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Finocchio. Alla ribalta, dalla periferia al tatami

finocchioIl giovane Davide Lenci, campione della Ju-Jitsu European Championship, e il suo allenatore, il maestro Francesco Barberi, raccontano della strabiliante vittoria conseguita a Bucarest alla fine di ottobre.

Il maestro Barberi, commosso per i risultati che la sua piccola palestra sita in zona Finocchio, in via Campofiorito 4, sta ottenendo, ci racconta della sua passione di una vita, passione che ha trasmesso a tanti giovani talenti: “Noi principalmente ci occupiamo di Ju-Jitsu, poi facciamo anche Newaza, e altre attività complementari a questa disciplina, in quanto le gare di Ju-Jitsu, in un primo momento si svolgono a lunga e media distanza, poi una volta che siamo entrati in presa, entrano in gioco le proiezioni di Judo (e noi facciamo anche gare di Judo), infine, come corollario facciamo anche gare di Brazilian Ju-Jitsu… Insomma, tendiamo a formarci come atleti completi”.

 Ma è la vittoria conseguita da uno dei pupilli del maestro Barberi la notizia del giorno, il diciannovenne Davide Lenci, con il quale il coach, dopo undici anni di allenamento insieme, ha ormai sviluppato un rapporto paterno: “Credo che sia il primo campione europeo di questa zona praticamente sconosciuta. L’anno prossimo festeggiamo trent’anni di apertura dell’associazione: feci una scelta che è stata coraggiosa a suo tempo, ma che non rinnego attualmente di aver fatto. Potevo fare tranquillamente l’insegnante in qualsiasi palestra, però ho preferito aprire uno spazio qui a Finocchio, perché era mia ambizione portare alla ribalta i ragazzi di Finocchio. Abbiamo vissuto questa borgata e sulla pelle abbiamo vissuto l’emarginazione di essere stati sempre una borgata… Il centro è distantissimo, e non parlo della questione fisica. Volevo avere l’orgoglio di creare qualcosa che partisse dalla periferia, e arrivasse in capo al mondo… E siamo riusciti a fare questo campionato europeo. Abbiamo in programma anche uno stage in Bulgaria, dove ci sarà la possibilità di allenarsi con i migliori campioni del momento, ma dove porterò solo Davide per una questione economica, e il 28 febbraio partiamo per Abu Dhabi, per il campionato del mondo: è una bella soddisfazione. Ci rimangono due obiettivi da centrare: il campionato del mondo, e i War Games. Questi ultimi sarebbero le Olimpiadi degli sport che ancora non sono stati definiti appunto olimpionici. Io spero di farcela, perché l’ambizione è tanta, la forza anche, volontà e determinazione non ci mancano”.

finocchIl maestro Barberi ci parla poi del campionato europeo, in cui il suo allievo Davide Lenci si è aggiudicato la medaglia d’oro: “Si è svolto in Romania, a Bucarest, i giorni 27, 28 e 29 ottobre: si vivono questi tre giorni fuori da tutto, perché stai concentrato, esaltato, è indescrivibile. Davide è la medaglia d’oro, ma anche gli altri sono allievi cresciuti con me affettuosamente e mi danno tanta soddisfazione. Mi sopportano, ogni tanto devi spronarli bruscamente, poi c’è il classico metodo del bastone e della carota, severo ma indispensabile per chi, come noi, non ha mezzi, e deve basare tutto sulla propria forza di volontà. Oltre a Davide, al campionato europeo si sono fatti valere anche Gnoni e Difeo, che hanno combattuto prima: Marco Difeo, che sta alla sua seconda esperienza internazionale – prima ha fatto un mondiale ad Atene – è arrivato alla medaglia di bronzo, un ottimo risultato, difatti è stata una grossa soddisfazione anche questa. Gnoni non ce l’ha fatta, era la sua prima esperienza, ha bisogno di capire certi meccanismi, perché quando esci fuori dall’Italia cambia tutto, non solo la lingua. Loro tutti hanno gareggiato sia nel Newaza che nella lotta a terra: nella prima specializzazione, Davide si è fermato al quinto posto, mentre nella lotta a terra è arrivato in finale con un atleta russo molto preparato. Poco prima dell’incontro sono andato da Davide, che, consapevole dell’abilità dell’avversario, era pronto ad “accontentarsi” della medaglia d’argento… E allora io, ricordandogli che era il mio compleanno, gli ho chiesto come regalo la medaglia d’oro… E lui mi ha accontentato. A detta di tutti, è stato l’incontro più bello del campionato, c’era un’esaltazione da stadio tra il pubblico, e io, come i genitori, ho provato una gioia infinita. Uno se la sogna, ma quando arriva non sa come gestirla”.

Interviene poi Davide in persona, che orgoglioso ci mostra la medaglia d’oro e il diploma di II Dan, ottenuto per meriti sportivi, a seguito della sua vittoria a Bucarest. Nonostante sia giovanissimo e sia già ad altissimi livelli dal punto di vista sportivo, Davide si mostra come un ragazzo con la testa sulle spalle, e alla domanda su come faccia a gestire i suoi impegni sportivi conciliandoli con quelli scolastici, ci sorprende: “Il segreto sta nell’organizzazione, perché se non c’è quella fai male entrambe le cose. Anche se ho scelto di fare l’atleta, non voglio fare il minimo indispensabile dall’altra parte”.

Davide è giovanissimo, ma è già proiettato verso il futuro: “Ora mi sento un atleta, ma anche insegnare la disciplina non mi dispiace affatto. Però ecco, ho studiato da geometra, qualche volta già lavoro con un geometra e questa professione mi alletta. Quindi, fintanto che ce la faccio, mantengo il piede in due staffe. Non sempre è facile, visto che spesso faccio le due di notte per studiare e dedicarmi ai progetti, però è quello che devo fare e lo faccio”. Giulia Sfregola

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