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Discarica Corcolle, la Soprintendenza blocca il progetto

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Alla lotta dei cittadini e alle diffide delle associazioni del territorio si aggiunge la Soprintendenza che blocca i lavori per la discarica di Corcolle.

Per la seconda volta viene bloccato il progetto di realizzare una discarica a Corcolle. Nel 2011 i cittadini fecero una durissima battaglia e fu l’Unesco a mettere la parola fine su un progetto assurdo. La storia come spesso succede si ripete. Stavolta a bloccare il progetto è la Soprintendenza di Roma che in un comunicato scrive: “Nei giorni scorsi i funzionari tecnico – scientifici della Soprintendenza di Roma hanno riscontrato dei lavori di movimento terra in prossimità del chilometro 24 della via Polense – Zagarolese, in una località detta Corcolle.  Di queste attività non è stato dato alcun avviso alla Soprintendenza, malgrado la zona sia gravata da vincolo paesaggistico e sia di grande interesse storico viste le importanti presenze archeologiche e monumentali.

Nel 2012 la Soprintendenza, assieme ad altre istituzioni pubbliche, si era attivata per contrastare e bloccare la creazione in questa stessa area di una discarica all’interno di una cava di pozzolana abbandonata.  Pertanto è stata chiesta la immediata sospensione degli attuali lavori nella zona, in attesa del parere di competenza di questa Soprintendenza, nel rispetto della normativa vigente per la tutela e conservazione del patrimonio storico e archeologico di questo territorio”. La discarica di Corcolle oggi avrebbe dovuto ospitare i rifiuti provocati dal terremoto nella città di Amatrice.

Nei giorni precedenti era stata presentata una diffida dall’Associazione – Comitato di Quartiere Case Rosse 2014, presieduta da Paolo Cartasso, secondo cui una determina regionale  non autorizzerebbe affatto la discarica come è stata presentata e la permeabilità del terreno porterebbe a serie conseguenze per la presenza delle falde acquifere. L’autorizzazione di cui si parla sarebbe una determinazione regionale del 4 agosto 2015 in cui si legge, a proposito della discarica di Corcolle, “Modifica consistente nell’accettazione degli stessi codici CER già autorizzati ma con provenienza diversa da quella derivante dalla costruzione della linea B1 della Metropolitana di Roma”. Qui la prima questione sollevata dalla diffida presentata dall’Associazione – Comitato di Quartiere Case Rosse 2014: a Corcolle possono essere scaricati i rifiuti con lo stesso codice CER di quelli derivati dagli scavi della linea B1. Il codice CER altro non è che il “Catalogo Europeo dei Rifiuti”, secondo la direttiva 75/442/CEE, e quindi non permette a una discarica, già autorizzata ad accogliere rifiuti catalogati secondo un codice, ad accogliere rifiuti sotto un altro codice.

27152623_10215664230701062_837379504_nA presentare un esposto è stato anche Dario Nanni, capogruppo Pd nel VI Municipio: “Vista l’inerzia e l’indifferenza da parte delle istituzioni, in particolare della Sindaca e del Presidente del VI Municipio, in merito a ciò che sta accadendo nell’area dell’ex cava Salini, ho presentato oggi personalmente un esposto alla Polizia Locale di Roma Capitale e a quella della Città Metropolitana, ognuno per le proprie competenze. Ad oggi non c’è chiarezza su quanto sta accadendo in quel sito e visto quanto accaduto in passato, ho ritenuto opportuno richiedere un controllo alle autorità di polizia giudiziaria preposte. Nel mio esposto ho chiesto di verificare cosa si sta realizzando in quel sito, se vi sono le autorizzazioni previste, quali sono le finalità per le quali si stanno facendo quei lavori, se sono stati rispettati i vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici e archeologici, la compatibilità con le falde acquifere ed infine se sono vigenti le autorizzazioni per l’ex cava. Dispiace dover registrare che sino ad oggi, nonostante i molteplici articoli usciti e i diversi servizi televisivi effettuati, nessuno dei rappresentanti politici né a livello comunale, né a livello municipale abbia speso una parola, abbia richiesto interventi per effettuare controlli, ma probabilmente non conoscono neanche dove si trova quell’area. E’ proprio per questo silenzio assordante che ho presentato questa richiesta, con l’intento di fare chiarezza su ciò che sta accadendo, nell’interesse del territorio, dei cittadini e per il profondo rispetto che merita Villa Adriana, patrimonio dell’Unesco, posta a poche centinaia di metri da quell’area”. Lunedì scorso Nanni si era recato anche al NOE.

Effettivamente, come dice Nanni, lascia basiti il fatto che nessuno del Movimento 5 Stelle, ai tempi della Polverini e Alemanno in prima linea contro il progetto della discarica a Corcolle, abbia ritenuto di dover alzare i toni e opporsi pubblicamente all’ennesimo tentativo di violentare il territorio del VI Municipio. Cambiando le amministrazioni, nella storia politica e civica cambiano anche i ruoli . Federica Graziani e Flavio Quintilli 

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