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Estate romana Tor Vergata, il bando ad personam

estate romana stand chiusiL’avviso pubblico apre scenari inquietanti sulla manifestazione estiva del Municipio: qualcuno vuole garantire lo stato delle cose.

E’ eclatante. Le nostre osservazioni riportate nel nostro ultimo articolo hanno trovato una risposta proprio nel bando pubblicato, guarda caso, il 23 giugno dal titolo ‘Manifestazione socio-culturale “Estate romana 2015 a Tor Vergata” (allegato A dell’avviso pubblico), a firma del Direttore dell’Area Rosalba Alessandroni.

COMUNE DI ROMA“Dichiarazione di essere consapevole che qualora l’area in questione risultasse occupata abusivamente o comunque concessa da eventuale legittimo detentore non si procederà all’affidamento di che trattasi senza nessun onere risarcitorio da parte del Municipio VI”.  Leggi il bando completo

Questo è il punto più vergognoso del bando perché lo rende pressoché inutile. Sappiamo che l’area in oggetto è occupata dalla manifestazione dal titolo ‘Roma Capital Summer’, che dal 23 giugno, giorno di pubblicazione del bando, così almeno pare, ha aperto ufficialmente i battenti, organizzando serate nel ‘pratone’ dell’Università, con tanto di Patrocinio dell’Amministrazione Municipale.

Pare un bando ad personam, fatto su misura per garantire l’attuale gestore, ossia colui che oggi ha messo in piedi la manifestazione. Cosa più grave l’avvallo del Municipio: nel bando si legge “qualora l’area in questione risultasse occupata abusivamente”, quindi l’Amministrazione in caso di abuso, non denuncia, non interviene, non garantisce il normale iter del bando, ma invece lascia inalterato lo stato delle cose, anche se abusive.

Inoltre la manifestazione, secondo quanto votato dal Consiglio municipale e trascritto nella determina dirigenziale del 14 maggio 2015, sarebbe dovuta andare in scena da giugno a settembre 2015. Invece a giugno, il piazzale dell’Ateneo è stato ‘occupato’ da qualcuno che ha allestito il Roma Capital Summer. Quindi l’area è ‘occupata’ e secondo quanto stabilito  nel bando “non si procederà all’affidamento’ al futuro vincitore. Tra l’altro il vincitore del bando avrebbe a disposizione solo due mesi di attività contro i quattro votati in Aula come da determina dirigenziale.

Sembrerebbe che le associazioni chiamate in riunione dall’Assessore alla Cultura del Municipio Andreina Di Maso, che annunciava la futura pubblicazione del bando, si siano tirate tutte indietro, ad eccezione di una.

Del resto come avrebbero potuto partecipare al bando le associazioni territoriali visto che  è obbligatoria la  “stipulazione di apposita polizza assicurativa per responsabilità civile, sia nei confronti dei propri addetti, sia nei confronti del Municipio Roma VI delle Torri, sia di terzi, per danni agli  impianti, cose, animali e a persone, derivanti dall’espletamento di tutte le attività svolte dall’aggiudicatario e connessi alla Manifestazione, comprese le attività di montaggio e smontaggio delle strutture fisse e mobili che verranno poste in essere e contro incendi ed atti vandalici, con l’estensione della copertura anche alla somministrazione di bevande non alcooliche ed alimenti in genere. Detta polizza, per € 5.000.000,00 (euro cinque milioni), dovrà essere estesa alla conservazione del luogo ove si svolge la manifestazione a decorrere dalla consegna dell’area e sino alla sua restituzione ed essere stipulata a favore dell’Università Tor Vergata per i danni che possono derivare al sito dalla manifestazione stessa, manlevando il Municipio Roma VI delle Torri da qualsiasi forma di richiesta di risarcimento danni”. E che occorre stipulare “una fideiussione bancaria o di deposito cauzionale per un importo pari ad € 50.000,00 (euro cinquantamila/00), valutato congruo dal Municipio Roma VI delle Torri a garanzia del risarcimento di eventuali spese che il medesimo dovesse sostenere durante l’applicazione del presente avviso a causa di inadempienze o cattiva esecuzione del contratto”.

Chi può garantire simili cifre in un momento di crisi come questo? E’ evidente che, come detto, tale bando sia stato costruito ad hoc per avvantaggiare qualcuno in grado di poter affrontare questi oneri economici. Perché come sappiamo le associazioni culturali, quelle vere, non hanno a disposizione un patrimonio del genere.

Nonostante l’evidenza di un bando opinabile, per essere buoni, assistiamo alla totale negligenza e abbandono della classe politica municipale, maggioranza e opposizione, che consentono al Presidente del Municipio, al Direttore Taccioli e alla Responsabile del procedimento Alessandroni, firmataria dell’avviso pubblico, la garante morale e amministrativa dello stesso, di compiere azioni ai limiti della regolarità.

Intanto il logo di Roma Capitale resta lì, al suo posto, avvallando di fatto qualcosa di torbido. E il Sindaco Marino? E’ impegnato a fare proclami sulla legalità, senza rendersi conto che la vera pulizia dovrebbe partire dal basso, dai municipi.

Federica Graziani 

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