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Discarica Castelverde. “Stiamo morendo a mazzetti”

discarica castelverde (mappa)Cosa si nasconde dietro i tanti decessi per gravi neoplasie nelle zone limitrofe alla discarica? Su nostra iniziativa, abbiamo realizzato una video inchiesta, in collaborazione con il Comitato Discarica Castelverde, per scoperchiare un vaso che da 30 anni è rimasto coperto. Leucemie, tumori al cervello, asportazione totale della tiroide sono solo alcuni dei casi rilevati. Intanto il Municipio da il via libera all’installazione di una nuova antenna SRB in quella che nel quartiere è conosciuta come ‘la via delle vedove’.

discarica castelverde (panorama)
Negli anni ‘70 in via Castellalto, a Castelverde, spunta una discarica abusiva in una ex cava di tufo, considerata una delle più grandi in questo quadrante. Il sito contiene circa 100mila tonnellate, per la metà tossico-nocive, è circondata dall’ Alta velocità, da un elettrodotto e a breve verrà installata un’antenna SRB per la telefonia mobile in via Ancarano. Sarebbe la quarta nel quartiere. Via Ancarano è conosciuta anche come ‘la via delle vedove’ a causa delle numerose morti per neoplasie. In questa piccola ‘terra dei fuochi’,  paradossalmente, a poche centinaia di metri sono stati realizzati due asili, uno a largo Rotello e uno a via Rosciano. La battaglia dei cittadini inizia dal 2005 quando si costituiscono in comitato. I dati raccolti hanno fatto emergere un eccesso anomalo di patologie come tumore al cervello, leucemie e asportazione totale della tiroide. Nel 2000 i rifiuti tossici presenti nel sito sono stati spostati di circa 150 metri per consentire il passaggio della TAV. Nel 2005 è iniziato il percorso di bonifica, sono stati portati via i rifiuti ma i cittadini sono ancora oggi in attesa della dismissione del sito che prevede lo stoccaggio completo fino ad arrivare ad una verdizzazione dell’area in cui dovrebbe nascere un parco pubblico finanziato grazie alle risorse Tav per opere di mitigazione ambientale.

discarica castelverde (interviste)‘La terra dei fuochi’. La discarica di Castelverde si trova in una parte del VI Municipio già fortemente segnata dal punto di vista ambientale. A due passi, nel quartiere di Rocca Cencia, sorge lo stabilimento Ama, che fino alla metà degli anni ‘90 annoverava anche

l’inceneritore. Anche in questa zona è molto alta l’incidenza di gravi patologie, dagli esiti spesso infausti. Ricordiamo inoltre che a Corcolle e Lunghezzina negli anni ‘70 sono stati immortalati terreni agricoli che fumavano. Per finire con il nuovo progetto dell’ecodistretto che sarà realizzato sempre a Rocca Cencia, contro cui la cittadinanza sta facendo una dura opposizione. Poco più avanti sono stati scoperti due terreni inquinati, utilizzati come discarica in passato di rifiuti sanitari e tossici. Aree sequestrate ma dove ancora oggi pascolano indisturbate le pecore.

discarica castelverde (riprese)Comitato Discarica Castelverde.  Ad accompagnarci nella nostra video inchiesta sono stati Daniela Ferdinandi e Fabio Giustini, rispettivamente presidente e vicepresidente del comitato. Durante la visita sul sito della discarica di Castelverde spiegano: “Abbiamo chiesto un’indagine epidemiologica e invece ci mettono un’antenna SRB con la disponibilità del Municipio che dice che sta applicando la legge Gasparri, ma la legge prevede il principio di precauzione. Non fanno la bonifica nonostante ci siano le risorse e invece ci mettono un’antenna? Stiamo morendo a mazzetti!”.

I ‘sopravvissuti’. Nel drammatico reportage realizzato sul sito della discarica abbiamo incontrato numerosi cittadini, vittime inconsapevoli di quel mostro ambientale a pochi passi da casa loro. “Sono stato operato di un carcinoma – racconta il signor Ferroreto –  allo stomaco nel 2010. Abito qui da 43 anni. Non sapevamo che era una discarica che faceva male così, vedevamo che scaricavano di notte. Mia nipote che abita qui vicino è morta con un tumore in testa a 41 anni”. Pochi metri più in là abita la signora Nadia Cicetti che racconta tra le lacrime: “Nel 2010 è morta mia madre di 69 anni con una leucemia fulminante e mio cognato 15 giorni prima di 66 anni con tumore allo stomaco. Mio padre è portatore di pacemaker e cardiopatico. Ora con l’installazione dell’antenna e le conseguenti radiazioni significa ucciderlo. Io sono malata di tiroide di hashimoto cronica che non posso operare. Qui dietro dopo 3 mesi è morto un altro di leucemia ed era molto giovane. Che tutela abbiamo noi?”.

‘Via delle vedove’. Sulla toponomastica si chiama via Ancarano, in realtà a Castelverde è ormai tristemente conosciuta come la ‘via delle vedove’ a causa dei numerosi decessi per malattie tumorali. Proprio in questa strada dovrebbe essere installata l’antenna SRB. Incontriamo un gruppo di cittadini che si fa portavoce di un dramma da troppo tempo rimasto inascoltato. “Mia moglie – racconta il Sig. Giulietti – ha un miloma multiplo, dal 2005 che fa la chemioterapia. Abitiamo qui dal ‘70. Abbiamo saputo dopo della discarica prima non si sapeva. Quando ce ne eravamo accorti era già troppo tardi”. Una delle tante vedove di via Ancarano è la signora Torrini che racconta: “Mio marito è morto di neoplasma polmonare l’anno scorso. Abitiamo qui dal 77, siamo venuti qua per stare in campagna e invece siamo venuti dentro una bomba. Di fronte a me è morto un signore di tumore al fegato”. Un altro signore visibilmente commosso racconta il calvario di sua moglie, Lidia De Paolo:  “Sono 40 anni che abito qui mia moglie è morta in due mesi di tumore al cervello. Aveva 59 anni”. Tra le lacrime il signor Riccardo Rosi:  “Noi viviamo nel terrore, adesso ci troviamo questa cosa che ci viene addosso”. Sopravvissuto ad un tumore al cervello il signor Angelo Orsini: “Dopo il tumore, sono stato operato al cuore e alla prostata. Ho 86 anni abito qui dal 90. Ogni giorno che passava sentivamo queste disgrazie e ormai ci stavamo dentro. Quelli che hanno dato il permesso di mettere l’antenna sul tetto della loro casa hanno perso un figlio”. Un altro testimone riferisce che sia lui che la moglie sono stati operati di tiroide. La signora Gabriella Verolini, vedova, racconta: “Mio marito è morta di mal di cuore e aneurisma. Abitiamo qui dal 66 della discarica non sapevamo niente, siamo venuti qui per stare tranquilli”.

L’esposto. Il video de La Fiera dell’Est ha suscitato l’attenzione della Polizia di Roma Capitale. I rappresentanti del Comitato Discarica Castelverde nel pomeriggio del 16 novembre hanno presentato un esposto per sottoporre agli organi giudiziari quanto sta avvenendo nelle zone limitrofe alla discarica. Un primo passo che speriamo porti ad una verifica dell’incidenza tumorale rispetto alla presenza del sito inquinato. “La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano” (Martin Luther King).

Federica Graziani

 

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