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Finocchio. La Collina che non trova Pace

danni collina 4 (6)danni collina 4 (1)Il 29 agosto gli edifici del parco della Collina della Pace hanno subito una serie atti vandalici da parte di ignoti. L’evento poteva essere evitato? Nel frattempo la prossima inaugurazione della Biblioteca (prevista per la fine di settembre) è slittata a data da destinarsi.

Un atto vile e spregiudicato. Può essere definito solo così il tentativo di furto avvenuto nei casali appena ristrutturati della Collina della Pace, a Finocchio. Sabato 29 agosto degli sconosciuti hanno fatto irruzione nelle strutture, apportando una serie di danni, stimati in alcune migliaia di euro. La sfortunata scoperta ha lasciato in tutti quelli che da anni si stanno impegnando per il ripristino della legalità su quel fazzoletto di terreno una profonda tristezza. Da subito Biblioteche di Roma, ‘Libera’ e l’associazione ‘Collina della Pace’ si sono mobilitate per risolvere la grave situazione che ha compromesso l’apertura della Biblioteca, prevista per fine settembre.

danni collinadanni collina 2La scoperta. “Ero passato in Collina verso le 11.30 del mattino per raccogliere i rifiuti – racconta Luigi Di Bernardo, Presidente dell’AdQ ‘Collina della Pace’ – Mentre tornavo ho incrociato i Vigili che mi hanno domandato l’ubicazione di una scuola delle vicinanze, dove era scattato un allarme. Una volta giunti lì ho percepito il rumore flebile che poteva provenire da un unico luogo: la Collina della Pace”. Dopo essere arrivati sul posto verso le 12.30, sono state subito notate alcune porte e finestre spalancate – ma non spaccate – e gli estintori dell’antincendio appoggiati fuori. Ma gli uomini giunti sul posto non sono potuti entrare negli edifici, a causa delle chiavi mancanti. In quei momenti concitati nella biblioteca di largo Monreale sono state cercate le chiavi invano, in quanto le sole due persone che le possedevano erano il direttore della Biblioteca di Borghesiana, Silvio Cinque e il custode volontario, entrambi in ferie. Grazie a quest’ultimo, tornato a Roma in tutta fretta, si è riusciti a fare il sopralluogo con i Vigili sulla Collina la sera intorno alle 18. Ma il tempo è denaro e nessuno è riuscito a sfruttarlo al meglio. Nell’arco delle quattro ore di incertezze i furfanti hanno completato in tutta calma il lavoro cominciato. Solo l’intervento di un cittadino, che passeggiava nel parco vicino, ha probabilmente risparmiato altri danneggiamenti. Secondo la sua testimonianza, infatti, egli si sarebbe avvicinato alla rete che copre l’ingresso attratto dai rumori forti e, dove aver scorto una banda di ragazzini di giovanissima età, li avrebbe spaventati avvertendoli dell’arrivo della Polizia. I giovani sarebbero scappati all’istante. Il sopralluogo dei Vigili è stato un contare e registrare i danni. Nell’edificio destinato alla biblioteca sono stati evidenziati il danneggiamento di alcuni muri e la presenza di escrementi umani sul pavimento di una sala che, ad una prima analisi, dovrebbero essere precedenti di almeno un giorno al tragico evento. Il Casaletto (la cui destinazione sarà per associazioni e comitati locali volte ad attività sociali, culturali e ricreative) è quello che ha registrato più danni, sia nel sistema antincendio che nei vetri di porte e finestre distrutti. La questione del mancato furto – se può veramente essere chiamato così – fa ancora più rabbia se si analizzano altri fattori. Sulla Collina non esiste un sistema di videosorveglienza. A causa del mancato finanziamento del Campidoglio, per tutto agosto la guardiania notturna degli stabili non è stata effettuata e proprio quella settimana era andato anche in ‘ferie’ il servizio pomeridiano (14-19) svolto da alcuni volontari. Gli unici a monitorare sono stati i cittadini.

Danni e apertura rimandata. L’azione potrebbe essere riconducibile ad alcune bande di bulli locali che avrebbero tentato di scavalcare il muro per rubare l’attrezzatura (computer, libri) e il materiale che, però, non erano stati ancora trasferiti in loco. Questo spiegherebbe la presenza dei ‘ragazzetti’ intorno alle 16.30 che si sarebbero divertiti a distruggere i locali. Eppure il fatto grave non si può prescindere la storia della Collina della Pace, bene confiscato al cassiere della Banda della Magliana, Nicoletti, che continua ad essere sotto le mire dei tanti che non vorrebbero farlo divenire un presidio della legalità e della cultura. Che le azioni del 29 agosto siano un avvertimento contro l’imminente apertura degli spazi? Dopo le denunce alla Polizia di Roma Capitale del Municipio VI e i sopralluoghi immediati effettuati con il circuito delle Biblioteche rimane lo sdegno e un senso di sconforto. L’apertura del Casale – Biblioteca era stimata intorno alla fine di settembre, in quanto i lavori erano quasi giunti al termine. Ora il futuro della Collina della Pace ritorna ad essere incerto. L’ente di Biblioteche di Roma si è mostrato disponibile a collaborare, ma il problema fondamentale sono i soldi. Il Comune dovrebbe aver stanziato dei fondi, ma non risulta sicuro che arriveranno mai. I timori interessano soprattutto il Casaletto che, ancora senza un destinatario e con i danni più ingenti, potrebbe diventare la mira di azioni spregiudicate. “Ci sarà un evidente ritardo per l’inaugurazione – spiega Di Bernardo -, ma ci siamo da subito dimostrati disponibili per dare un aiuto. Noi abbiamo intenzione di aprirla ai cittadini il prima possibile, anche con poco materiale a disposizione, per renderla il luogo di condivisione che abbiamo sempre desiderato. Se ciò non avvenisse sarebbe una sconfitta per tutti”. Melissa Randò

 

 

 

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