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Ecomuseo Casilino: firmato il protocollo di intesa con l’università di Tor Vergata

FB_IMG_1478625648000Rammendo urbano, nuove tecnologie e riappropriazione identitaria del territorio: questi i temi dell’incontro del 28 ottobre.

“L’Ecomuseo è un’ istituzione culturale del territorio che si fonda su un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio. In particolare per patto si intende un accordo generalmente condiviso e non imposto dall’alto dalle Autorità. I soggetti protagonisti non sono solo le istituzioni, poiché il loro ruolo deve essere accompagnato da un ampio coinvolgimento della cittadinanza e delle comunità locali nel prendersi cura, conservare e valorizzare, per l’oggi e per il futuro, il patrimonio culturale, ambientale e naturalistico, per aumentarne anziché consumarne il valore. Il territorio è inteso in senso fisico ma soprattutto come storia della popolazione che ci vive e delle relazioni e dei segni materiali e immateriali lasciati da coloro che lo hanno abitato in passato”.

Questa è la definizione di un ecomuseo riportata sul sito dell’Ecomuseo Casilino, uno dei 23 Community Hub in Italia e unico a Roma. In pratica si tratta di una rete di cittadini, soggetti culturali, enti pubblici, privati e accademici che cerca di recuperare l’identità di quelle lande ti terra abbandonate che intercorrono tra una borgata e l’altra o tra la metropoli e la periferia, individuando su di esse zone di interesse storico, naturalistico archeologico e più in generale culturale, abbandonando le pratiche di consumo del territorio e edificazione da zero, orientandosi su una politica di recupero degli stabili già esistenti;, cercando di connettere la metropoli all’Agro Romano in maniera non invasiva; quel “rammendo” urbanistico e culturale che è stato il cavallo di battaglia di personalità come Renzo Piano.

Non è un caso che questa iniziativa nasca in quella zona orientale della capitale che sta conoscendo una promettente primavera della cultura indipendente, nonostante sia la zona più colpita da sfratti e sgomberi di centri culturali. Centocelle, Tor Pignattara, il Pigneto, in maniera diversa stanno diventando il centro intorno a cui orbita la crescita culturale di Roma. Mentre nelle altre zone pare essere arrivati a un punto di saturazione e cristallizzazione dell’offerta culturale, la periferia est prossima al centro sta diventando l’area della città più interessante. Qui sorgono molte nuove realtà culturali, locali, co-working, etichette discografiche, piccoli teatri offerta culturale variegata e a prezzi popolari. In questo contesto di crescita si inserisce il progetto dell’Ecomuseo Casilino che il 28 ottobre scorso presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis ha firmato un protocollo di intesa con l’Università di Tor Vergata per perseguire lo scopo di rigenerazione urbana attraverso mezzi innovativi. É stata presentata una piattaforma digitale in cui sono censiti centinaia di risorse culturali e naturali del V municipio. Tali dati sono raccolti e messi a disposizione dei fruitori (cittadini, turisti ecc.) attraverso delle applicazioni digitali studiate per mettere in relazione fruitore e territorio in maniera innovativa sfruttando le nuove frontiere della “realtà aumentata”. A questo proposito è stato presentato il progetto “Nicchie Digitali”, sviluppato dal centro di ricerca Turismopoli (Laboratorio di SmarTourism della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Tor Vergata – Professor Angelaccio) il cui prototipo è stato applicato al Mausoleo di Sant’Elena, proprio a Villa De Sanctis, che, attraverso gli smart-phone “consente al territorio di parlare direttamente con l’utente, creando un rapporto 1:1 territorio-utente e risorsa-utente, offrendo una modalità alternativa di fruizione a quello classico della passeggiata assistita”.

Studio e fruizione del territorio attraverso nuove tecnologie, reti di associazioni e centri di ricerca, organizzazioni che partono dal basso e puntano molto in alto in un territorio che, seppur degradato, è depositario di una vitalità percepibile su ogni singolo muro, in ogni singolo locale. Se la politica ne rimane estranea, questi sono progetti che possono fare solo del bene.

 Marco Severa

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