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Diplomati magistrali, il Consiglio di Stato esclude 50mila insegnanti dalle graduatorie

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Il possesso del Diploma Magistrale non è più titolo sufficiente per essere assunti: potranno fare solo supplenze.

A nulla sono valse sette precedenti sentenze favorevoli ai Diplomati Magistrali. Dopo anni di battaglia nei tribunali, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha stabilito in via definitiva che“il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento del personale”.

Il Coordinamento Diplomati Magistrali, che ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al Miur l’8 gennaio, denuncia che la decisione del CdS “colpisce decine di migliaia di lavoratori precari della scuola e potrebbe aprire la strada a un enorme licenziamento di massa”.                                                                                                Secondo la Ministra dell’Istruzione Fedeli “la sentenza va applicata, ma bisogna calcolarne l’impatto e le conseguenze. Per questo ho convocato una riunione il 4 gennaio”. Grazia Muggianu, maestra elementare che fa parte del coordinamento Diplomati Magistrali, spiega: “Ora si sostiene che la nostra abilitazione è ormai datata e di genere atipico, e che noi diplomati non siamo sufficientemente formati per poter firmare un contratto a Tempo Indeterminato e accedere al ruolo, perché privi di Laurea.Tuttavia, insegniamo nelle scuole con contratti annuali, senza limitazioni didattiche e gestionali. Possiamo valutare, scrutinare e prendere parte alla vita scolastica a360°, assumendoci tutti i doveri e le responsabilità legate al ruolo di insegnanti.Però solo fino al 30 giugno. Il problema allora sembra essere anche economico e legato al risparmio sui mesi in cui i precari stanno a casa e non percepiscono lo stipendio”.

Da sentenza del 2012, il Diploma Magistrale conseguito fino all’anno 2001/2002 era abilitante all’insegnamento, per cui i diplomati avevano diritto all’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (ex Permanenti), in quanto in esse sono iscritti i docenti in possesso di abilitazione. Tali graduatorie erano utilizzate per l’assunzione in ruolo, nel limite del 50% dei posti annualmente autorizzati. Nel 2006 il ministro Fioroni (con la legge 296) privò il Diploma Magistrale del suo valore abilitante, declassandolo ad una idoneità che relegò i Diplomati nella Terza Fascia d‘istituto(riservata a docenti non abilitati), dalla quale continuarono comunque ad insegnare. Nel 2014 il ricorso portato avanti da un’associazione di categoria portò il Miur a riconoscere che i Diplomati Magistrali, in possesso da sempre di un titolo abilitante all’insegnamento, erano stato irregolarmente relegati in Terza Fascia, restituendo il valore abilitante del titolo Magistrale, ma senza permetterne l’inserimento in Graduatoria.                                                                                                                               “Una volta riottenuta quell’abilitazione che non avrebbero mai dovuto perdere, e quindi il diritto a stare nelle Graduatorie ad Esaurimento (poiché l’unico requisito necessario era il possesso all’abilitazione dell’insegnamento) – spiega il Coordinamento Diplomati Magistrali – nel luglio del 2014, con un primo ricorso volto al riconoscimento di tale diritto, iniziarono una lunga serie di contenziosi in cui abbiamo vinto ben sette sentenze passate in giudicato, tutte a firma del Consiglio di Stato e di alcuni Giudici del Lavoro. Queste sentenze inserirono nelle Graduatorie ad Esaurimento quasi 40mila diplomati abilitati, 12 mila dei quali firmarono un contratto a Tempo Indeterminato, superando l’anno di prova a giudizio di una commissione che ne certificò la competenza e la capacità a svolgere il ruolo di insegnante”.                                                                                                                                        La posizione del Coordinamento Diplomati Magistrali è che la recente sentenza del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria, “ha rovesciato l’orientamento giuridico consolidato e sconfessato se stesso, prendendo una decisione illogica e nefasta, avendo respinto un ricorso identico a quelli finora passati, adducendo come motivazione la tardiva impugnazione dell’atto lesivo del diritto dei Diplomati a stare nelle Graduatorie ad Esaurimento. Motivazione che il CdS, con una sentenza del 2015, aveva già confutato e superato. Il CdS prende una decisione gravissima che colpisce decine di migliaia di lavoratori della scuola italiana con anni di precariato alle spalle, e apre la strada a quello che si prospetta essere il più grande licenziamento di massa dal dopoguerra ad oggi a firma di un governo.” Prima della creazione del corso di Laurea in Scienza della Formazione Primaria, l’unico titolo abilitante alla professione di insegnante era quello rilasciato dalle Scuole e dagli Istituti Magistrali. Titolo che, in base al DPR firmato da Scalfaro il 23/7/1998 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 settembre dello stesso anno, conserva in via permanente il valore legale e abilitante all’insegnamento nella Scuola Primaria“.

Se il Miur non avesse relegato in Terza Fascia i docenti e avesse riconosciuto il valore abilitante del Diploma Magistrale, migliaia di persone non si troverebbero oggi in questa situazione drammatica. Per tale ragione i Diplomati Magistrali non hanno intenzione di rimanere inerti ad attendere il proprio licenziamento ma hanno deciso di lottare e mobilitarsi per pretendere la soluzione di un problema che lo Stato stesso ha causato loro. Inizieremo con la mobilitazione dell’8 gennaio in cui saremo davanti al Miur dalle 8 alle 18, e continueremo la nostra mobilitazione in varie forme al fine di far comprendere a tutti quanto grande sia l’ingiustizia che stiamo subendo a causa dell’ennesimo governo che anziché tutelare i diritti dei cittadini li calpesta ignobilmente”. Sebastiano Palamara

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