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Grotte Celoni. Passano i mesi, L’Anatroccolo resta chiuso

DCIM100MEDIADJI_0090.JPGA protestare i genitori degli iscritti nel nido di via Aquaroni che dal ritrovamento di amianto nella scuola non hanno ancora ricevuto risposte dall’Amministrazione. Il Municipio, nonostante l’asilo sia chiuso, continua a prendere iscrizioni

La chiusura dell’asilo nido L’Anatroccolo risale allo scorso maggio. A scrivere alla nostra testata la mamma di un bambino, Annalisa Bonamore: “In una giornata di ripristino giardini, alcuni genitori hanno trovato dei frammenti di amianto, mandati ad analizzare alla Asl. Il nido è stato chiuso a maggio, al quel punto le educatrici con la direttrice hanno diviso i bimbi su due scuole. Circa cinquanta in un corridoio della scuola comunale Mago Merlino e i rimanenti, cioè i più piccoli, ad una scuola in via Mitelli, sempre nel corridoio, senza un lavabo per lavare i bimbi che avevano il pannolino. A quel punto parte la procedura di bonifica.

Si fa una gara di appalto per fare i sondaggi e si scopre che la parte da bonificare è di circa 200 metri quadri, con un costo superiore ai 100mila euro. I soldi per la bonifica vengono richiesti al Dipartimento Ambiente che li mette in bilancio, ma i soldi non arrivano, manca l’accredito e la gara d’appalto non può partire. Nel frattempo le scuole iniziano e ci trovano altre sedi dove portare i bimbi, circa trenta in una scuola ( Peter Pan) che ci ha ospitato e ha fornito un‘aula, ma i bambini di quella sezione sono stati spostati in un ripostiglio di 20 metri quadri, altri si trovano nel corridoio della Mago Merlino e altri in un nido (Primi passi), in una stanza piccolissima. Premetto che i bimbi sono molto piccoli – continua Annalisa – e hanno bisogno di mangiare e dormire in tempi diversi rispetto ai bimbi più grandi.

La beffa è che la gara di appalto non può partire se i soldi non vengono sbloccati e se non vengono spesi entro il 31/12/17 il Dipartimento si riprende la somma stanziata, quindi si deve ricominciare daccapo e i nostri figli devono stare in una situazione non adatta alla loro età. Specifico che il nostro è un servizio a pagamento e non gratuito. Dopo tutti questi mesi, siamo stanchi di essere presi per i fondelli e abbiamo deciso di alzare i toni e protestare. Nessuno di noi, per ora, ha denunciato il Comune per il danno creato ai nostri piccoli che giocavano con i pezzetti di amianto pensando fossero  sassolini”.
I genitori oggi chiedono a gran voce che venga chiesta una variazione: sono stati chiesti dal Municipio risorse di Tipo 1 (con scadenza a dicembre), mentre è necessario chiedere risorse di tipo 2, senza scadenza. Chiedono un’accelerazione nei lavori e la bonifica completa dell’area.

“Siamo andati a protestare in Consiglio e ci siamo sentiti proporre cose assurde – continua Annalisa – Hanno detto che l’idea è quella di cementificare il terreno, per il momento, in modo da isolare l’amianto. Ma cosa dicono?”.

La maggioranza pentastellata, quelli che dovevano essere ambientalisti, propone una colata di cemento anziché una bonifica. La stessa maggioranza che, nonostante l’asilo sia chiuso da mesi, ha accettato nel mese di luglio nuove domande di iscrizioni per L’Anatroccolo. “Prendono domande per un asilo che non esiste?”, tuona Annalisa.

Intanto, mentre i 5 Stelle aspettano di trovare un santo in paradiso che indichi loro la via, ci sono bambini ammassati in strutture di fortuna e l’amianto che è ancora nel terreno. E dal terreno nelle falde acquifere. Altro che cemento!

Marco Severa

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