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Grotte Celoni. Asilo L’Anatroccolo, la maggioranza comunale boccia la bonifica

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Ennesima delusione per i genitori dei bambini dell’asilo nido L’Anatroccolo. La maggioranza capitolina vota contro l’ordine del giorno presentato dalla Consigliera Celli.

Lo scorso maggio, in una giornata di pulizie, i genitori dei piccoli studenti dell’asilo nido L’Anatroccolo di via Acquaroni trovano, presso il giardino della struttura, dell’amianto. Da quel giorno l’asilo rimane chiuso anche se, inspiegabilmente, il Municipio VI continua a prendere le iscrizioni per una scuola che di fatto non esiste.

dsc01658“Il nido è stato chiuso a maggio – ci spiega Annalisa Bonamore, una delle mamme impegnate in questa battaglia –  al quel punto le educatrici con la direttrice hanno diviso i bimbi su due scuole. Circa cinquanta in un corridoio della scuola comunale Mago Merlino e i rimanenti, cioè i più piccoli, ad una scuola in via Mitelli, sempre nel corridoio, senza un lavabo per lavare i bimbi che avevano il pannolino”.

 I genitori e i bambini in questi mesi hanno dovuto affrontare numerosi disagi. Hanno aspettato, ma nulla si è mosso. Quindi, un mese fa, hanno deciso di alzare decisamente i toni, recandosi in Municipio prima,  organizzando dopo un sit – in di protesta per evidenziare alla stampa locale e non la situazione.

dsc01661Tra i problemi che tengono congelata la situazione, il più importante è senza dubbio la gestione dei fondi pubblici.. “I soldi per la bonifica vengono richiesti al Dipartimento Ambiente che li mette in bilancio – continua Annalisa –  ma i fondi non arrivano, manca l’accredito e la gara d’appalto non può partire se i soldi non vengono sbloccati. E se non vengono spesi entro il 31/12/17, il Dipartimento si riprende la somma stanziata, quindi si deve ricominciare daccapo e i nostri figli devono stare in una situazione non adatta alla loro età”.

Il Municipio ha chiesto per iniziare i lavori risorse di Tipo 1 (con scadenza a dicembre), mentre  è necessario chiedere risorse di Tipo 2, senza scadenza.

dsc01655“Siamo andati a protestare in Consiglio e ci siamo sentiti proporre cose assurde – continua Annalisa – Hanno detto che l’idea è quella di cementificare il terreno, per il momento, in modo da isolare l’amianto. Ma cosa dicono?”.

Le proteste dei genitori hanno spinto molti rappresentanti comunali ad interessarsi della vicenda. Tra questi la consigliera della Lista Civica Roma torna Roma, Svetlana Celli, che nel corso dell’assemblea capitolina del 14 novembre durante la discussione sulla variazione di bilancio ha presentato un ordine del giorno che la maggioranza a 5 Stelle ha respinto: “Con il voto contrario della maggioranza M5S sull’ordine del giorno presentato dalla Lista Civica #RomaTornaRoma – commenta la consigliera Celli – non sarà possibile avviare lavori urgenti per la bonifica dall’amianto nel Nido L’Anatroccolo,chiuso da sei mesi proprio per la presenza di materiali nocivi. Il Campidoglio preferisce intervenire con misure tampone, piuttosto che stanziare i fondi per lavori urgenti e risolutivi. Così il sacrificio delle famiglie che da sei mesi sono costrette a frequentare altre scuole non sarà servito a nulla. Se non a una soluzione provvisoria. Tutto questo nella giornata in cui la Giunta Raggi approva una memoria per lavori nelle scuole in bioedilizia. Come al solito il libro dei sogni del M5S si infrange davanti alla realtà. E in attesa della bioedilizia nelle scuole al Nido L’Anatroccolo non resta che accontentarsi di lavori “tampone” che copriranno l’amianto con una colata di cemento. Altro che bioedilizia!”.

Delusi e amareggiati i genitori dei piccoli de L’Anatroccolo commentano: “Hanno bocciato inspiegabilmente questo ordine del giorno e ci hanno proposto una soluzione che non ci convince affatto: anziché la bonifica vogliono fare l’incapsulamento del terreno che verrà, a detta loro, realizzato entro il 7 gennaio 2018. Ci hanno poi detto che a luglio faranno la bonifica e quindi i lavori. Su questo noi non siamo assolutamente d’accordo! A parte lo spreco di risorse pubbliche, ma la cosa che ci interessa sul serio è la salute dei nostri bambini. Abbiamo segnalato la vicenda all’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha anche presentato una formale denuncia. Ci hanno spiegato che non si può garantire l’isolamento dell’amianto visto che l’incapsulamento verrà fatto esternamente. Inoltre, se incapsulato, il terreno non sarà calpestabile, quindi i nostri bambini non potranno uscire all’aperto”.

I genitori lamentano anche il fatto di non essere stati ricevuti dal Direttore del Municipio: “Siamo stati ricevuti solo dal Presidente del Consiglio Ilaria che ci ha proposto l’acquisto di condizionatori per migliorare la vita dei bambini all’interno della scuola visto che non potranno mai uscire”.

Proprio l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) ha scritto a tutti i rappresentanti istituzionali, comunali e municipali, a partire dalla sindaca, chiedendo di “esercitare i poteri che il Primo Cittadino ha in merito alla sanità pubblica”. Nella lettera, indirizzata a Virginia Raggi, il Presidente dell’ONA, chiede un incontro visto che “la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) nella sua ultima monografia ha confermato che l’amianto è un cancerogeno per l’uomo”.

Nella lettera emergono altri inquietanti dati: “Secondo le stime più recenti, ancora oggi risultano esposti ad amianto più di 125 milioni di lavoratori. Tali esposizioni hanno provocato e stanno provocando e provocheranno centinaia di migliaia di decessi e provocheranno danni alla salute di milioni di persone, tanto è vero che si stimano in 107mila, ogni anno, i decessi per le neoplasie polmonari e il mesotelioma”.

La situazione è quindi grave e si parla di un’emergenza che sta colpendo indiscriminatamente tutte le fasce della società.

Serve un cambio di rotta radicale: bisogna bonificare. A maggior ragione quando si parla di bambini piccolissimi a cui un’amministrazione lungimirante non può proporre la tecnica dell’incapsulamento in attesa dei lavori.

Chissà se la Sindaca Raggi iscriverebbe ad una scuola non bonificata dall’amianto  suo figlio. Siamo a Grotte Celoni, a due passi da Tor Bella Monaca, qui anche i bambini vengono considerati meno bambini di quelli del Centro. Federica Graziani

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