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Degrado alle case popolari di via Ortona dei Marsi

da sx a dx Stefano Ciancola, Antonio Cicciotti,Monica Ronco e ZahalaLe abitazioni al civico 205 sono in condizioni disastrate. Colpa della mancata manutenzione e di tanta inciviltà.

Uno stabile di tre piani, 19 le famiglie che nel 2001 si sono viste assegnare una casa a Lunghezzina. Persone che lottano tutti i giorni per vivere dignitosamente: tra difficoltà di accesso alla propria casa, abbandono e in alcuni casi, assenza delle più comuni norme igienico – sanitarie, i residenti invocano gli interventi da anni attesi.

Le abitazioni, raccontano i residenti, erano state realizzate per i vigili del fuoco, ma sono state rifiutate. Così, dopo varie occupazioni e l’acquisizione del Comune, ecco che l’edificio in via Ortona dei Marsi viene assegnato: “Era ancora un cantiere quando sono arrivato qui – racconta Stefano Ciancola, uno dei residenti – e abbiamo fatto i picchetti per evitare che la rioccupassero. Abbiamo lottato per avere una casa e quando ce l’hanno assegnata, abbiamo lottato per conservarla. Per questo lamentiamo che non si può vivere così”.

Subito salta agli occhi il manto stradale: terriccio ormai smottato con enormi crateri che diventano pozzanghere: ”E’ molto pericoloso, soprattutto per i bambini – ricorda la signora Monica Ronca, altra abitante del palazzo –  abbiamo fatto asfaltare un pezzetto a nostre spese. Hanno sistemato ovunque ma qui davanti no. Si dimenticano di noi al punto che il navigatore non ci riporta”. In effetti, il civico 205 non risulta così l’intervento dei mezzi di soccorso in caso di necessità è davvero difficile.

Vicino alla struttura il terreno si presenta come una landa verde e rigogliosa che d’estate, raccontano, è a rischio incendio L’erba alta ed incolta, oltre ad ospitare serpenti e topi, è ottimo nascondiglio di calcinacci, elettrodomestici e pezzi di motorino. Nessuno sa a cosa sia stato destinato questo posto: un lavoro incompiuto, come del resto il muretto di recinzione dei giardini dello stabile.

Oltre al degrado visibile nelle scale, dal portone rotto, al citofono e le cassette della posta semi distrutte “le abbiamo cambiate noi” ricorda il signor Ciancola, le lampade sono state tutte rotte. In molti lamentano la presenza di infiltrazioni di acqua: “Abbiamo problemi di muffa in bagno, in cucina dove c’è anche una crepa importante e in camera di mio figlio – racconta la signora Zahala –abbiamo segnalato tante volte il problema alla Romeo ma, oltre a promettere un intervento, nient’altro”.

“Ci sono infiltrazioni perché manca la copertura isolante sul terrazzo – racconta Antonio Cicciotto, un altro residente – l’acqua dal solaio arriva fino al piano terra. Abbiamo chiesto l’intervento alla Romeo: ha risposto che è in attesa del via libera dal Comune. Così rinfreschiamo spesso la pittura per coprire la muffa, che ovviamente, la torna se non si isola il terrazzo”.

Un odore nauseabondo arriva dall’ultimo piano: il lavatoio è pieno di robaccia, di escrementi e c’è qualcuno che, coperto da un piumone dorme sul pavimento: ”Il terrazzo è stato adibito a cantina, ma è sporco. E’ necessaria la disinfestazione – racconta Ciancola, che ha proprio la cantina li- preferisco non andarci, anche quando ho bisogno di qualcosa. La gente che abita in questo palazzo crede ancora di stare in una occupazione, non si sono resi conto che le case gliel’hanno assegnate e devono averne cura”. Tra indifferenza degrado e inciviltà continuano a sopravvivere alcune famiglie. Che chiedono solo di condurre un’esistenza dignitosa.

Jessica Santini

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