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Ecodistretto Rocca Cencia. Partito l’iter per la realizzazione

rocca_cencia_30_d0Il bando è già stato pubblicato sul sito di Ama. Ad annunciarlo i vertici di Ama e Comune in una conferenza stampa tenutasi mercoledì 8 luglio. Tuona il QRE: “Manca il V.I.A. della Regione!”.

Ci siamo, questa volta si parte per davvero. Mercoledì 8 luglio Ama e Comune hanno annunciato l’avvio dell’iter di gara per la progettazione e la realizzazione dell’ecodistretto di Rocca Cencia, presentato nell’occasione come impianto di compostaggio ‘rifiuti zero’. Lo hanno fatto mediante una conferenza stampa tenutasi presso la sede di Ama, cui hanno partecipato il Sindaco Marino, l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, il Presidente Ama Daniele Fortini e il Direttore Generale Alessandro Filippi. Un bando di gara da quasi 22 milioni di euro, già pubblicato sul sito della municipalizzata. “L’impianto di Rocca Cencia renderà possibile trasformare a chilometri zero gli scarti organici raccolti con al differenziata nel quadrante Est – ha dichiarato Fortini -  dovrebbe raccogliere annualmente circa 40mila tonnellate di scarti alimentari e organici e circa 10mila tonnellate di rifiuti verdi. Si svilupperà su un’area di circa 1,8 ettari al centro dello stabilimento di Rocca Cencia e sarà completamente autosufficiente dal punto di vista energetico”.

Dati che non devono ingannare: sono riferiti esclusivamente alle tipologie di rifiuto citate da Fortini, il nuovo ecodistretto lavorerà circa 400mila tonnellate di materiale l’anno. Il nuovo multi-impianto sorgerà su un’area di 1,8 ettari negli spazi dello stabilimento Ama in via di Rocca Cencia, che si estende su 10 ettari totali. Quando Fortini accenna ad una struttura “completamente autosufficiente dal punto di vista energetico” si riferisce al lavoro del biodigestore previsto, che col trattamento delle sostanze organiche dovrebbe garantire fertilizzante da inserire nella filiera agronomica ma soprattutto biometano da utilizzare per produrre energia elettrica e calore da mettere al servizio delle esigenze dell’impianto.

I dati e le informazioni raccolte dal nostro giornale e dal QRE in questi mesi hanno evidenziato però la pericolosità dei biodigestori e il parere critico di gran parte della comunità ambientale italiana e europea su questo tipo di macchinari. “L’ecodistretto non emetterà odori particolari – ha spiegato il DG di Ama Antonio Filippi  – grazie alle migliori tecnologie impiegate, per quanto riguarda le emissioni, utilizzando un motore ad altissimo rendimento, avranno un impatto non significativo, ancora inferiori a quelle di una caldaia di un condominio. Da questo impianto uscirà fertilizzante per le piante, terriccio”.

“Finalmente saremo in grado di gestire i nostri rifiuti organici che fino a questo momento non era stato possibile trattare – ha commentato il Sindaco Marino -  avevamo solo un impianto, quello di Maccarese che gestiva 22 tonnellate e noi ne produciamo 120mila all’anno. Saremo anche in grado di risparmiare molti soldi ed avere una città più pulita”. Né i vertici della municipalizzata né quelli comunali hanno fatto riferimento agli altri poli di trattamento previsti nel progetto presentato ormai a novembre, come quello per il multi materiale leggero o il vetro. L’avvio dei lavori è previsto per dicembre 2015, l’attivazione e la messa in esercizio per ottobre 2016. L’aggiudicazione del bando avverrà mediante procedura aperta con lotto unico con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, suddivisa tra punteggio tecnico (60 punti) e punteggio economico (40 punti). Il bando prevede un appalto integrato che include le attività di progettazione esecutiva e realizzazione dell’impianto, compresa la gestione per il primo anno. L’ufficializzazione dell’iter procedurale ha scosso nuovamente il territorio e il QRE, che dopo settimane di pseudo tranquillità per il silenzio di Ama e Comune dovrà elaborare un nuovo piano d’azione e resistenza. Difficile immaginare grosse iniziative per l’estate ma il tempo stringe, a dicembre inizieranno i lavori. Intanto lunedì 13 luglio alcuni membri dell’Associazione Cittadinanza e Servizi Colle del Sole, nonché del QRE, sono stati ascoltati in Commissione Ambiente: erano riusciti ad ottenere udienza in via del Seminario nell’ambito dell’approfondimento d’indagine connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Lazio. Sono state esposte le 16 osservazioni tecniche elaborate sulla richiesta del certificato di V.I.A. presentato in Regione da Ama il 3 aprile scorso. I membri del QRE punteranno proprio sul fatto che l’appalto sia stato lanciato senza le autorizzazione di V.I.A (Valutazione di Impatto Ambientale) e A.I.A ( Autorizzazione Integrata Ambientale), inviata invece il 15 maggio scorso. Secondo l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)  la messa a bando di un’opera senza le previste autorizzazioni è un atto di assoluta gravità che potrebbe anche esporre il Comune ad azioni risarcitorie non essendo l’opera “cantierabile”.

“La V.I.A. è bloccata in Regione e nessun bando può essere fatto senza le autorizzazioni necessarie – spiega Fabrizio D’Alisera, Presidente dell’Associazione Cittadinanza e Servizi Colle del Sole – documentazione alla mano abbiamo poi fatto presente che il nostro Municipio è quello con il più alto tasso di mortalità tumorale dopo Malagrotta, questo per la presenza di discariche, unico legame fra i territori. Ci hanno assicurato che prenderanno visione della nostra documentazione e la metteranno agli atti”. L’audizione, con le relative osservazioni, dovrebbe essere resa pubblica a giorni. Matteo Muoio

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