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Giunta Marino: rimpasto nel segno di Renzi

MarinoDopo il successo alle Europee del Premier Matteo Renzi il Marino bis sembra sempre più vicino. E intanto lo scontro fra I neorenziani e il vecchio “Modello Roma” infuria.
“Forse servirebbe un corso di pasta per I giornalisti, così gli diamo la materia per rimpastare e cessano così di occuparsi di un rimpasto inesistente in Campidoglio”. Il Marino di qualche mese fa sull’ipotesi di rimpasto della Giunta capitolina ci scherzava su. Quello di oggi, forse, si trova davanti a una svolta politica decisiva per il future dell’Amministrazione capitolina. Una transizione che, dopo la vittoria schiacciante del Pd alle Europee, accompagnerà Roma sugli stessi lidi di quella politica nazionale ormai saldamente in mano a MatteoRenzi.
Le dimissioni dell’assessore Barca
Il rimpasto è già iniziato. Già a fine maggio il Primo Cittadino aveva palesato la necessità di un rinnovamento della squadra dei suoi assessori, impoveritasi dopo le dimissioni di aprile dell’Assessore al Bilancio Daniela Morgante. Bilancio che è stato subito seguito dalla Cultura. Lunedì 26 maggio, infatti, Flavia Barca, dopo esser stata convocata dal Sindaco per la sua destituzione, ha preferito dimettersi, precisando: “Al momento non sussistono più le condizioni necessarie per affrontare un così delicato e strategic ruolo istituzionale e garantire alle politiche culturali di Roma quell’impulso che il rilancio socio-economico della Capitale richiede”.
Il Marino bis
Una scelta che ha inevitabilmente accelerato il piano di rinnovamento della Giunta. Secondo quanto appreso, a sostituzione della Barca dovrebbe insediarsi Giovanna Marinelli, già collaboratrice di Gianni Borgna. Sempre più probabile, invece, il subentro al Bilancio della direttrice scientific dell’Ifel Silvia Scozzese. A saltare potrebbe essere anche la poltrona di Rita Cutini. L’Assessore alle Politiche sociali potrebbe infatti lasciare il posto a Daniele Ozzimo. Parallelamente l’Emergenza Abitativa dovrebbe passare a Giovanni Caudo, il quale lascerebbe la delega all’Urbanistica nelle mani di Mirko Coratti. Sempre secondo rumors, Alessandra Cattoi, Assessore alla Scuola, potrebbe lasciare il posto a Paolo Masini. Per la carica di Vicesindaco, invece, sembra sempre più confermarsi la filo-renziana Lorenza Bonaccorsi, la quale prenderà molto probabilmente il posto di Luigi Nieri (Sel).
La fine del Modello Roma?
Una svolta imminente nel segno di MatteoRenzi. I risultati delle elezioni europee, che a Roma hanno visto il Pd arrivare al 43%, e cioè sopra di un punto rispetto alla media nazionale, rappresentano un punto di non ritorno. Le preferenze, infatti, si sono rivelate fin troppo eloquenti. Prima fra tutti Simona Bonafè (già ribattezzata ‘lady preferenze’), seguita da David Sassoli, Enrico Gasbarra e Silvia Costa. Sotto i renziani si piazza Goffredo Bettini. Con Renzi si seppellisce il vecchio ‘Modello Roma’: la storia della sinistra capitolina degli ultimo vent’anni. “Bettini? Non può più essere lui a dare le carte a Roma” ha dichiarato l’excapogruppo Umberto Marroni, che ha poi proseguito: “L’ottima affermazione di Bonafè e Gasbarra, scesi in campo con il cambio della lista voluta da Renzi, pone la forte esigenza di un rinnovamento da portare Avanti anche nella Capitale. Con il voto europeo si chiude definitivamente una stagione politica, che ha significato molto ma che ha fatto ilsuo tempo”.
Effetto Renzi
Fra rimpasti e risultati elettorali, Marino ha intanto già iniziatol’intenso confronto con I renziani. Già dal 27 maggio, day after delle dimissioni di Flavia Barca, il Primo Cittadino ha infatti incontrato il Vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini e, successivamente, il segretario romano Lionello Cosentino. Piovono intanto le polemiche fra le due frange del Partito Democratico. “Noi vogliamo che Roma decolli e che questo straordinario risultato del Pd dia forza all’Amministrazione – aveva dichiarato Gasbarra sul palco di Piazza Farnese durante la festa romana per la vittoria delle Europee – Questo successo elettorale deve scuotere tutti. Da domenica siamo tutti chiamati ad avere un’azione più determinate perché la fiducia che ci hanno dato è immensa e le amministrazione locali devono essere all’altezza di questo compito. La voce del Pd è oggi quella del 43% dei romani che lo hanno votato e quindi gli deve dare ascolto”. Parole che hanno non poco irritato il Deputato Michele Meta, il quale ha replicato: “C’è chi non resiste alla tentazione di utilizzare l’indiscutibile e meritato successo del Premier per porlo in contrapposizione con le amministrazione locali. Come nelle migliori tradizioni cortigiane, è partita la gara ad apparire più renziani dello stessoRenzi”.
David Ceccarelli

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