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Estella Marino: “Roma non può stare sotto ricatto”

estellaL’ex assessore capitolino all’Ambiente, Estella Marino, commenta le recenti prese di posizione della nuova amministrazione in tema di rifiuti.

Con il Sindaco Marino era stata approvata una delibera per portare la città di Roma ‘Verso Rifiuti Zero’. Fu proprio il Movimento 5 Stelle a non votarla. Estella Marino, ex assessore capitolino all’ambiente commenta le recenti prese di posizioni della nuova amministrazione. Dall’impianto di Rocca Cencia, al monopolio di Cerroni, fino ad arrivare agli interessi di alcuni proprietari di terreni.

Come commenta l’apertura da parte della sindaca Raggi e dell’ Assessore Muraro nei confronti di Cerroni?

Commenterò quando ci saranno dei fatti. Per ora riguardando il nostro lavoro mi viene da pensare che un elemento importante della rivoluzione sui rifiuti che volevamo portare a Roma era quella di aprire al mercato e di non far dipendere la città sempre e solo da un solo soggetto privato. Volevamo mantenere AMA come un player industriale pubblico senza preclusioni per nessuno, ma se i privati svolgono i servizi pubblici devono farlo seguito di gare e questo deve valere per tutti.

Quando era Assessore all’Ambiente ha mai avuto modo di collaborare con la Muraro? Che giudizio ha del suo lavoro negli anni passati?

L’ho conosciuta come tecnico, con dei rapporti cordiali. Non stava a me conoscere nel dettaglio il suo lavoro come consulente di AMA nè dare dei giudizi in merito. Mi auguro che una persona competente possa governare al meglio quel settore così delicato. Valuterò, quello si, l’Assessore Muraro nel suo ruolo politico.

Il Movimento 5 Stelle ha vinto proponendo nel suo programma il percorso ‘Rifiuti Zero’. E’ una strada percorribile in questo momento a Roma?

Roma Verso Rifiuti Zero è una delibera approvata dalla scorsa consigliatura, senza il voto dei consiglieri 5 stelle. Se ora si sono ricreduti va bene, ma è un percorso lungo che va costruito giorno dopo giorno senza demagogia e senza promettere la bacchetta magica. Ci si può arrivare con la differenziata, gli ecodistretti, i centri riuso. La nostra amministrazione con quella delibera ha preso un impegno e lo ha perseguito, ad esempio, con il difficilissimo percorso di cambiamento che abbiamo avviato e che in soli 3 anni ci ha portato da nemmeno il 30% a quasi il 50% di raccolta differenziata, in una città di 3 milioni di residenti.

Durante la sua esperienza come assessore ha più volte denunciato il fatto che le proteste dei comitati di Rocca Cencia fossero strumentali. Effettivamente da quei comitati nel nuovo governo del VI Municipio è stato eletto un consigliere e nominati due assessori. Come commenta?

Non commento, i rappresentati sono eletti dai cittadini, ora si misurino col governo della città. Nel percorso ‘Rifiuti Zero’ ci sono anche gli impianti per trasformare in risorsa i rifiuti della raccolta differenziata, proprio quegli impianti proposti per trasformare (in meglio) l’impianto di Rocca Cencia.

Sempre in tema comitati, lei aveva denunciato anche che un esponente dei comitati aveva interessi economici rispetto ad un terreno sito in quella zona. Può esporre meglio e se vuole essere più precisa?

Non ho mai fatto una accusa di questo tipo. Quando ho dovuto denunciare abusi o interessi sospetti sono andata dal prefetto, non ai giornali. Ho solo rilevato (ma chiunque lo può vedere visto che il piano regolatore è on-line) che la programmazione urbanistica limitrofa all’impianto di Rocca Cencia è errata perché non tiene conto del margine di distacco dagli impianti previsto dalla legge, pertanto vicino all’impianto non si possono realizzare case e servizi. E questo probabilmente non fa piacere ai proprietari dei terreni.

sparatoria-rocca-cencia-2Perchè la vostra amministrazione, nonostante le evidenti criticità della zona di Rocca Cencia, ha insistito sul progetto dell’ecodistretto in quel sito?

Perché il progetto dell’ecodistretto comprendeva la riqualificazione dell’impianto e un progetto per impianti all’avanguardia e sostenibili. Un progetto migliorativo rispetto alla grave situazione attuale. Sarebbero stati inseriti proprio quegli impianti per il recupero dei materiali dalla differenziata, di cui ha parlato anche la Sindaca Raggi quando ha fatto il sopralluogo proprio in quell’impianto.

Quale potrebbe essere un sito alternativo?

Ad oggi per quel quadrante non ci sono siti alternativi nel Piano industriale AMA. Sarà compito dei nuovi vertici individuarlo.

Secondo lei attivare il tritovagliatore di Cerroni rappresenta una soluzione all’emergenza rifiuti come suggerito dalla Muraro?

Intanto “attivare” il tritovagliatore di Co.La.Ri. significa fare un affidamento diretto di un servizio ad un privato (ai costi che stabilisce lui) mentre bisognerebbe fare le gare oppure affidarsi una Ordinanza del Sindaco o del Prefetto. Ma io mi chiedo, perché non attiviamo il tritovagliatore mobile dell’AMA che è sempre a Rocca Cencia? Quello è dell’AMA e non dovremmo pagare nessuno. Ed ha anche ottenuto le autorizzazioni ambientali se non sbaglio.

f757321e-f152-4511-9361-8491da2a23dcPerché, in continuità con il vostro lavoro, anche per il 5 Stelle, l’impianto di Salario andrebbe chiuso e quello di Rocca Cencia, no? Da cosa dipende questa scelta avallata da tutte le amministrazioni, dal differente valore economico dell’area?

Il piano industriale AMA si basa anche su valutazioni di tipo economico, ripeto che il nuovo management che la Sindaca nominerà potrà compierne di altre. Non conosco il tema specifico del valore dell’area, non sono mai entrata così nelle scelte aziendali, perché non era mio compito. In prospettiva comunque, diminuendo i rifiuti indifferenziati anche il TMB di Rocca Cencia andava riconvertito come previsto nel progetto di Eco-distretto. Per il TMB Salario c’era una lunga questione di problemi odorigeni rispetto alle case limitrofe, iniziata da prima del mio mandato e rispetto alla quale ci siamo attivati.

Nella scorsa amministrazione avete cercato di azzerrare il malaffare e gli interessi che ruotavano intorno a Cerroni. Come interpreta invece questa riabilitazione da parte del Movimento 5 Stelle?

Ripeto che vedremo i fatti. Non mi pronuncio su Colari e l’avvocato Cerroni perché ci sono inchieste che faranno il loro corso, ma continuo a sostenere che non è sano lasciare la città sotto un possibile ricatto da parte di chi ha detenuto il monopolio per 40 anni.

La sindaca Raggi ha dichiarato ieri che “i Tmb a Roma erano pieni da ottobre e nessuno ha mosso un dito e che qualcuno ha optato per la linea attendista” cosa risponde?

Impianti pieni ad ottobre 2015?  Forse la Sindaca non si ricorda, anche se era consigliera ma evidentemente non seguiva il tema, che il 2 giugno 2015 ci fu un incendio al TMB Salario (incidente sul quale credo sia ancora aperta l’indagine) che lo rese non operativo per mesi fino alla riapertura proprio ad ottobre 2015. Quindi ad ottobre 2015 un TMB a quel punto completamente vuoto ha ricominciato a funzionare, fra l’altro il successivo periodo di natale, notoriamente periodo di sovraproduzione di rifiuti, non ha nemmeno registrato particolari picchi di criticità. Credo sia necessario che si faccia fornire informazioni più precise.

Si sente in sintonia con la posizione assunta da Fortini negli ultimi giorni?

Mi sento in sintonia con le posizioni realistiche: parlare di emergenza attiva canali emergenziali che sono sempre poco chiari. Roma deve guardare avanti.

Quali sono i reali motivi per cui a Roma il sistema di raccolta rifiuti non funziona? 

 Il sistema di raccolta è legato molto al sistema di trattamento e smaltimento. Per 40 anni  è finito quasi tutto in una buca, anche i TMB sono relativamente recenti, cambiare radicalmente un sistema di questo tipo comporta degli scossoni che non si risolvono in pochi mesi, sarebbe stato necessaria almeno una intera consiliatura almeno per rimettere il sistema a regime. Però il cambiamento è avviato, ma il sistema è in un equilibrio precario, troppo facile ancora mandarlo in tilt, per dei guasti o magari per creare emergenze e risposte emergenziali, ad hoc. Bisogna tenere duro e proseguire sulla strada tracciata, completare la raccolta differenziata, e conseguentemente la diminuzione dell’indifferenziato, realizzare gli impianti di trattamento della differenziata e ottenere guadagni dalle materie recuperate (come già accade) e finire di risanare l’AMA.
L’ Ama deve diventare una azienda efficiente, anche per questo motivo abbiamo lavorato al nuovo contratto di servizio, visto che quello precedente era ancora quello del 2004! Anche se poi lo ha approvato il commissario Tronca, ora Roma Capitale deve vigilare sul rispetto del nuovo contratto di servizio.
Ed infine anche i cittadini romani devono fare uno sforzo, non è possibile trovare ancora gli ingombranti (divani, armadi,poltrone etc…)  vicino ai cassonetti quando esiste (anche se ho letto che in queste settimane non so perchè è temporaneamente sospeso) un servizio dedicato, di ritiro al piano stradale, gratuito. Federica Graziani

 

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