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Finocchio, i grillini ci riprovano: anziani sotto sfratto

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Una lettera inaspettata: “I locali siti in via Bompietro dovranno essere lasciati liberi entro e non oltre 15 giorni”. Una lettera dal sapore dell’ultimatum, ma gli anziani non ci stanno: “Faremo le barricate”.

Dall’insediamento delle giunte Romanella e Raggi, con relativi rimpasti, il Movimento Cinque Stelle ha avuto il pallino per la Collina della Pace. Ne abbiamo già abbondantemente parlato ma urge un riepilogo, molto stringato, prima di affrontare gli aggiornamenti.

barbara-mannucciTra il 2000 e il 2001 vengono confiscati i terreni a Nicoletti, ex tesoriere della Banda della Magliana, e in base alla legge 109/1996 vengono restituiti alla collettività destinandoli a uso sociale e culturale. Tra 2005 e 2007 l’allora sindaco Veltroni deliberò la realizzazione di una biblioteca e un centro culturale, sociale e associativo. Tra 2010 e 2011, con sindaco Alemanno, si delibera l’avvio dei lavori, e l’ex sindaco promette agli anziani del “Pierino Emili” che da via Massa Silani avranno il loro nuovo centro nel casaletto adiacente alla biblioteca, quello che da progetto iniziale doveva essere per l’appunto destinato a centro culturale, associativo e sociale. Su questa definizione il quartiere si divide tra chi chiede, tramite sondaggio nelle scuole e tra la cittadinanza, uno “Spazio 0-99”, ovvero un luogo associativo che sia aperto a tutti, e gli anziani che chiedono di potersi trasferire lasciando via Massa Silani. Da quel momento iniziano i guai.

La promessa di Alemanno agli anziani, che da anni attendevano il nuovo centro di via Villarosa, mai arrivato, fu mantenuta poi dall’amministrazione Scipioni, grazie soprattutto all’azione dell’ex Assessore al Patrimonio Matilde Spadaro a fine legislatura. Nel gennaio 2016 si era proceduti alle firme degli atti necessari alla consegna delle chiavi, avvenuta il 13 aprile. Gli anziani abbandonano così i locali di via Massa Silani e abbracciano la Collina della Pace.

Con l’arrivo dei Cinque Stelle cambia tutto: tra i primi atti del parlamentino c’ è quello di rientrare in possesso di quei locali e di chiedere agli anziani di sgomberare, ritenuti occupanti sine titulo a causa di una firma mancante tra i documenti. Si sono susseguite così commissioni, ci sono stati consigli municipali, mozioni in Campidoglio, ma per i grillini i giochi erano già fatti: viene bocciata la richiesta degli anziani e approvata una delibera che annulla quella di Scipioni che aveva dato i locali agli anziani.

giovanni-nardone-e-il-suo-volantino_1Arriviamo al 17 gennaio e alla lettera, consegnata il 29 dello stesso mese, che chiede lo sgombero entro 15 giorni. La risposta degli anziani non si fa attendere. Il presidente Franco Grimolizzi parla di “atto finale per la cacciata del centro anziani da Collina della Pace”, avvertendo però che “la borgata Finocchio è pronta a insorgere”. Il provvedimento dei grillini, che il consigliere del centro anziani Enrico Di Pietro non esita a chiamare “grilletti puntati alle nostre tempie”, è considerato iniquo da Grimolizzi perché “abbiamo tutte le delibere votate da destra e da sinistra in tantissimi anni. Chiederemo al Tar la sospensiva e poi vedremo in tribunale come andrà a finire”. Grimolizzi tuona e convoca un’assemblea pubblica sabato 3 febbraio, invitando i capigruppo di tutte le forze politiche municipali.

Alla chiamata rispondono Fratelli d’Italia, con i consiglieri Nicola Franco, Massimo Fonti e Pamela Strippoli, la Lista Marchini con Valter Mastrangeli, e Svetlana Celli della lista civica a sostegno di Giachetti. Nessuna presenza per il Pd, M5S e FI. Grande sorpresa è stata invece la presenza dell’ex Assessore Matilde Spadaro, protagonista dell’assegnazione dei locali agli anziani, e dell’onorevole Barbara Mannucci, candidata del centrodestra nel collegio di Torre Angela per la Camera dei Deputati per le prossime elezioni del 4 marzo. A prendere la parola è il presidente Franco Grimolizzi, seguito da Enrico Di Pietro. L’emozione li coglie in più occasioni e le lacrime solcano il loro volto nel raccontare la vicenda.

il-presidente-grimolizziVengono rassicurati dai presenti, a partire da Celli: “Quando veniste in Campidoglio e discutemmo la mozione, votata anche da Fratelli d’Italia, sapevamo della loro bocciatura. Sono 29 persone che votano con i paraocchi, telecomandati da qualcuno a Milano. Comunque non dovete agitarvi: la lettera da sola non basta, serve una determina dirigenziale, serve un bando pubblico di assegnazione. Questa lettera non ha valore. In fondo questi sono gli stessi di Spelacchio, di quelli che spendono 48mila euro per un albero morto”. Dello stesso avviso anche Fonti di FdI che sul piano amministrativo lancia una bomba: “Un direttore non può inviare note se ci sono ricorsi al Tar, si deve aspettare la sentenza del giudice. Mi chiedo se il direttore ne sia stato informato dall’Avvocatura Capitolina. E poi qual è il motivo di tutta questa fretta? Causata forse da pressioni della maggioranza? In modo magari che possa far credere qualcosa a qualcuno”.

Addirittura Franco, capogruppo FdI, promette di aprire a calci la porte del direttore se non vorrà ricevere l’opposizione e di incatenarsi se riusciranno ad andare avanti con lo sgombero. “Chiedo scusa – esordisce – Quando vedo dei nonni piangere per una decisione politica, ed essendo io un politico, mi sento in colpa, anche se colpe non ne ho. Ci batteremo fino in fondo, siamo stati con voi dall’inizio e ci staremo fino alla fine. Questo direttore è troppo asservito alla maggioranza, non faremo passare questa decisione”.

Il capogruppo Mastrangeli della Lista Marchini, assessore della giunta Scipioni,si dice invece “shockato: quando si è votato la delibera dei grillini che vi vuole sfrattare io mi ricordo che c’erano associazioni di singoli che dicevano di rappresentare interi territori. La realtà è che qui vogliono mettere un bar”. Del bar parla anche Matilde Spadaro, la protagonista dell’assegnazione, “non presente nella prima delibera ma solo in alcuni elaborati grafici successivi”. La sua battaglia a sostegno degli anziani non è ben vista dal M5S, tant’è che “il presidente Romanella mi ha detto che non sono una persona ben gradita. Mi spiace per i Cinque Stelle, non hanno controllato bene gli archivi. I documenti sono tutti in regola e il giudice del Tar dirà che questa assegnazione era assolutamente legittima”.

A chiusura è intervenuta Barbara Mannucci, candidata alla Camera per il centrodestra: “Non sono stupita del comportamento dei Cinque Stelle. Fanno un gran parlare di legalità, vogliono sfrattarvi perché così ristabiliscono la legalità, secondo il loro pensiero contorto. Allora io domando loro: sono gli anziani di Finocchio l’illegalità che affligge questi quartieri? O è la droga a Tor Bella Monaca, il racket delle occupazioni abusive, l’assenza delle istituzioni per le strade? No: per i Cinque Stelle il problema di Finocchio sono i suoi anziani. Non è così per noi: vi porto la mia vicinanza e la mia solidarietà e una promessa. Non molleremo. Non permetteremo che neghino i vostri diritti”.

Al termine dell’assemblea Giovanni Nardone, focoso anziano protagonista di bizzarri e irriverenti cartelli che hanno girato per Finocchio sulla vicenda, torna con i suoi volantini, contro la “dittatura a 5 Stelle: La giunta pentastellata capitanata da ‘Erode Romanella’ sloggia gli anziani di Borgata Finocchio dal loro centro”. E l’invito di Di Pietro: “Prendetevi l’impegno di far girare questi volantini, la nostra voce deve arrivare alla maggioranza, devono avere il rimorso per quello che ci stanno facendo”. Sentenzia invece Angelo Colagrossi, altro anziano del centro: “Questo scherzo dei grillini è costato 7mila euro, presi dalle nostre pensioni”.

Poco dopo la fine dell’assemblea succede invece l’impensabile: arrivano tre vigili urbani. “Andiamo dove ci dicono di andare”, si giustificano, tradendo un po’ di imbarazzo. Da chi sono stati inviati? Dal municipio a controllare questa pericolosa massa di masnadieri? Questi vecchietti troppo arzilli? Un bellissimo modo di spendere soldi pubblici, quello di far muovere senza motivo le Forze dell’Ordine. Flavio Quintilli

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