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Ferrovia Giardinetti, tra proposte e assurdità

StazioneCC

L’Azienda, ormai allo sbando, si dice contraria alla Giardinetti, scartando le proposte di riqualificazione emerse nei dibattiti de Il Caffè del Trenino. 

Si è concluso il primo ciclo del Caffè del Trenino, promosso da Carlo Tortorelli autore del blog Sferragliamenti sulla Casilina: “È stata un’esperienza costruttiva”, ha esordito, mostrando la relazione finale, “elaborata in considerazione delle proposte e gli scenari per il trasporto di via Casilina”, dove il trenino rappresenta il centro focale. Ma non per Atac SpA che non ha nessuna intenzione di ripristinare l’intera tratta, fino a Giardinetti. “È il doppione della Linea C”, continuano a ribadire in via Prenestina.

La municipalizzata è allo sbando, si sa, fuori controllo. Le cose non andrebbero meglio neppure se Marino decidesse di rimanere in sella al Campidoglio, il tempo per addrizzare la situazione, seriamente compromessa, è scaduto. Lo stesso assessore Esposito, persona di una certa determinazione, si è lasciato plasmare dalle logiche corrose dell’Azienda, le cui cordicelle son tirate da quei dirigenti, trasversali e contestatissimi, che avrebbe dovuto cacciare appena insediatosi. Invece, paradossalmente, l’assessore se n’è andato, rassignando le dimissioni addirittura prima che lo facesse il sindaco, e loro sono rimasti abbarbicati alle poltrone. L’incertezza politica è la forza di questi e sarà così almeno fino a quando non arriverà un assessore (e magari un magistrato) che comprenda le dinamiche di Atac. Una fetta di responsabilità ce l’hanno i Confederali, specie la Fit-Cisl, che, da veri cerchiobottisti, hanno sottoscritto accordi di dubbia opportunità e consentito all’Azienda di massacrare il personale operativo, in termini mediatici, economici e disciplinari, facendoli passare per i soli responsabili dei disservizi.

Fondi di Caffè. “Dall’esperienza del Caffè nasce Fondi di Caffè, con lo scopo di sintetizzare le opinioni e le proposte dei cittadini raccolte nel
CaffèTrenino mese di settembre. Con la soppressione del treno e l’istituzione della ridondante navetta Parco di Centocelle – Centocelle – Parco di Centocelle, l’unico risultato conseguito è stato una notevole riduzione della qualità del trasporto pubblico lungo l’asse casilino”. Ha spiegato il blogger. “L’idea portante è di rilanciare la ferrovia sulla Casilina, “recuperando i progetti di prolungamento a Tor Vergata su modelli europei. È un’occasione unica e irripetibile, per rimediare agli errori del passato. Alle incertezze progettuali della metro C e ai suoi lunghissimi tempi di realizzazione fa da inquietante contrappeso la rapidità e la decisione con la quale in un agosto deserto è stata chiusa la ferrovia Centocelle–Giardianetti di superficie”. Tra i partecipanti all’ultimo dibattito, che si è tenuto domenica 27 dicembre in piazza delle Camelie a Centocelle, l’assessore alla mobilità del V Municipio, Giovanni Assogna: “La ferrovia nel nostro quadrante, continua a svolgere un ruolo principale. Occorre prevedere la sua riqualificazione e la Regione Lazio deve fare la sua parte. Ed è per questo che ho chiesto un incontro con l’assessore Civita”. Che ne pensa del progetto del Cdq Torpignattara? “Le loro proposte saranno la base di partenza per ridare nuova linfa alla linea ferrata. Non è da escludere di portare il capolinea a Termini. Bisogna ragionare su tutto”. Idea caldeggiata da Silvio Bruno e Angelo Pandimiglio, presidenti dei rispettivi comitati, Centocelle e Alessandrino. Da quest’ultimo quartiere si sono levate le proteste dei signori Francesco e Tiziana Rossini, per nulla soddisfatti del riordino delle linee in superficie. “Siamo stati abbandonati, non c’è più un autobus che ci collega a Centocelle”. Identica cosa è successa a Torre Maura e a Giardinetti.

palina navettaAtac si gira dall’altra parte. Il successo del Caffè del Trenino deve vedersela, però, con Atac, che sui destini della Giardinetti, sembra non avere una posizione definita. Tale confusione è emersa anche durante la riunione che si è tenuta il 5 ottobre al deposito/officina di Centocelle, dov’era presente l’intero stato maggiore della divisione metroferro, compreso Enrico Sciarra, Giovanbattista Nicastro, Gennaro Maranzano e Marina Adduce, la responsabile della linea. Il tema ricorrente sarebbe stato “aumentare la produzione”, e ciò avrebbe lasciato esterrefatti i macchinisti, che conoscono molto bene la situazione del materiale rotabile, ridotto a brandelli a causa della scarsa manutenzione. Per il resto buio pesto. Le sole certezze sono date dai lavori che a breve partiranno alla stazione di Centocelle e la romanella prevista alle fermate centrale, tanto per dare una parvenza di dignità. Anche il nodo di scambio Metro C-Trenino pare essere finito nel calderone delle incertezze. Intanto, al solito, oggi si chiude e poi si vedrà.

 I conti che non tornano. Tra i sostenitori Giardinetti, unico mezzo rapido che consente di raggiungere direttamente Termini, piccolo inciso105 parco, c’è chi sarebbe pronto a presentare un esposto alla Corte dei Conti, per le spese finora sostenute tra la tratta attualmente sospesa. Dalla realizzazione della stazione di Giardinetti (1 milione e 800mila euro, secondo i bene informati), al rinnovamento dei binari tra Torre Spaccata-Alessandrino, passando per il rifacimento dell’intersezione di via del Grano, dove è stata realizzata una piattaforma speciale contro le vibrazioni, che sarebbe costata alle casse pubbliche circa 350mila euro. Opere che devono essere ancora ammortizzate. Poi ci sono, come anticipato, i 2 milioni e 495mila per il rifacimento del piazzale esterno della Stazione di Centocelle (banchine, deviatoi e binari), bando vinto dalla Salcef SpA. Quesito: che senso hanno tali lavori se il futuro dell’intera tratta (da Laziali a Giardinetti) è stato messo ampiamente in discussione? Le tranvie hanno peculiarità difformi dell’attuale Giardinetti, pertanto qualora dovesse essere approvato il progetto della tranvia, sarà necessario rifare tutto. Nell’elenco delle spese figurano, inoltre, sia 400mila euro circa per il convoglio ETR 821 che 1milione e 300mila euro per il revamping dei restanti 5 elettrotreni a tre casse (ETR 820-ETR 822-ETR 823-ETR 824-ETR 825), sempre dell’Ansaldo-Firema, (i soli capaci a garantire, data la potenza e l’accelerazione, un servizio decente). Con questi risultati: l’821 è stata rifatta da parecchio, dalla società vincitrice dell’appalto, ma attualmente è ferma per problemi tecnici (chi dell’Azienda doveva controllare la riuscita?), mentre il revamping non è mai decollato e le risorse sembrerebbero sparite nel nulla. Della serie, prima si spende e poi si chiude?

nodo centocelleNiente nodo di scambio – È incredibile, le due infrastrutture Metro C-Trenino, resteranno senza nodo di interscambio. Invece di favorire l’integrazione dei sistemi rapidi e sostenibili, si fa il contrario: solo Atac poteva pensare una cosa del genere. Se ne facessero una ragione gli utenti, tra cui anziani e bambini, costretti ogni giorno a pellegrinare tra la stazione Centocelle e la fermata della metropolitana Parco di Centocelle, quasi un chilometro a piedi. Ma nella politica dei tagli, altra assurdità, sono rimasti fuori il 106, doppione della metro, e il 105. E dove sarebbe il risparmio? Qualcuno intervenga in maniera concreta, queste follie devono essere fermate. Alé.

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