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Dal Municipio VI tanti talenti nella Nazionale di Parahockey

32423029_10216760758793579_274360917435613184_nLa Nazionale di Parahockey ha nel suo vivaio molti campioni provenienti dal VI Municipio. Al Summer Games di Parigi saranno gli unici a rappresentare l’Italia. 

E’ una delle tante storie meravigliose che rendono fiera la periferia di Roma Est. Che danno speranza ai giovani sul fatto che dai margini si può emergere. Ancora più se i protagonisti di questa splendida avventura sono ragazzi con disabilità intellettive.

Provenienti da un territorio come il VI Municipio che offre pochi strumenti per riscattarsi, loro, i ragazzi della Nazionale Italiana di Parahockey sono l’esempio di come si possa combattere ogni ostacolo imposto e non e diventare dei campioni.

32408448_10216760758993584_8206294596859199488_nParteciperanno nel pomeriggio del 15 maggio ad un’amichevole con la Catalogna, dal I al 3 giugno scenderanno in campo per i Campionati Italiani per poi partecipare dal 22 al 24 giugno ad una sfida a Barcellona. Saranno però i Summer Games di Parigi, dal 14 al 22 luglio, dove saranno gli unici a rappresentare l’Italia, a mettere la sigla definitiva di “campioni” ai ragazzi della Nazionale di Parahockey.

Direttore Tecnico della squadra è Marco Carboni che racconta: “Questa avvincente sfida è nata 10 anni fa quando avevamo un gruppo di 10 ragazzi con disabilità intellettive provenienti da Tor Bella Monaca. Giocavano in diverse squadre del territorio come l’ASD Disabili Romani, la Polisportiva Archetto, l’ASD Mercurio e l’ACLI VIII. Queste quattro società sono diventate per noi un vivaio di talenti. Ogni squadra era riuscita a formare una cinquantina di ragazzi e ci allenavamo nella scuola di Via Merlini  e in via Muraccio dell’Archetto. Oggi sono gli 8\12 della Nazionale Italiana”.

32687905_10216760759633600_6566757790151344128_n“Questa società sono diventate il nostro vivaio. L’hockey è uno sport di III livello perchè hai tre elementi da gestire, il corpo, il bastone e la palla. Il fatto che dei ragazzi disabili riescano a livelli così alti ad emergere è una cosa eccezionale. E’ uno sport molto costoso purtroppo ma io riesco a trovare grazie ai miei contatti materiale usato a prezzi concorrenziali. Per giocare ad hockey basta un prato curato ma purtroppo il territorio non offre spazi adatti a questa attività e i ragazzi, a causa dei numerosi disservizi in tema di trasporto, devono raggiungere via dell’Acqua Cetosa o l’Eur. Insomma fare sport in periferia non è certo facile, ci sono centinaia di ostacoli da superare. Sarà per questo che la grinta e la tenacia sono un tratto distintivo di questi giovani”.

Una delle tante storie a lieto fine della periferia romana, dove alla disabilità e l’assenza delle Istituzioni si combattono con il coraggio e la determinazione Federica Graziani 

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