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Discarica Castelverde, spariscono le opere Tav

Discarca CastelverdeDalla scoperta della discarica alla sua bonifica, tuttora in corso, erano stati stanziati 3 milioni e 148 mila euro da RFI per la realizzazione di un’area verde. Che fine hanno fatto?

Nell’area di Castelverde, tra via Castellato e via del Casalone, nacque una discarica abusiva all’interno della cava dei selci. Dal 1983 si iniziò, ogni giorno, a scaricare rifiuti di cantiere, olii esausti, gomme e batterie: in altri termini, “rifiuti speciali”. Fino a quando, nel 1994, con i lavori della Tav, la discarica venne alla luce, e con lei il sequestro penale che la magistratura aveva posto sul terreno. Da allora iniziarono lavori indirizzati al semplice stoccaggio, per spostare i rifiuti di appena 100-200 metri, protraendosi fino al 2005. Nella prima fase il progetto di bonifica è stato caratterizzato dall’asportazione dei rifiuti tossici e l’ inertizzazione di quelli rimasti. La seconda fase, ancora non avviata, aveva previsto un accordo con la Rete Ferroviara Italiana (RFI) e il suo finanziamento di oltre 3 milioni di euro.

Cosa ne è oggi della discarica? Sempre lì, sotto sequestro, di difficile accesso. Gli operai e la polizia lavorano per conto della magistratura, effettuano carotaggi e vigilano sull’enorme telo bianco sotto il quale non è dato sapere cosa si nasconda e che fa da cornice alla sinistra vasca di raccoglimento dell’acqua.

Nel corso degli anni, grazie alle indagini della polizia e della magistratura, sono stati effettuati controlli anche da parte dell’Arpa Lazio, la quale tuttavia non ha mai dichiarato una situazione di pericolo, anzi. Tutto sembra essere a norma per l’ambiente, nonostante il disastro che abbiamo descritto e che i cittadini di Castelverde e Lunghezza vivono da oltre trent’anni. Ancora più recentemente, alla commissione tenutasi al Municipio VI il 29 settembre scorso, l’Arpa e la Regione hanno espressamente detto che, in generale, la situazione ambientale di Roma è ampiamente nei limiti, e che quindi non si devono fare allarmismi.

Eppure, è bene ricordarlo, le diossine spariscono dopo decenni; che la discarica di Castelverde è solo un esempio del livello di inquinamento che registriamo nel Municipio VI e in tutta Roma Est (altro esempio emblematico il parco di Centocelle). Il dubbio, quindi, è lecito. Soprattutto se si pensa che proprio nella zona dove insiste la discarica c’è via Ancarano, la cosiddetta ‘Via delle Vedove’ dove sono frequenti i decessi per leucemie e tumore al cervello. “Stiamo morendo a mazzetti” denunciavano i cittadini tempo fa durante le riprese di un documentario realizzato dalla nostra testata. Documentario che stimolò l’intervento del Gruppo SPE della Polizia di Roma Capitale che venne a fare sopralluoghi sul posto in seguito anche ad un esposto presentato dal Comitato Discarica Castelverde a firma di Daniela Ferdinandi e Fabio Giustini.

Nonostante la raccapricciante vista del telone bianco intorno alla vasca d’acqua fetida, la destinazione finale di quest’area, secondo le intenzioni iniziali, è ancora a uso parco. La discarica che insiste sul quartiere di Castelverde dovrebbe quindi trasformarsi in uno spazio verde con palestra, campi da calcetto e calciotto, prevedendo anche per l’adiacente Lunghezza un suo “guadagno” da questa spiacevole situazione che ormai perdura da oltre trent’anni. A Lunghezza, infatti, attingendo sempre ai 3 milioni e 148mila euro, sarebbero previsti una piscina e un centro anziani. Questo fino al 2012.

Il primo bilancio capitolino della breve esperienza Marino, nel 2013, elimina la voce “Castelverde” dal finanziamento. Invece di procedere come previsto, ovvero suddividere la somma totale tra i due quartieri divisi dalla discarica, si elimina del tutto la spesa per Castelverde. Non solo: non è che l’intera somma va a Lunghezza. No. A Lunghezza va, giustamente, la metà della somma pattuita con RFI, mentre l’altra metà, semplicemente, non si sa che fine abbia fatto. Due anni più tardi, nel 2015, la delibera 189 di Giunta sancisce un nuovo atto negoziale con RFI che non fa più riferimento a Castelverde.

Durante la Commissione Ambiente che il Campidoglio ha tenuto il 14 febbraio in esterna, in sopralluogo proprio in questa discarica, Daniela Ferdinandi, Presidente del Comitato di Quartiere di Castelverde, ha allegato agli atti documenti riguardanti proprio questa storia: soldi stanziati, stranamente scomparsi dal bilancio. Da ulteriori indagini, inoltre, sembrerebbe risultare a Daniela Ferdinandi che il Comune di Roma stia pagando da decenni l’ affitto al proprietario della discarica. Della serie: oltre il danno, la beffa. Flavio Quintilli

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