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Finocchio. Il centro anziani resta sulla Collina della Pace

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Il Municipio aveva deliberato il trasferimento del CSA dalla Collina della Pace a via Massa Silani e sembrava cosa ormai fatta. Invece gli anziani hanno fatto istanza al Tar per chiedere una sospensiva: rigettata la domanda gli anziani si sono rivolti al Consiglio di Stato che l’ha accordata.

Una storia che va avanti da anni e che si è acuita negli ultimi due, quella di Collina della Pace. Oggetto della contesa è il casaletto adiacente alla biblioteca, inaugurata nel 2016 sul finire della giunta Scipioni. Il casaletto, confiscato alla mafia, era stato pensato e progettato per essere restituito alla cittadinanza sotto forma di uno spazio cosidetto “Zero99”: aperto a tutti e per tutte le età.

Questa era l’idea dell’amministrazione Veltroni, con tanto di carte e progetti a sostegno di questo spazio, ma i lavori iniziarono soltanto con l’avvento al Campidoglio di Alemanno. Contrariamente alla progettualità pensata da Veltroni, Alemanno accolse la proposta arrivata dal centro anziani Pierino Emili di Finocchio, sito da sempre in via Massa Silani, di potersi trasferire nel casaletto una volta terminati i lavori.

La decisione del centrodestra di stravolgere il progetto iniziale fu poi portata avanti dall’amministrazione di centrosinistra a guida Scipioni, che inaugurò nel 2016 il centro anziani nella sua nuova sede, nel casaletto di Collina della Pace. Ultimi cronologicamente arrivano i Cinque Stelle, che in più commissioni, sopralluoghi e consigli decidono di fare un passo indietro: trasferire nuovamente gli anziani in via Massa Silani.

Per attuare questa volontà il Municipio si è sobbarcato una spesa onerosa. La vecchia sede di via Massa Silani, infatti, necessitava di ingenti opere di riqualificazione. “Il Municipio ha speso 100mila euro di soldi pubblici per la vecchia sede del centro anziani”, ha dichiarato Nicola Franco, capogruppo d Fratelli d’Italia. Una spesa che oggi rischia di rivelarsi inutile.

Il presidente del centro anziani, Franco Grimolizzi, si è adoperato per le vie legali, inoltrando al Tar una richiesta di sospensiva della delibera prodotta da Romanella e Cinque Stelle che voleva trasferire gli anziani in via Massa Silani. La delibera, votata il 16 marzo 2017, imponeva “L’annullamento della Deliberazione del Consiglio Municipale n. 1 del 18/02/2016”, cioè quella in cui Scipioni, attraverso il lavoro dei suoi Assessori Mastrangeli e Spadaro, dettava le linee di indirizzo per il trasferimento del centro anziani al casaletto della Collina della Pace.

Per gli anziani sono stati due anni difficili, culminati con una lettera: “I locali siti in via Bompietro dovranno essere lasciati liberi entro e non oltre 15 giorni”. Era il 17 gennaio di quest’anno. Per gli anziani era arrivato il momento di ‘sloggiare’, oppure come ha fatto il loro presidente Grimolizzi, combattere. “Ci siamo tassati, ci siamo tolti parte della pensione – ha sempre ribadito in questi mesi Angelo Colagrossi, membro del CSA e tra i principali promotori del centro sulla Collina della Pace – Per fare ricorso al Tar”.

In un primo momento il Tar aveva rigettato l’istanza presentata dai legali nominati dal centro anziani. Era il 9 marzo scorso, e non si era fatto attendere il comunicato, rigorosamente tramite Facebook, del Presidente del Municipio Roberto Romanella, che il 10 marzo scriveva: “Il TAR Lazio in data 9/03/2018 si è pronunciato CON UN RIGETTO sulla domanda cautelare presentata dai componenti del centro anziani di via Massa Silani attualmente OCCUPANTI i locali di Collina della Pace.

La pronuncia del TAR anticipa, nelle sue motivazioni, quella che sarà la decisione finale. È lo stesso TAR a prendere atto che i Ricorrenti conoscevano bene la destinazione originaria dei locali, che, come ormai tutti sappiamo, non era certamente quella di centro anziani, bensì, semplificando, quella di un centro polivalente a disposizione dell’intera cittadinanza, prescindendo dall’età anagrafica.

Pertanto la domanda cautelare non solo non ha gli elementi per sembrare fondata, ma anzi è esattamente il contrario: appare sicuramente INFONDATA.

Risulta a questo punto chiara l’illegittima OCCUPAZIONE a tutt’oggi perpetrata da un ristretto gruppo di cittadini, che si è voluto finora appropriare di un bene pubblico ai danni dell’intera collettività”.

Ma a cantare vittoria troppo presto, a volte, si rischia di far danni. E così è stato. Gli anziani non si sono affatto arresi davanti a questo primo ostacolo e hanno fatto ricorso, contro questo rigetto, al Consiglio di Stato. A distanza di due mesi, il 10 maggio, il Consiglio di Stato si è espresso favorevolmente per il centro anziani, accordando la sospensiva della delibera grillina.

“Nessuno tocchi gli anziani di Finocchio – recita un post di Fratelli d’Italia apparso immediatamente arrivata la notizia – Il primo atto del Movimento Cinque Stelle in questo municipio fu di cacciare gli anziani dal centro anziani di Finocchio.
Da subito Fratelli d’Italia si è schierato con gli anziani, e oggi anche il CONSIGLIO DI STATO ci ha dato ragione: gli anziani di Finocchio non si toccano dal loro centro di aggregazione”.

A festeggiare la notizia, insieme agli anziani, ci sono anche Valter Mastrangeli, attuale consigliere d’opposizione e ex Assessore sotto Scipioni, e Matilde Spadaro, ex Assessore al Patrimonio. Se i Fratelli d’Italia sono stati i primi a schierarsi accanto agli anziani in questi due anni, è altresì vero che Mastrangeli e Spadaro sono stati i due principali artefici del trasferimento del centro anziani alla Collina della Pace. E rivendicano la loro azione politica.

“Al grido di riportiamo la legalità i 5stelle annullavano una nostra delibera che assegnava un locale agli anziani di Finocchio – commenta ironicamente Mastrangeli – il Consiglio di stato ha dato ragione ai battaglieri “nonnetti” che dopo un ricorso al Tar, non paghi , si appellavano anche al Consiglio di Stato che dava loro ragione , e di conseguenza sancendo di fatto che la nostra decisione era più che legittima e non illegale come dichiaravano. Sono contento per gli affettuosi nonnetti, sono contento per me, ma sono soprattutto contento per la famosa associazione “assopigliatutto” che in “collaborazione” con alcuni presidenti di commissione volevano cacciare i nonnetti per aprirci un bar”.

Per Matilde Spadaro questa è una vittoria: “Dopo una lunga battaglia, che per me ha avuto inizio quando con il presidente Scipioni il centro anziani lo abbiamo spostato a Collina della pace, è giunto il pronunciamento del Consiglio di Stato a darci ragione. Il centro anziani di Collina della Pace non si tocca!!!
È stato un lavoro corale, di tante persone, in primis del presidente Franco Grimolizzi, dei legali e anche della sottoscritta. Una squadra dura, che non è arretrata nemmeno di fronte agli insulti e alle difficoltà.
Grazie a tutti coloro che hanno lavorato anche mandando mail, sostenendo questo lavoro e coprendoci di affetto!”

Ne sono felicissimi gli anziani del centro, ovviamente. “Siamo tutti contentissimi di non dover tornare a via Massa Silani – spiega il Presidente Franco Grimolizzi – Sono locali piccoli, non adatti alle nostre attività e inaccessibili per chi ha problemi di deambulazione”. Non tutti gli anziani sono già al corrente della loro situazione, perciò “Mercoledì terremo un’assemblea – conclude Grimolizzi – per comunicare a tutti gli iscritti quanto emerso”.

La gioia dei “nonnetti” non vuole essere circoscritta a loro. È loro intenzione infatti offrire un rinfresco a tutti, probabilmente domenica 20. “Inviteremo tutte le forze politiche, anche quella dei Cinque Stelle”, aggiunge Grimolizzi chiudendo con un sorriso.

La prima battaglia è stata vinta dagli anziani che hanno ottenuto la sospensiva. La sentenza nel merito arriverà dal Consiglio di Stato tra qualche mese, sempre che il Municipio ne faccia richiesta. In caso contrario, si manterrà la situazione attuale: gli anziani resteranno alla Collina della Pace.

Flavio Quintilli

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