«

»

Stampa Articolo

Finocchio, la “linea dei topi”: l’I.C. Kolbe infestato

Genitori in protesta occupano il piazzale della scuola. Chiesta l’immediata chiusura dell’istituto.img-20171018-wa0030

La “ratline” o linea dei topi, è un termine che indica, durante un naufragio o una situazione di emergenza, la via ultima da percorrere per mettersi in salvo, solitamente scoperta seguendo i topi forti del loro straordinario istinto di sopravvivenza. I genitori della scuola Kolbe, per garantire ai loro figli un posto salubre dove studiare, hanno dovuto seguire i topi, cercando di salvarsi dal naufragio dell’istituto proprio attraverso una “ratline”.

Mercoledì 18 ottobre la nostra redazione riceve una chiamata da una madre disperata che ci chiede di venire a assistere al presidio organizzato dai genitori degli alunni dell’istituto comprensivo di via Campofiorito. Il piazzale è stato occupato, i bambini tenuti fuori dalla scuola, si chiede un incontro con il dirigente scolastico che si nega.

La motivazione di questa iniziativa è gravissima e ci viene spiegata da Claudia, la più battagliera tra le mamme: “ La scuola è infestata dai topi, i loro escrementi li ritroviamo nei quaderni dei bambini. Ieri (17/10 ndr) qui c’erano tutti: i Carabinieri, il Comune, il presidente delle politiche ambientali, c’è stato un sopralluogo della Asl, uno dei funzionari ci ha detto che i topi sono la cosa più pulita all’interno della scuola che andrebbe chiusa ma tutti scaricano la responsabilità sugli altri”. La situazione è concitata, il personale non vuole parlare, la vicepreside, alla nostra vista, si rifugia dentro una classe e minaccia di chiamare i Carabinieri.

img-20171025-wa0011Non è possibile parlare con il dirigente scolastico, Paola Uncinotti che, intervistata in seguito dal TG3, riferisce di aver fatto tutte le segnalazioni del caso senza mai aver ricevuto risposta. La versione delle mamme è differente: “La Prof.ssa Uncinotti -continua Claudia- ha avuto il coraggio di dirci che gli escrementi di topo, se lasciati dove evacuati per un certo periodo, diventano innocui. Ha asserito davanti a tutti noi genitori di non aver ritenuto necessario chiamare la ASL. Noi chiediamo la chiusura immediata della scuola e il sollevamento del dirigente scolastico dai suoi incarichi. Se necessario siamo disposti a mandare i bambini a scuola nel pomeriggio nelle aule della scuola media”.

Dopo il primo sopralluogo della Asl, non si era arrivati alla chiusura della scuola che invece viene imposta puntuale subito dopo che la questione sale agli onori della cronaca nazionale grazie alla protesta eclatante e disperata dei genitori.

Dentro e intorno all’istituto è tutto un brulicare nervoso di personale ATA (bidelli), che riempie frettolosamente carrelli e furgoni di rifiuti di qualsiasi tipo. Lungo il perimetro esterno della scuola ci sono cataste di banchi, computer, stampanti, giochi, sedie, libri. Alcuni cumuli sembrano essere li da tempo e quando vengono smossi emanano un cattivo odore che infastidisce chi è costretto a maneggiarli. Quando, in questo contesto di scarsa igiene, arriva il furgone della mensa a scaricare i pasti degli alunni si avverte tutta la pericolosità di una situazione del genere. Le mamme mostrano foto di ratti, mi invitano a dare un’occhiata alla scala di emergenza che assicurano essere ricoperta di escrementi oltre che visibilmente crepata e per questo rinforzata alla bene e meglio con inserti metallici contenitivi. Il giardino, che dovrebbe servire ai bambini per stare all’aperto, è completamente inservibile, i giochi, in stato di completo abbandono, fanno pensare a uno di quei film di zombie con le città abbandonate, cadenti,  cristallizzate a un momento lontano in cui la quotidianità scorreva normalmente. Questo momento, però, pare non esserci mai stato in questa scuola, i commenti di alcuni genitori al video di denuncia pubblicato sul sito de “La Fiera dell’Est” recitano: “Ho figli di 24 e 22 anni che hanno frequentato quella scuola e faceva schifo già allora”.

Alle 12 interviene la polizia: “Ci hanno fatto lasciare il piazzale – spiega Claudia- quindi siamo rimasti fuori dal cancello. Gli agenti non ci hanno fatto fare nessun tipo di denuncia suggerendoci di sporgerla attraverso un avvocato il giorno successivo”.

Intorno alle 16.30 la Multiservizi porta via alcuni cumuli di mondezzai accatastati lungo il perimetro della scuola. Il giorno dopo (giovedì 19 ottobre), intorno alle 12 la scuola risulta essere ancora aperta e ospita quei bambini che i genitori non possono tenere a casa. Arrivano due camion container che portano via il grosso dei rifiuti e del materiale “contaminato”. Finalmente nel pomeriggio la dirigente scolastica decreta la chiusura (con urgenza…) della scuola.

img-20171021-wa0000Venerdì 20  interviene AMA: “La rappresentante di istituto- racconta ancora Claudia- ci ha comunicato che Ama ha sistemato circa 20 trappole lasciando aperte ante degli armadi e porte. La mensa è stata svuotata di ogni genere alimentare, compresi i cibi in scatola, gli operatori ecologici torneranno per controllare le trappole e spruzzare il prodotto antibatterico per santificare l’ambiente”.

Un’altra mamma, Elisabetta Cannistrato, ci assicura che la situazione va avanti così da molti anni e che, oltre ai problemi strutturali e alle infiltrazioni di cui già avevamo scritto su questa testata, il problema dei topi c’è sempre stato: “Stavolta, però, non ce l’abbiamo più fatta – racconta sconsolata – durante il consiglio di istituto di fine settembre siamo stati noi genitori con i nostri occhi a vedere passare dei topi lungo il corridoio dell’istituto”.

La protesta dei genitori non è unanime, c’è chi dice che per due topini non si può fare questo casino e sui gruppi WhatsApp dei genitori ci sono note audio che condannano la protesta che avrebbe messo in difficoltà quelle famiglie che non sanno a chi lasciare i figli la mattina.

Intanto, avvicinandoci all’ingresso della scuola Kolbe, siamo colpiti da un comunicato affisso sulla porta d’ingresso. A seguito di un consiglio di istituto (lo stesso in cui erano stati avvistati i topi) durante il quale una mamma si era lamentata per aver trovato le scarpe del figlio bagnate di urina la Prof.ssa Paola Uncinotti, il dirigente scolastico, aveva ritenuto opportuno pubblicare quanto segue “[…] Se veramente qualche alunno torna a casa con le scarpe bagnate è perché ha avuto qualche “incidente” […] qualora altre chiacchiere e discorsi calunniosi e diffamatori fossero diffusi, la scrivente sarà costretta a rivolgersi alle Autorità competenti per tutelare l’integrità e il buon nome dell’’istituto”.

Quando un dirigente scolastico vuole ristabilire il “buon nome” e l’”integrità” dell’istituto minacciando ufficialmente di denunciare per calunnia gli utenti che lo frequentano, unici ad avere il diritto di giudicarne davvero la qualità, vuol dire che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella gestione della cosa pubblica. Marco Severa

Fotogallery

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/finocchio-la-linea-dei-topi-li-c-kolbe-infestato/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.