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Estate Romana, parla Franco D’Angelosante

Franco D'AngelosanteE’ proprio il suo nome ad aver suscitato le polemiche intorno al bando dell’Estate Romana a Tor Vergata. Franco D’Angelosante, impiegato presso l’Ufficio Tecnico del VI Municipio, fino al 24 giugno era Presidente dell’Associazione Prisma, vincitrice del bando.

E’ proprio lui a fermarci durante la festa inaugurale dell’Estate Romana. Franco D’Angelosante  precisa che gli stand dell’evento sono gratuiti, che il bando non lo vede soddisfatto perché estromette le associazioni e soprattutto spiega come la manifestazione si terrà grazie ai suoi soldi. Punta infatti al pareggio tra spese e incassi.

Cosa ne pensa della strana forma del bando che lascia fuori molte associazioni culturali?

Intendo precisare che non appena sono venuto a conoscenza dell’iniziativa dell’Estate Romana sono subito stato determinato a parteciparvi. Ho ottenuto il finanziamento dalla banca e ho dovuto garantire una fideiussione di circa 50mila euro, pagando di fatto tutto di tasca mia. Ho deciso di dimettermi da Presidente dell’Associazione Prisma per evitare problemi o imbarazzi al Direttore del Municipio VI, Claudia Menichelli, o al Presidente Marco Scipioni. Comunque il regolamento non avrebbe posto conflitti di interessi, avrei potuto tranquillamente mantenere la carica. Riguardo alla forma del bando io stesso mi sono fatto sentire con la Menichelli e l’altra funzionaria dell’Ufficio Tecnico Giovanna Genova sottolineando che ha costretto associazioni con buoni numeri a non partecipare. Con la gara potevano invogliare a fare ATI (Associazioni Temporanee di Imprese) fra associazioni. Abbiamo pagato tutto noi, compresa la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) di tutti gli esercenti. Abbiamo persino dichiarato di voler pagare il collaudo degli archi bianchi che pensavamo fossero a norma e invece non sono sfruttabili come tensostruttura. Ai venditori non abbiamo chiesto un soldo per l’affitto degli stand”.

Allora come intendete guadagnare da questa manifestazione?

Noi per quest’anno puntiamo ad andare in pareggio. Tutto è stato pagato da noi, noi cercheremo – con gli operatori che sono intervenuti, Aranis ad esempio è un imprenditore che si è impegnato per gli allestimenti, e con tutti gli imprenditori intervenuti che espongono gratuitamente – di andare in pareggio con le spese per le polizze, la corrente (qualche centinaio di euro) e l’acqua. Vogliamo che questo sia un volano ricreativo ma soprattutto che faccia ripartire l’economia che in questo momento è stagnante. Noi puntiamo solo a far vedere che in quell’area è possibile fare eventi di grandi portata, ma soprattutto a ottenere una convenzione con l’Università che ci ponga in posizione favorita per la manifestazione dell’anno prossimo, se questa dovesse andare bene. Se l’Università Tor Vergata e il Municipio riescono a trovare gli accordi sulle convenzioni possiamo sfruttare quell’area tutto l’anno, per la Befana, il Natale, il 21 aprile o l’Octoberfest. È un’iniziativa tuttavia che tutti gli anni andrà a bando. Spero di avere dei punteggi alti che mi aiutino a vincere il prossimo bando”.

Cosa intende per convenzione con l’Università?

Voglio fare in modo che l’Università si renda conto che quella è un’area da sfruttare e quindi crei una Convenzione con il Municipio, ma l’area poi dovrà andare a bando. Voglio che questo sia un volano per l’economia che duri sempre. Il fatto che io organizzi la festa forse mi farà punteggio forse no, questo non lo so. Se il bando sarà come quello di quest’anno non farà punteggio.

Come mai il nipote del Presidente del Municipio è diventato un suo collaboratore?

E’ il mio vero collaboratore, siamo grandi amici e ha conoscenze con molte associazioni, ha un amico DJ, quello che ha montato gli stand è un suo amico, verrà pagato a fine festa se andrà bene. Ma solo acqua luce e corrente ci verrà ripagato. Io e Antonio Mancini (il neopresidente) metteremo i soldi per questa festa.

Gli ex soci della Prisma ci hanno parlato dell’inattività dell’associazione…

Non è assolutamente vero. Circa 13 anni fa ho partecipato al bando nazionale per la 285, legge nazionale. Il progetto era “Gli Adolescenti” ho lavorato per tre anni. Ho ripartecipato al bando successivo, sono stato vincitore non aggiudicatario a pari punti con la Santi Pietro e Paolo, cooperativa legata a Cremonesi per capirci. Finita quell’esperienza ho creato il Comitato degli Anziani finanziato con i soldi avanzati dopo che avevo lavorato in deroga con la 285. Non ho ricevuto alcun rimborso dallo Stato. Ho cercato di dare uno spazio agli anziani. Ora loro si trovano alla Biblioteca di via Lentini. Ci sono bollette e cose del genere che testimoniano la nostra attività. In una riunione nella nostra sede i membri dell’Associazione hanno detto di non essere disposti a curare più il libro contabile presso il commercialista. Io ho detto a Maurizio Pompili, allora Vicepresidente, che sarei stato disposto a tenere tutto io, a sostenere da solo l’associazione. Gli altri sono quelli che da questa storia hanno preso i benefici e se no sono andati. Non hanno versato le quote sociali dal 2000 al 2002! Sarebbero comunque decaduti da regolamento. Più avanti ho partecipato a 5 o 6 bandi promulgati dalla ditta (Amministrazione ndr) Lorenzotti e non ne ho mai vinto uno.

Molti l’accusano di uno stretto legame con il Presidente. Cosa risponde?

Collaboro con Scipioni ma sono il suo più grande accusatore, quando non sono d’accordo con alcuni procedimenti glielo dico e lui mi segue.

Manuel Manchi


LE REAZIONI


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