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Estate romana. Esposti, sequestri e denunce

Spazzatura sotto alla croceLa manifestazione del Roma Capital Summer è giunta al termine. Nonostante tutto.

L’Estate romana di Tor Vergata lascia un triste messaggio ai cittadini del VI Municipio: se sei uno che conta puoi continuare ad operare, nonostante le denunce, le segnalazioni, gli esposti e le irregolarità verificate. L’evento più importante del Municipio per la stagione estiva è arrivato alla fine. Chi di dovere ha lasciato che una manifestazione di tale portata, con una serie di illeciti perpetrati, volgesse al termine. Non sono bastati i sequestri e le multe della Polizia Municipale nel corso dei vari sopralluoghi. Né le denunce degli standisti che hanno accusato gli organizzatori di chiedere loro denaro in nero. A nulla sono serviti gli esposti dei cittadini per inquinamento acustico. E meno che mai è servita la nostra inchiesta che ha raccontato di ex membri dell’Associazione Prisma, vincitrice del bando, che la ritenevano inattiva. Di una sede legale fantasma. L’Estate Romana ha potuto vedere la sua fine. Ma cerchiamo di ricostruire i punti salienti della nostra inchiesta, pubblicata on line, durante il mese di agosto.

Sacchi immondizia dietro croce Tor VergataIl bando

Ad aggiudicarsi il bando dell’Estate Romana, è stata l’Associazione Prisma, con determinazione dirigenziale di affidamento n. 1398 del 16 luglio 2014. Tra le varie anomalie ricordiamo che ad essere Presidente della Prisma, fino al 24 giugno 2014, era Franco D’Angelosante, impiegato dell’Ufficio Tecnico del VI Municipio. Il Municipio dove si è svolta la manifestazione. Il bando è stato pubblicato il 12 giugno e appena 10 giorni dopo la Prisma cambia presidente in favore di Antonio Mancini. Inoltre, la Prisma è stata l’unica a presentare un’offerta.  Unico partecipante, unico vincitore. Un bando che da subito ha sollevato una serie di polemiche. In primis perché era rivolto ai soli possessori di Partita I.V.A. o iscritti al Registro REA della Camera di Commercio. Un requisito che di fatto aveva tagliato fuori la serie di associazioni culturali che operano sul territorio. Nella previsione di spesa, l’Associazione Prisma indicava 1 milione e 300mila Euro, che doveva ottenere dall’ affitto degli stand. Dalla visura storica della Camera di Commercio risulta che l’iscrizione presso il Registro Rea è avvenuta solamente  il I aprile 2014, con numero di repertorio 1402588 e sede in via Santo Stefano di Camastra 1, nel quartiere Borghesiana.  Dalla visura risulta inoltre che Franco D’Angelosante è stato nominato con atto del 9 maggio 2014 rappresentante legale della Prisma e la sua iscrizione risale al 20 maggio 2014. L’associazione, prima non iscritta alla Camera di Commercio, nasceva all’inizio del 2000. Nel 2012 risulta iscritta nell’Albo delle associazioni culturali del VI Municipio. E’ stata fondata in uno studio notarile a Frascati da alcuni ex compagni della sede dei DS dell’allora VIII Circoscrizione. Come Presidente, già allora, c’era Franco D’Angelosante.

Ex soci

“Per noi la Prisma era morta da tempo”, dichiarano gli ex soci. Effettivamente per anni quello che stupisce della Prisma è la sua inattività. Proprio nell’Amministrazione Scipioni, la Prisma riscopre la sua voglia di fare e partecipa ad un bando di dimensioni colossali. I soci chiedono a gran voce di non essere accostati a questa “nuova” Prisma. “Non siamo mai stati convocati per una chiusura definitiva, pensavamo che la Prisma ormai appartenesse al passato!”. Ma cosa significa Prisma? “Progetti, Ricerca, Istruzione, Socialità, Mestieri ed Arti”. E si occupava in particolare dell’inserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro.

Le dichiarazioni di D’Angelosante

“Intendo precisare che non appena sono venuto a conoscenza dell’iniziativa dell’Estate Romana sono subito stato determinato a parteciparvi. Ho ottenuto il finanziamento dalla banca e ho dovuto garantire una fideiussione di circa 50mila euro, pagando tutto di tasca mia. Noi per quest’anno puntiamo ad andare in pareggio. Noi vogliamo solo a far vedere che in quell’area è possibile fare eventi di grande portata, ma soprattutto a ottenere una convenzione con l’Università che ci ponga in posizione favorita per la manifestazione dell’anno prossimo, se questa dovesse andare bene”

Quello che non torna

Il tema centrale della vicenda sta nel “quando sono venuto a conoscenza” perché D’Angelosante si è iscritto al Registro delle Imprese della Camera di Commercio ad aprile 2014, alcuni mesi prima che si diffondesse l’informazione del bando per l’Estate Romana. Iscriversi per un’associazione era un criterio fondamentale per poter partecipare al bando. Ed è proprio questo che ha fatto scattare in molti addetti ai lavori alcuni dubbi. Altre perplessità le sollevano le sue dimissioni da Presidente, avvenute il 24 giugno, dodici giorni dopo la pubblicazione del bando. Perché dimettersi così a ridosso della manifestazione? Se non c’è conflitto di interessi non era il caso di attendere che il bando fosse aggiudicato? Bando che ricordiamo ha visto un solo partecipante: la Prisma. E poi le ingenti spese che un impiegato comunale farebbe di certo fatica a sostenere, ma che D’Angelosante ha sostenuto senza batter ciglio.

Il nipote del Presidente

Uno dei personaggi di punta dell’Estate Romana è stato Loris Scipioni, nipote del Presidente del Municipio, che ha organizzato e lavorato alla festa quotidianamente, prendendo accordi con gli standisti e gli artisti. La sua presenza è risultata a molti fuori luogo, visto il legame con Scipioni. “E’ il mio vero collaboratore – aveva commentato D’ANgelosante parlando di Loris Scipioni – siamo grandi amici e ha conoscenze con molte associazioni, ha un amico DJ, quello che ha montato gli stand è un suo amico”.

La sede fantasma

“La Prisma aveva sede qui, ma fino ad 8-9 anni fa, poi se ne sono andati”. Queste le parole di un inquilino dello stabile in via di Santo Stefano di Camastra 1, indirizzo indicato come sede legale dell’Associazione vincitrice del bando dell’Estate Romana a Tor Vergata.

I primi verbali

Nella serata del primo agosto, i Vigili del VI Gruppo hanno effettuato i primi accertamenti sulle autorizzazioni: mancavano quelle per gli spettacoli all’aperto e per la somministrazione dei cibi e bevande. Inoltre il palco non aveva le autorizzazioni necessarie. D’Angelosante smentisce.

Gli standisti

Hanno contattato la nostra redazione Querino Fulco e Loredana Amicucci, responsabili della Dea del Vento, che alla manifestazione avevano uno stand di ristorazione.All’inizio ci hanno chiesto il 50% del nostro guadagno finale, che poi io non sapevo come giustificare al fisco questi soldi che avrei dato a loro. Il tutto con un accordo verbale con Loris Scipioni (nipote del Presidente del VI Municipio ndr). Non c’era alcun contratto. Ci hanno poi chiesto prima 300 Euro che poi sono scesi a Euro 250,00 per realizzare un portale web per la manifestazione. Poi Euro 65,00 per la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività ndr) che noi non abbiamo pagato perché la nostra attività non la richiede. Questi ce li ha chiesti Amedeo Del Vecchio (Presidente del Consorzio Valle Margherita ndr). Poi Loris Scipioni ci ha chiesto circa 7 giorni fa Euro 500,00 a settimana. Ci hanno contattato telefonicamente dicendoci che dobbiamo restituire Euro 18.600,00, cifra quantificata attraverso le spese sostenute per la manifestazione coma luce, vigilanza, pulizie e SIAE. I soldi secondo loro dovremmo versarli entro oggi. Ce lo ha comunicato prima Loris Scipioni, poi Amedeo Del Vecchio. Franco D’Angelosante, Vicepresidente dell’Associazione Prisma, ci ha comunicato ieri (18 agosto ndr) che ci avrebbero inviato il resoconto dei soldi da versare, ma ancora non lo abbiamo ricevuto”. I due commercianti sono stati allontanati dalla manifestazione con conseguente perdita di denaro.

L’esposto

I cittadini che abitano nei pressi della piazza in cui si svolge l’evento presentano un esposto ai Carabinieri per inquinamento acustico. Fanno di più: ottengono una perizia redatta da un tecnico che conferma quanto il suono superi il livello permesso dalla Legge. In seguito a questa denuncia i Carabinieri della Stazione di Tor Vergata notificano al Presidente dell’Associazione Prisma, Antonio Mancini, l’elezione di domicilio, ovvero “a eleggere domicilio per le notificazioni, avvertendolo che, nella sua qualità di persona sottoposta alle indagini o di imputato, ha l’obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o elettore che in mancanza di tale comunicazione o nel caso di rifiuto di dichiarare o eleggere domicilio, le notificazioni verranno eseguite mediante consegna al difensore”.

Varie ed eventuali

Se non bastasse quanto sopra aggiungiamo le segnalazioni dei cittadini circa il parcheggio a pagamento “con offerta libera di 2 Euro”. La mancata stipula di un contratto con una ditta di smaltimento rifiuti che avrebbe evitato che la croce di Tor Vergata diventasse una discarica a cielo aperto. Gli stand che non avevano le regolari autorizzazioni per operare e sono stati multati. Il palco e la tensostruttura sequestrati perché non erano in regola. Tra l’altro resta sempre il mistero del palco che in molti si domandano vista la portata con quali soldi sia stato affittato e a che prezzo.

Il silenzio della politica

Lascia basiti in tutto questo il silenzio della politica. Se il Presidente decide di defilarsi per ovvi motivi, così come la sua maggioranza, l’opposizione, salvo gli esponenti del Movimento 5 Stelle, non grida alla vergogna. Nessuno dei consiglieri di opposizione del centrodestra, salvo il Consigliere comunale Quarzo che ha presentato un’interrogazione, ha creduto fosse necessario un intervento. E se si sta in opposizione e si tace su certe cose, non si può che pensare male.

Federica Graziani

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