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Emergenza rifiuti nel VI Municipio: ancora disservizi e disagi per i residenti

signor-mauro-nardiAbbiamo raccolto la denuncia di un residente di Villaggio Prenestino, esasperato a causa della condizione igienico sanitaria che da mesi perdura di fronte la sua abitazione, tra l’inadempienza del servizio pubblico e l’indifferenza delle istituzioni. 

Qualche giorno fa è arrivata in redazione la lettera di un cittadino, il signor Mauro Nardi, residente a Villaggio Prenestino, più precisamente in Via Notaresco, una traversa di via del Fosso dell’Osa. Il sign. Nardi denunciava l’emergenza rifiuti nella sua via, così come in tutta la zona, dovuta a gravi disservizi nel ritiro dell’immondizia. Nella comunicazione, oltre ad allegare l’imposta di pagamento per la gestione dei rifiuti urbani, (quella sì, puntale come al solito) aggiungeva di sentirsi profondamente deluso dopo le centinaia di segnalazioni rivolte all’ A.M.A. e al Comune, alle quali tuttavia non era seguito alcun intervento.

Una volta arrivati in via Notaresco, la situazione appare abbastanza chiara: è una via piccola, abbastanza stretta e immersa nel verde, ma la prima cosa che cattura lo sguardo è un agglomerato di spazzatura che non dista più di 5-6 metri dalle abitazioni, anzi precisamente si trova di fronte ad un cancello, nemmeno a dirlo, quello del signor Nardi.

Quattro cassonetti completamente immersi, anzi sommersi dai rifiuti. Il sig. Nardi racconta del disagio e della problematica del mancato ritiro dei rifiuti: “La situazione è questa: è da più di due mesi che i contenitori della plastica e della carta non vengono svuotati, stessa cosa per l’indifferenziata. Siamo “fortunati” che almeno passino a ritirare l’organico. É una cosa vergognosa”.

Questi quattro cassonetti raccolgono l’immondizia di 6 nuclei familiari, ed ovviamente l’accumulo nel tempo fa si che i rifiuti finiscano per mischiarsi tra di loro, rendendone ulteriormente complicata l’operazione di recupero e smistamento.

Il signor Nardi ci tiene a mostraci da vicino due dei quattro contenitori. Sono letteralmente spaccati e con evidenti segni di riparazione “fai da te”. “Quello della carta è in questo stato da più di tre anni, quello della plastica da “solo”uno e mezzo.”

Proprio questo è un fattore importante nella questione del mancato ritiro dei rifiuti:  gli operatori dell’Ama infatti, non potendo più sollevare i contenitori rotti per svuotarli nel camion, lasciano i cassonetti danneggiati cosi come sono, traboccanti di immondizia.

via-notaresco-2via-notaresco-3“Questi contenitori si sono rotti nel tempo, a causa dei contraccolpi che subiscono quando vengono rilasciati a terra dal braccio meccanico del furgone dell’Ama. Noi abbiamo anche cercato di ripararli con il fil di ferro e dei chiodi, dove era possibile. Quello della plastica ci è evidentemente “riuscito meglio”-dice ironicamente il signor Nardi- quello della carta invece non ha retto”.

Anche in questo caso, nonostante le innumerevoli segnalazioni, nessuno ha finora provveduto alla sostituzione dei contenitori danneggiati. “Siamo preoccupati, anche per la condizione igienico-sanitaria che d’estate rischia di peggiorare; qui siamo in aperta campagna e possono avvicinarsi degli animali per cercare del cibo, ma anche le piogge sono un problema ed ovviamente il caldo che in questo periodo rende l’aria irrespirabile”.

Anche nelle vie limitrofe, nonostante i cassonetti non siano danneggiati, l’immondizia straborda, sviluppando delle piccole discariche a cielo aperto, sul ciglio della strada e addirittura vicino al parco giochi di via del Fosso dell’Osa.

Il sig. Nardi, lamenta la totale assenza di un servizio per il quale invece, come molti altri cittadini,  regolarmente paga le imposte comunali. “Ho fatto presente la situazione a tutti i livelli istituzionali, ma non ho mai ricevuto alcuna risposta in merito. Avrò chiamato centinaia di volte l’Ama per parlare con qualcuno, ma anche lì c’è solo la possibilità di segnalare on-line, nessun contatto diretto. Anzi inviano una risposta automatica che dice che il problema verrà risolto entro le 48 ore”.

Oltre al danno anche la beffa.

Proprio la parte finale della lettera del signor Nardi sintetizza il paradosso che queste famiglie vivono da mesi: “É come andare al ristorante e ordinare dei piatti che però alla fine non arrivano, perché in cucina non funziona il gas… Solo che poi, ti viene portato ugualmente il conto da pagare. So che questo mio sfogo resterà inascoltato, ma posso dire che da questo governo cittadino mi aspettavo molta più attenzione al territorio e ai servizi per i cittadini stessi!”. Giacomo Capriotti

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