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Differenziata, un percorso ancora troppo dispendioso

Bonessio NandoLa raccolta differenziata comporta ben poche novità rispetto all’attuale smaltimento dei rifiuti. Nando Bonessio, Presidente dei Verdi Lazio, ci ha spiegato la situazione.

Il nuovo progetto di raccolta differenziata prevede due metodologie: la prima, più comune, è la raccolta porta a porta (che può essere domiciliare o condominiale) e la seconda, la raccolta differenziata stradale. “Rispetto al passato si separano meglio il vetro e l’organico, i quali avranno, dunque, due contenitori diversi”, ci spiega Bonessio. Dal momento in cui verrà attuata, avremo a disposizione ben cinque bidoni: uno per il vetro, uno per il materiale ultra-leggero (quindi plastica e metalli), uno per la carta, uno per l’organico ed un ultimo per il prodotto indifferenziato. Sfortunatamente, come già sperimentato dalle zone Montesacro (III Municipio) ed Eur, questo tipo di raccolta differenziata non offre i risultati tanto sperati. Ed il motivo è semplice. In molti posti dell’Italia del nord, appena entrata in vigore la raccolta differenziata porta a porta, sono stati fatti sparire i cassonetti stradali. Lo stesso, però, non è avvenuto nelle zone romane.

“In questo modo -  afferma Bonessio – il cittadino si sente deresponsabilizzato, non essendo realmente costretto a seguire il processo di differenziazione dei rifiuti”. Un altro grande ostacolo al successo della differenziata è la mancanza di impianti per la lavorazione dei rifiuti nel Lazio. “In questa regione non ci sono gli impianti per lavorazione di vetro, plastica ed  organico. In questo modo siamo costretti ad inviare parte dei rifiuti in altre parti d’Italia come il Veneto per l’organico e l’Emilia e la Toscana per la plastica ed il vetro”. Ma non finisce qui. Il cosiddetto multi-materiale, cioè i prodotti contenenti plastica o metallo, ha un valore di mercato inferiore ad una plastica separata. Se vengono buttati insieme, questi materiali dovranno essere successivamente divisi da qualcuno. E questo comporta ad una spesa. Nei paesi dove la raccolta differenziata raggiunge percentuali molto alte, come nella città di Philadelphia, che è riuscita ad ottenere un ottimo 70%, vi sono ulteriori livelli di separazione.

“Addirittura, oltre a dividere la plastica dal metallo, si occupano della separazione del ferro dall’alluminio”, continua a spiegarci. Fortunatamente, possiamo anche prendere in esempio alcune città italiane del nord, dove il vetro viene suddiviso per colore. Il motivo è sempre lo stesso: il prezzo di mercato del prodotto è superiore. Ma perché nel Lazio non vengono costruiti gli impianti dediti alla differenziata? “Per ottenere dei riscontri bisogna attuare un cambio di scelte di fondo. Si deve decidere di smettere di finanziare gli inceneritori, i quali bruciano carta, plastica e legno indifferenziatamente. Si deve investire in impianti di riciclo molto meno costosi e che offrono svariate prospettive di lavoro”, ci spiega Bonessio. Finché non si raggiungeranno alti valori di differenziata, non la smetteremo mai con discariche ed inceneritori: “Vogliono questo per il Lazio, non vogliono che si vada oltre”. E, nuovamente, anche qui il motivo è semplicissimo. Gli inceneritori producono corrente e, per questa ragione, vengono finanziati dallo Stato. Ma il guadagno non finisce qui! La corrente prodotta viene, infine, venduta all’Enel. Si tratta di un Super Business che molto difficilmente verrà fermato. Quindi, almeno per il Lazio, le prospettive di vincita e chiusura dei vari inceneritori, impianti biogas e discariche, sono molto lontane…

Come se non bastasse, anche la tassa sui rifiuti verrà modificata. Si passerà dalla TIA alla TARES (Tassa Ambiente Rifiuti E Servizi) che avrà un costo leggermente superiore. Il Comune ha deciso di far ricadere il 100% delle spese sulle tasche dei cittadini e, quindi, tutti quei viaggi verso il nord Italia ci costeranno un bel po’. E pensare che, nei Paesi dove la differenziata funziona, i cittadini più scrupolosi pagano delle tasse sui rifiuti veramente basse. “Paghi esclusivamente ciò che non riesci a differenziare. Così chi non ha voglia di dividere i rifiuti pagherà tutto in tasse”, ci spiega Bonessio.

Nonostante si tratti di una raccolta differenziata “poco differenziata”, noi cittadini non dobbiamo prenderla come una scusa per non seguire le nuove direttive. La salute e l’ambiente in cui viviamo vengono al primo posto, ed è per questo che, se tutti noi lottassimo uniti, se tutta Roma protestasse, riusciremmo a dimostrare che siamo molto più forti degli affari economici di coloro che speculano sulle vite umane.

Lucrezia La Gatta

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