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Ex clinica, dopo tre mesi i profughi sono ancora là

Ex clinicaA fine ottobre il Presidente Scipioni prometteva alla comunità di Torre Maura che i reduci di Lampedusa sarebbero andati via entro tre mesi. Oggi quella promessa è disattesa. Il quartiere ha accolto bene i sopravvissuti, che intanto imparano l’italiano e da maggio avranno un permesso di soggiorno. 
Circa 100 immigrati ancora clandestini soggiornano attualmente nell’ Ex Clinica in via dei Codirossoni. Parliamo dei sopravvissuti ai due drammi di Lampedusa nel mese di ottobre e agli altri sbarchi sulle coste della Sicilia. Si sono insediati nella struttura il 6 novembre. Pochi giorni prima davanti alla comunità di Torre Maura in via delle Alzavole il Presidente del VI esclamava:  “Il progetto ‘Roma città aperta’ obbliga ogni amministrazione locale a indicare al Ministero degli Interni spazi consoni a ospitare i reduci. Il Municipio indicherà entro due massimo tre mesi nuovi siti per farli trasferire in spazi attrezzati”.
Abbiamo fatto il fiocco e siamo tornati nell’ Ex Clinica, constatando che alle parole non sono conseguiti i fatti. Alex dal Gambia è uno dei profughi sopravvissuti allo sbarco sulle coste siciliane: “Ci troviamo bene qui. Abbiamo tre pasti al giorno e seguiamo corsi d’istruzione primaria”. Poi aggiunge: “Non sappiamo quando andremo via, alcuni di noi non hanno nessuno della famiglia in Europa”. Le attività all’interno dell’edificio sono organizzate attualmente da un’associazione privata convenzionata con la Provincia di Roma, con un personale fisso di 16 effettivi tra psicologi, assistenti sociali ed esperti di mediazione. Sono svolti corsi di avviamento al lavoro, iscrizioni e corsi CTP (Centro Territoriale Permanente) con lezioni di italiano diversificate per grado d’istruzione. Le caratteristiche del gruppo ospite sono disomogenee: alcuni sopravvissuti conoscono già l’italiano, altri hanno semplicemente parenti in Europa, altri ancora sono addirittura laureati nel paese d’origine. Diversificata è anche la loro posizione legale: alcuni usufruiranno di un permesso di soggiorno triennale o quinquennale (presumibilmente da maggio), altri solamente di una protezione sussidiaria, non riuscendo a dimostrare l’atto di persecuzione che soddisfa la condizione di rifugiato.
Tutte le iniziative prese sono studiate da esperti del settore, che conoscono sia le normative portate in Europa dal regolamento Dublino III (attivo dal 1° gennaio 2014 in tema di asilo politico) sia le tecniche d’integrazione previste dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Se l’Ex Clinica dunque sembra al momento adatta all’accoglienza degli immigrati, i residenti di Torre Maura sono preoccupati alla notizia che probabilmente nulla si muoverà per mesi. A confermarlo anche Angelucci, Consigliere Municipale: “Il Municipio ha le mani legate in questa situazione. Finche non arriverà una chiamata dal Ministero dell’Interno per un eventuale spostamento credo che nemmeno il Sindaco possa fare nulla”. Poi aggiunge: “In diverse occasioni ho sottolineato quanto sia ingiusto ricordarsi di quartieri come Torre Maura solo nel momento del bisogno senza nemmeno interpellarci”. Alla luce delle considerazioni fatte questo lo scenario più probabile: i reduci rimarranno nell’Ex Clinica per il tempo utile a ottenere un permesso di soggiorno, forse fino a maggio.
Manuel Manchi

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