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Dal governo 260 milioni per Roma Capitale

Piazza_del_Campidoglio_RomaMaggiori fondi riconosciuti a Roma per il suo ruolo di Capitale e grazie all’allentamento del Patto di Stabilità interno. Ma il debito miliardario resta.
Roma è salva, quasi ufficialmente. La nuova Legge di Stabilità, varata la settimana scorsa dal governo di Matteo Renzi, prevede 110 milioni di euro per la Capitale, che rendono di fatto operativo il decreto Salva Roma approvato nel febbraio scorso. I nuovi fondi provenienti dal governo centrale riconoscono alla città il suo ruolo di Capitale d’Italia ei costi maggiori che ne derivano. I 110 milioni di euro stanziati dal governo permetteranno alla Giunta Marino di tirare una boccata d’aria sia per la gestione della spesa corrente e sia per il processo di risanamento finanziario cominciato nel 2008. Ma non solo, perché la Legge di Stabilità 2015 prevede anche l’allentamento del Patto di Stabilità interno per tutti i comuni italiani: in sostanza Roma Capitale potrà spendere di più in investimenti e infrastrutture; almeno 150 milioni di euro l’anno. Insomma, grazie alla nuova finanziaria, il Campidoglio avrà a disposizione quasi 260 milioni di euro: una cifra non da poco, che apre la possibilità d’investimenti importanti e cancella potenziali nuovi alibi del Sindaco Ignazio Marino.
I due bilanci – Dal giugno del 2008, Roma presenta in concreto due bilanci: uno è quello del Comune – lo scorso anno in rosso di circa 550 milioni di euro – l’altro è quello della Gestione Commissariale, gestita dal Prof. Massimo Varazzani. La Gestione Commissariale, in particolare, nacque nel 2008 durante il passaggio di consegne tra Walter Veltroni e Gianni Alemanno: in quel momento il Comune di Roma aveva un debito pregresso superiore ai 16 miliardi di euro e si decise di spostare la somma in una nuova struttura amministrativa, la Gestione Commissariale appunto, il cui unico scopo sarebbe stato l’abbattimento del passivo. Di fatto, senza la creazione del Commissario, il Campidoglio sarebbe sicuramente andato in default. Dopo 6 anni, il debito ammonta oggi a circa 8,5 mld di euro.
Il piano di rientro- Per ripianare il debito multimiliardario, ogni anno il Comune di Roma e lo Stato versano una cifra intorno ai 600 milioni di euro nelle casse delle Gestione Commissariale. Le cose tuttavia non sono così semplici, perché dal 2008 a oggi il Comune di Roma ha contratto altri debiti e ora ha i bilanci di nuovo in rosso. Dopo tutto il caos del dicembre scorso, con la Giunta Comunale incapace di approvare il bilancio, in febbraio è intervenuto il governo con il Salva Roma, che ha concesso alla gestione commissariale di girare dei soldi al Campidoglio per ripianare la spesa corrente. Un travaso di soldi tra un’amministrazione e l’altra in sostanza, che nell’immediato ha risolto l’ingorgo finanziario in cui si era infilato il Comune ma che non può durare per sempre. I 110 milioni di euro servono proprio per evitare altri travasi e ulteriori decreti d’urgenza, nella speranza di non trovarsi tra due anni al punto di partenza.
Alessandro Iacopini

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