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Escalation razzista alle Torri, le realtà antifasciste lanciano l’allarme

19884444_1882791161984990_6066309960893021520_nNel VI Municipio si alzano sempre più braccia tese, ma l’Anpi ottiene la votazione di un documento che vincola al rispetto della Costituzione.

Odio,paura,esasperazione. La mala pianta dell’intolleranza e delle “nostalgie imbecilli di tiranni”(cit.Bene) sta tornando a crescere. Il VI municipio,enorme agglomerato di periferie disomogenee tra loro ma accomunate dall’essere scenario di degrado e disagio diffuso,non fa eccezione. Negli ultimi mesi si è registrato infatti un aumento delle aggressioni ai danni di cittadini stranieri,così come è evidente il rinnovato attivismo di alcune sigle della destra neofascista,la quale non mobilita (ancora?) grandi numeri e spesso viene respinta da antifascisti e residenti, come a Tor Bella Monaca o al Tiburtino,ma il cui radicamento si sta oggettivamente consolidando. Il 13 aprile scorso il gruppo Azione Frontale,che ha la propria sede a Torre Angela,aveva affisso sulle serrande di alcuni esercizi commerciali gestiti da stranieri volantini che invitavano al boicottaggio dei negozi ‘non italiani’.Da diversi mesi Forza Nuova provava a manifestare a Tor Bella Monaca,anche se la notizia del presidio previsto per l’11 luglio scorso,diretto contro la sigla sindacale Asia Usb,che da sempre si batte per l’universalità del diritto alla casa,aveva mobilitato un centinaio di abitanti dei palazzi popolari a difesa della sede sindacale.“A Tor Bella Monaca abbiamo un nostro radicamento e il riconoscimento del quartiere – spiega Maria Vittoria Molinari,delegata di Usb – ma è innegabile che le periferie del VI Municipio stiano vivendo una profonda regressione culturale. Qui l’ultimo problema è quello degli immigrati,ma i nostri territori sono i più poveri di Roma,quindi è più facile che la gente cada nella lotta contro il più debole,e non contro il più forte”.

19894822_1882791408651632_2235956826897619170_n“Non siamo razzisti, ma negri non ne vogliamo”. Di solito questi gruppi non si presentano nelle periferie romane come ‘fascisti’ma simili tentativi di infiltrazione,di certo non nuovi,“trovano oggi meno anticorpi popolari per essere smascherati” (militant.blog).Le parole d’ordine sono sempre le stesse:guerra ai migranti,nazionalismo,giustizia fai da te. Umori xenofobi, ronde illegali definite in modo rassicurante ‘passeggiate per la sicurezza’,picchiatori osannati per aver dichiarato che i rom non hanno diritto di sosta nel quartiere. Alla base della crescita di questi fenomeni c’è l’abbandono da parte delle istituzioni di un territorio largamente devastato,non solo dal punto di vista urbanistico,ma soprattutto in quegli elementi socio-culturali inerenti a identità e memoria storica. C’è altresì una grossa responsabilità politica,che riguarda in primis il governo nazionale,per arrivare a quello cittadino. Slogan come ‘Aiutiamoli a casa loro’ fino a non più di vent’anni fa erano appannaggio esclusivo,Lega Nord a parte,di gruppi di sinceri democratici come Forza Nuova,oggi non sembra(quasi)più strano che a pronunciarle sia il segretario del principale partito di centrosinistra. Chi abita da queste parti,inoltre,vive sulla propria pelle l’inconsistenza di una Giunta che sta esasperando tutte le problematiche derivanti dalle passate gestioni della città. Strade che terminano nel nulla,assenza di servizi e difficoltà nella mobilità,aree destinate a verde pubblico restate incolte e degradate,oramai diventate scena esclusive di attività più o meno legali.“Noi dell’Usb 3 anni fa -prosegue la Molinari – avevamo fatto votare al Consiglio Municipale una delibera per sbloccare i fondi europei per le periferie,per riqualificare case popolari e scuole,ma l’Agenda Urbana tuttora non è stata ancora realizzata”.Il disagio che si vive nelle periferie rischia di trasformare in un potenziale xenofobo anche chi della politica si è sempre disinteressato. Le formazioni di destra fanno leva proprio su questo disagio,facendo circolare false informazioni su presunti diritti acquisiti (“questi prendono 35€ al giorno e mio marito è disoccupato”) e costruendo una sorta di ‘caccia al migrante’ da parte di quello che un tempo si sarebbe chiamato sottoproletariato.L’ANPI del VI Municipio ha fatto sapere che il 7 settembre è stata votato in Municipio un atto che impegna il Presidente ad attuare le disposizioni previste dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione,la quale vieta la partecipazione ai bandi municipali a chi viola tale norma. L’Anpi ha dichiarato che manterrà “alta l’attenzione contro ogni discriminazione razziale, perché una città medaglia d’oro alla Resistenza non può essere sottomessa alla cultura della violenza”.Continuando a ricordare che il fascismo già una volta è stato scacciato.

Sebastiano Palamara

 

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