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Grasso al pascolo

Dal ‘pecoraro’ di Colle degli AbetiNella seduta del 25 marzo Grasso, consigliere Pd, presenta una mozione per mandare via il pecoraio di Colle degli Abeti che lavora sull’area da 30 anni. Peccato che ci ha già pensato il sindaco: il pastore verrà spostato entro il 10 aprile.

Cosa si fa per una manciata di voti! I cittadini del piano di zona Lunghezza C2 (Colle degli Abeti) chiedono da tempo che l’ovile in via Saliola (ex via Majo de Gnente) venga spostato perché incompatibile con il nuovo aspetto urbanistico della zona. Il famoso ‘pecoraro’ lavora su quell’area da 30 anni, prima delle case, prima dei cittadini. Oggi si sente definire ‘incompatibile’. Grasso sull’onda della rabbia dei cittadini, senza aver parlato mai con il pastore, presenta una mozione per chiedere lo spostamento dell’ovile. Fa di più: chiede che il casale presente sull’area, in cui oggi soggiornerebbero alcuni operai in maniera “abusiva”, sia sgomberato e restituito alla cittadinanza. Cosa impossibile visto che esiste una convenzione con il Comue. Non c’è che dire, una mozione che farà guadagnare a Grasso un applauso fragoroso dei cittadini. Peccato, però, che il consigliere abbia dimenticato di spiegare ai cittadini che la strada in cui è presente l’ovile sia abusiva. Quindi se il pecoraro è incompatibile, la strada lo è altrettanto. Perché non chiedere di chiudere anche la strada? La mozione, seppur poi votata dalla maggioranza dei consiglieri, non trova il favore dell’Aula. “Nessuno vuole rovinare nessuno!”, spiega Grasso nel suo intervento. Intanto però chiede la revoca della concessione dell’area e che si ridiscuta la convenzione sulla pastorizia. Nessuno vuole rovinare nessuno, ma si sta toccando il lavoro di una persona che vive di quello. Che si sporca le mani tutti i giorni e che da 30 anni porta avanti la sua attività. “L’attività è incongruente  con il un contesto urbanistico”, continua Grasso. Poi azzarda anche assurde nozioni botaniche: “L’abetaia sta morendo a causa degli escrementi lasciati dalle pecore!”. Continua poi la sua arringa sul casale: “E’ abitato in modo abusivo dagli operai che stanno lavorando a Ponte di Nona. Chiedo che venga restituito ai cittadini anche perché la struttura manca di tutte le norme igienico – sanitarie”. Spetta a Mancuso ristabilire l’ordine: “Gli alberi muoiono perché sull’area vengono gettate sostanze inquinanti. Il casale è in gestione del Consorzio quindi è chiaro sia abitato in modo abusivo”. A scagliarsi più di tutti contro la mozione è Alveti (Pd): “Ma di cosa stiamo parlando in quest’Aula? Spostare il pecoraro? Ma vi ricordate che la strada che è stata realizzata è abusiva? Che non dovrebbe nemmeno esserci! Lasciate in pace il pecoraro e invece presentate un progetto per fare in modo di integrare le due realtà. La politica deve proporre idee che siano a vantaggio di tutti e non di alcuni! Sono stati distrutti ettari di verde per fare posto al cemento. Oggi ce la vogliamo prendere con il pastore?”. Anche Mastrangeli, Gruppo Misto, si dice perplesso: “Il pastore sta in quell’area da prima ed è stato accerchiato dalle case. Anche a Torre Angela c’è un ovile all’interno di un contesto urbanistico e a nessuno è mai venuto in mente di mandarlo via! Chiedo il ritiro della mozione perché credo sia importante organizzare un confronto tra le istituzioni, il pastore e i cittadini”. Grasso vuole strappare la vittoria e presentare il conto ai suoi presunti elettori e dichiara di non ritirare la mozione perché ormai siamo agli sgoccioli dell’amministrazione e non avrebbe senso aspettare ancora. “Se è tardi per il confronto allora è tardi anche per questa mozione! Cosa l’hai presentata a fare?”, tuona Mastrangeli. In difesa di Grasso prende la parola Scorzoni: “Esiste una norma che prevede che gli animali da cortile non possano stare in zone urbanizzate”. La norma esiste, ma esisteva anche quando hanno costruito le case e il pastore era già là! Si passa quindi a discutere sulle responsabilità politiche del piano regolatore. Sul fatto che l’opposizione abbia avuto 10 anni per risolvere il problema senza risolverlo. E che ora si appella all’emergenza per votare la mozione che oggi porterebbe consensi al consigliere Pd. Alla fine votano tutti, tranne Mastrangeli che si astiene e Fonti che non è presente in Aula. Di questi tempi pre-elezioni prendere una decisione impopolare è facoltà di pochi.

Federica Graziani

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