifica non si farà. Noi non ci stiamo. Non possono fare le cose a metà”.

Altrettanto grave la situazione della struttura in sé, che sembrerebbe essere diventato albergo di nidiate di topi. Giuseppina Bosco racconta che “Sono le proprio le maestre ad avercelo detto: esistono nidiate di topi. La derattizzazione chi la farà? Se non ci sono soldi per questa emergenza come faremo con i topi? Una volta che il nido riapre richiudiamo e stiamo da capo a dodici?”

Da parte delle opposizioni municipali presenti alla manifestazione, Valter Mastrangeli e Dario Nanni prendono l’impegno di presentare richiesta di consiglio straordinario, così da obbligare il Municipio a fornire delle risposte entro 15 giorni. Flavio Quintilli

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