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Estate romana, non c’è fine alle polemiche

estate romana 5Le luci si spengono sulla manifestazione, con nuove polemiche. Sotto accusa le serate di “beneficenza” obbligatorie del 27 e 28 settembre, il “Dona con Noi”.

Dopo due mesi di segnalazioni, esposti dei cittadini è finalmente terminata l’Estate romana della “Croce” di Tor Vergata, che si trascina dietro irregolarità verificate, sospetti e tanta amarezza. Non è bastato l’intervento dei Vigili che avevano accertato la mancanza di regolari autorizzazioni, sia per gli spettacoli all’aperto e il relativo palco e sia per consumo di cibo e bevande, e nemmeno le denunce di inquinamento acustico dei cittadini.

Scorzoni Fabrizio

Fabrizio Scorzoni

Diffonde una nota l’ex Capogruppo del Pd locale Fabrizio Scorzoni: “Ho notato tutta una serie di illegalità nel manifesto che invita allo spettacolo di Antonio Giuliani. Su detto manifesto, c’è la seguente scritta se pur con caratteri piccolissimi, sotto la “donazione” minima di 5 euro: “L’Associazione Socio Culturale Prisma utilizzerà tutti i proventi per sostenere le campagne di sensibilizzazioni statutarie. Raccolta fondi consentita dal D.PR. n.430 del 26 ottobre 2001. In regola con gli adempimenti secondo quanto disposto dall’art. 39 comma 13-quinquis del Decreto Legge n. 269 del 30 settembre 2003 (convertito in legge con la legge 24 novembre 2003, n. 326). I fondi della raccolta pubblica non concorrono alla formazione del reddito e oltre ad essere esclusa dall’IVA, sono esenti da ogni altro tributo, secondo l’art.2 del D. Lgs. 460/1997. L’Associazione Socio Culturale Prisma è in norma con l’art. 25, comma 2, della Legge 133/1999 (disposizioni tributarie relative all’ASD in regime 398/1991) e con l’art.8 del D. Lgs. 460/1997 come indicato nell’art. 108, comma 2-bis lettera a, testo unico delle imposte sui redditi approvati con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n.917. In norma con la Circolare n.9/e del 24 aprile 2013″. Mi vorrei soffermare sul significato dei tanti articoli, commi, leggi e decreti evocati e perchè. Intanto partiamo dal massimo della sintesi, quella scritta sul manifesto SERVE per far incamerare alla Prisma tutti i soldi dello spettacolo di Antonio Giuliani (lui lo saprà?) e poi non pagarci nessun tributo, QUINDI ESENTASSE. Ora entriamo nel merito e nel dettaglio. Quando gli organizzatori dell’evento, membri dell’Associazione Prisma dichiarano che “la raccolta fondi è consentita dal D.PR. 430 del 2001″, stanno dicendo che la raccolta fondi è a premi, ciò significa che la manifestazione dovrebbe avere al suo termine dei premi, il cui valore non può essere esiguo. Faccio un esempio, se incassano dalle “donazioni” per vedere lo spettacolo, 5.000 euro, i premi non possono essere due salami. Inoltre i premi dovrebbero già essere pubblicati, perchè per procedere al concorso a premi l’art. 10 del D.PR.430/2001 prevede al comma 1, tra gli adempimenti dei promotori che: “I soggetti che intendono svolgere un concorso a premio ne danno comunicazione, prima dell’inizio, al Ministero delle Attività Produttive mediante compilazione e trasmissione di apposito modulo, dallo stesso predisposto, fornendo altresì il regolamento del
concorso nonché  la documentazione comprovante l’avvenuto versamento
della cauzione. Se il concorso e’ effettuato da due o più soggetti la comunicazione è presentata da uno solo di essi o da uno dei soggetti di cui all’articolo 5, comma 3″. Seconda questione, la Prisma dichiara sempre sul manifesto, di essere “in regola con gli adempimenti disposti dall’art.39 del D.L. 269/2003″. Falso, perchè tra gli adempimenti previsti c’è anche che il concorso a premi (quali sono i premi?) viene comunicato al Ministero Economia e Finanze Amministrazione dei Monopoli, che autorizza con nullaosta. Terza questione i responsabili dell’evento titolari a vario titolo dell’Associazione Prisma, dichiarano di essere “esenti da ogni tributo” e che “i fondi della raccolta pubblica non concorrono alla formazione del reddito” ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs 460/1997. Anche qui c’è la magagna, infatti l’art. 2 citato parla sì delle esclusioni alla formazione del reddito, ma degli ENTI NON COMMERCIALI, attraverso raccolte pubbliche occasionali. Ma come si fa ad affermare che l’Associazione Prisma che si è ISCRITTA ALLA CAMERA DI COMMERCIO per partecipare al bando, di cui è risultata unica partecipante e vincitrice, è un ente “non commerciale”? Ed inoltre le somme ricevute dagli standisti che hanno affittato gli spazi all’interno di quella che chiamano “festa”, anche quelli sono attività “non commerciali che non contribuiscono alla formazione del reddito” e per cui esentasse? Quarta questione gli organizzatori dell’Associazione Prisma dichiarano di essere a norma anche con l’art.25, comma2 della Legge 133/1999. Anche questa è bellissima, se non fosse che va in quel posto all’onesto contribuente, di cosa parla questa Legge? Sono “Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale” dove l’art. 25, comma 1b (non comma b come scritto sul manifesto) c’è scritto che i proventi realizzati con raccolte fondi da parte di Associazioni Sportive Dilettantistiche, non concorrono a formare reddito ed ovviamente, dopo essere diventato associazione iscritta alla Camera di Commercio, per partecipare al bando, essere diventata ente “non commerciale”per non pagare tasse, diventa anche Associazione Dilettantistica Sportiva per ottenere che i fondi raccolti non concorrano a formare il reddito, dell’associazione. In ultimo e aggiungerei ovviamente, i titolari dell’Associazione Prisma dichiarano di essere a norma con la Circolare n.9/e del 24 aprile 2013. Detto cosi come è scritto, verrebbe da dire circolare di chi? Ma noi abbiamo individuato anche l’ente che udite udite è l’Agenzia dell’Entrate, bene vediamo cosa dice questa circolare che l’associazione Prisma rispetta. Con questa Circolare l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti, riguardanti le Associazioni Sportive Dilettantistiche che applicano il regime forfettario di cui alla L. 398/1991, in particolare gli effetti della mancata tenuta dell’apposito prospetto dei corrispettivi e della redazione del rendiconto dei proventi decommercializzati. Tra i requisiti per essere considerati Associazioni Sportive, che possono aderire alla legge suddetta e quindi usufruire delle agevolazioni, sono quelle non aventi scopo di lucro ed affiliate ad un ENTE NAZIONALE DI PROMOZIONE SPORTIVA O FEDERAZIONE NAZIONALE. Per essere considerate associazioni Sportive bisogna, tra l’altro “SVOLGERE EFFETTIVAMENTE L’ATTIVITà SPORTIVA DILETTANTISTICA” e quindi deve essere dimostrabile”.

Le serate di “beneficenza”

Gli ultimi sospetti nascono, infatti, sulle serate di beneficenza del 27 -28 settembre, che hanno sancito la fine degli spettacoli sotto le stelle della Roma Capital Summer. Le prime polemiche si presentano già per il biglietto d’entrata, mascherato da “donazione”, tra i 5 e i 6 euro, specificata nel cartellone all’ingresso con grandi numeri. Nonostante non fosse indicato a chi erano rivolti gli incassi della donazione sembrerebbero coinvolte delle associazioni culturali della periferia romana e l’associazione “L’Arcobaleno della speranza – Onlus”. Qui iniziano le ombre. Nella ricevuta, o presunta tale, mancano due indicazioni importanti: l’associazione a cui i soldi sono destinati e una firma. L’unica indicazione è il timbro dell’Associazione Culturale Prisma. Per assistere agli spettacoli di Antonio Giuliani e di altri comici, era necessario fare la “donazione” stabilita, pena l’impossibilità di entrare. Molti cittadini sono tornati indietro, dopo aver visto delle stranezze nel costo esagerato del biglietto, in uno spazio che per mesi è risultato più o meno “gratuito”, ad eccezione del parcheggio, il cui contribuito “libero” era di 2 euro. Nella serata del 27 settembre una cittadina ha chiamato i Vigili per denunciare la situazione spiacevole, ma si è risolto tutto con un nulla di fatto. La manifestazione è continuata.

“Lotta alla leucemia”

Un cartello, ai piedi del palco, dava alcune informazioni in merito all’associazione “L’Arcobaleno della speranza Onlus”, promotrice della donazione del sangue e della lotta alla leucemia, ma nulla che specificasse come le donazioni fossero a questa destinate. I presentatori sul palco e il personale all’entrata – questi ultimi non sembravano molto informati sull’associazione che dovesse ricevere i soldi, tanto da confermare che erano in supporto alla protesta del personale OSS del Policlinico Tor Vergata – cercavano di rassicurare sulla validità della donazione, destinata all’ “Arcobaleno della speranza”, ma non hanno convinto molto il pubblico di sabato 27, più di 500 persone. I membri dell’associazione, infatti, non si sono presentati e nessuno si è degnato di spiegare nulla. La causa? Un “imprevisto”. La donazione è stata smorzata da due battute e messa sotto silenzio. Domenica 28 é andata meglio, quando il pubblico pagante ha potuto confrontarsi con una responsabile della Onlus, salita sul palco, e un piccolo stand all’entrata.

Melissa Randò

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