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Estate Tor Vergata, il bando bluff prende forma

estate romana apertura bandoCome avevamo anticipato nelle settimane passate e denunciato in un esposto alla Guardia di Finanza di Frascati, a partecipare al bando dell’Estate delle Torri un’ unica associazione: la Mondo Famiglia ONLUS, già presente al Roma Capital Summer.

Scadeva il 22 luglio alle ore 12 il termine entro cui presentare le offerte per il bando dell’Estate romana di Tor Vergata, che nessuno ha sospeso, nonostante quanto accaduto nelle scorse settimane. Dal sequestro il 2 luglio dell’area in cui si stava svolgendo il Roma Capital Summer da parte della Polizia Municipale capitanata da Di Maggio,  alla nostra inchiesta che ha contribuito ad aprire un caso in merito a quanto scritto nello stesso bando, alla successiva richiesta di dimissioni del Presidente Scipioni da parte dei commissari del Pd Orfini e Migliore, fino ad arrivare all’Assessore alla Legalità di Roma Capitale Sabella, che ha inviato l’ avviso pubblico alla Procura della Repubblica.

Noi lo avevamo definito ‘bando ad personam’ e non sbagliavamo. Ricordiamo che nella prima versione, l’avviso pubblico chiedeva una  “dichiarazione di essere consapevole che qualora l’area in questione risultasse occupata non si procederà all’affidamento”. Questo fece esplodere il caso, in quanto l’area risultava già occupata per il Roma Capital Summer e lì operavano due associazioni ONLUS: Mondo Famiglia e Giardini di Roma.

Un bando quindi per garantire il gestore del Roma Capital Summer. Grazie all’inchiesta de La Fiera dell’Est, il I luglio la Dottoressa Alessandroni aveva provveduto a trasmettere una “errata corrige” che di fatto annullava lo scandaloso punto riportato sopra.

Già il 30 giugno, La Fiera dell’Est si era recata presso la stazione della Guardia di Finanza di Frascati per presentare un esposto che anticipava l’esito del bando.

Arriviamo all’apertura della busta, avvenuta presso la stanza 127. A presiedere la commissione, l’Ingegner Franco Rossetti. La commissione non è ancora aperta che iniziano le prime polemiche: una dipendente, Nadia De Carolis, si rifiuta di partecipare. “Non ho le competenze – dichiara la De Carolis – sono qua da poco giorni e non ho potuto visionare il bando. Ci sono state delle correzioni! Non so cosa c’è dentro”. Rossetti replica: “Lei non può rifiutarsi, rischia il licenziamento. Qui non procederemo ad assegnare il bando solo a vedere cosa c’è dentro le buste. Stia tranquilla, non siamo noi ad aggiudicare, lo farà la Dottoressa Alessandroni”.

Come da noi denunciato, è l’associazione ONLUS Mondo Famiglia l’unica a partecipare,  presieduta da Alberto Olivieri, noto imprenditore della zona delle Torri, la stessa del Roma Capital Summer, con sede operativa in  via Archiginnasio, dove si stava svolgendo la manifestazione finita nell’occhio del ciclone. Su questa questione, l’Università di Tor Vergata, proprietaria dell’area, non ha revocato la concessione, come invece accadde con l’Amministrazione Lorenzotti. Come mai? Inoltre, l’offerta è stata presentata il 20 luglio, ma l’area è sequestrata dal 2 luglio. Come è possibile che il Municipio abbia proceduto con il bando?

Ma le incongruenze non sono finite. La Mondo Famiglia presenta la dichiarazione sottoposta ad errata corrige, ma ad occupare l’area era proprio questa associazione.  Poi nell’offerta si parla del Roma Capital Summer, ma il bando è per l‘Estate romana alle Torri”. Lapsus? Nel progetto si indica che il montaggio degli stand avverrà dal 27 luglio, ma l’avviso pubblico parla di agosto/settembre. Come fanno a sapere che per il 27 luglio l’area sarà dissequestrata? Tra l’altro, la Mondo Famiglia ha garantito il rispetto delle norme di sicurezza, che paradossalmente sono state già infrante da loro stessi al Roma Capital Summer. Tanto che l’area è stata posta sotto sequestro.

L’importo proposto è di 671mila Euro (iva compresa) di cui Euro 70mila per costi della sicurezza. La cifra complessiva verrà coperta in questo modo: Euro 30mila a carico dell’associazione, 70mila Euro dagli sponsor e Euro 571mila dalle attività commerciali (un mare di quattrini!). Ci chiediamo poi come un’associazione aperta da pochi mesi sia in grado di investire 30mila e come gli investitori si sentano garantiti tanto da finanziare a suon di bigliettoni.

Si resta in attesa, la Procura della Repubblica avrà molto da lavorare su questa vicenda.

Federica Graziani in collaborazione con Massimiliano Missori

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