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Elezioni europee 2019. L’onda verde conquista le Torri: boom Lega, crollo M5s, PD al palo

elezioni-europee-2Nel VI municipio la Lega registra il record di voti nella Capitale, i grillini perdono quasi il 15 % rispetto alle politiche e il PD è fermo al 17%. A sinistra dei dem non c’è vita. Neofascisti “cannibalizzati” da Salvini e Meloni

“La Padania non è Italia” e “Roma ladrona”. Erano questi gli slogan leghisti, scanditi come un mantra negli anni dai leader di partito: da Bossi a Calderoli, passando per Borghezio e Maroni, fino a Matteo Salvini. Poi tutto è cambiato, la secessione della Padania è sparita dalle promesse elettorali e dai rituali di Pontida, la Lega è diventata italiana, e oggi, l’Italia si è riscoperta leghista.

La Lega è ufficialmente il primo partito in Italia con il 34,3% delle preferenze; nella circoscrizione “Italia centrale” la compagine del vicepremier e ministro dell’Interno ha conquistato 1.845.135 voti, pari al 33,45%.  Impressionante anche il risultato raggiunto a Roma dal Carroccio che registra un 25,9% attestandosi come secondo partito alle spalle del PD che torna ad essere primo partito con il 30,3%.

Nella capitale il M5s continua a dilapidare il patrimonio di voti raccolti nel 2016 con la Raggi prima (oltre il 70%), e poi con le elezioni politiche dello scorso anno (31%), attestandosi al 17,7%. Festeggia anche Giorgia Meloni che supera ampiamente la soglia di sbarramento su scala nazionale (6,5%): Fd’I nella capitale supera anche Forza Italia, ferma al 5,5%, e ottiene uno storico 8,7%. Male +Europa e La Sinistra che non raggiungono la soglia di sbarramento neanche a Roma, fermandosi rispettivamente a 3,9% e 2,8%.

Più nello specifico, le preferenze espresse nel VI municipio (appena il 42% di affluenza alle urne, il dato più basso registrato in città) non lasciano spazio a interpretazioni dubbie: la Lega fa “il botto”, sfiorando il 37% e triplicando i voti di poco più di un anno fa, quando raccolse il 12%. Il PD non si schioda dalla disfatta delle politiche dell’anno scorso, che proprio in questo collegio lo relegò ad un misero 17%, confermando lo stesso risultato a queste consultazioni (17,4%). Crollano i 5stelle che nel 2018 in questo municipio avevano sfiorato il 40%, fermandosi poco sotto il 25% e registrando un impietoso calo, quasi del -15%.

Fratelli d’Italia (che nelle amministrative 2016 riuscì a mandare al ballottaggio per la poltrona di Via Cambellotti il suo candidato Nicola Franco, poi sconfitto da Roberto Romanella), si impone nella sfida contro Forza Italia, arrivando a raccogliere l’8,2% delle preferenze contro il 4,9 del partito del cavaliere, ormai in caduta libera. Non pervenute + Europa e La Sinistra che non raggiungono nemmeno il 2% (1,8 per la Bonino e 1,6 per Fratoianni). Anche l’estrema destra non si schioda dal prefisso elettorale che li caratterizza da anni: Forza Nuova 0,1%, CasaPound 0,5%. Della serie: il “prima gli italiani” funziona meglio se pronunciato da Salvini e Meloni, magari sostituendo il feticcio del fascio littorio e il saluto romano con un crocifisso e una felpa della Polizia (nonostante il dubbio gusto estetico).

Una sconfitta sonora per tutte quelle realtà del territorio, partitiche e non, che in questi mesi hanno cercato di arginare l’avanzata gialloverde, e che ora devono fare i conti con rapporti di forza invertiti nella stessa maggioranza (anche se i numeri in parlamento sono ancora saldamente a favore della compagine grillina). La Lega passerà a riscuotere il suo successo in termini di consenso, soprattutto dopo aver “varcato il Rubicone”, a suon di selfie, dirette Facebook e “bacioni”.

 Anche i cinquestelle dovranno interrogarsi sul loro futuro, ne va della loro sopravvivenza, oltre a quella del governo. Dovevano “aprire il parlamento come una scatola di tonno”, hanno finito per abboccare ingenuamente all’esca di Salvini. Rimaniamo in attesa anche della fine del letargo del PD (ancora incapace di comunicare con qualsiasi cosa esista alla sua sinistra), nonostante la soddisfazione ostentata dai suoi leader. Il Paese è in mano alle destre, e loro esultano. Solo per la cronaca: nonostante il sorpasso ai 5stelle, i dem hanno perso in termini assoluti circa 80mila voti in un anno. Ancora una volta. Ma loro festeggiano. Giacomo Capriotti

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