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Da PTV a IRCCS? Studenti e associazioni chiedono un incontro a Zingaretti

Il Policlinico rischia di diventare un Istituto di Ricovero a Carattere Scientifico, gestito dalla fondazione privata del Presidente della Regione. Al centro sociale di Tor Bella Monaca si crea una base popolare di protesta, obiettivo: chiedere un incontro pubblico coi dirigenti dell’ospedale. 
Il 21 gennaio nella sede di “El Chentro Sociale” di Largo Mengaroni, Tor Bella Monaca, si è discusso in modo concreto sulle azioni da intraprendere per fermare il processo di privatizzazione del Policlinico Tor Vergata. Presenti il comitato Cinecittà Bene Comune, uno dei medici dell’ospedale, Francesco Russo, la responsabile di Medicina Solidale Lucia Ercoli, esponenti del M5S locale con la Consigliera Mammì, gli studenti della seconda Università Romana più vari ex pazienti della struttura. Al centro della discussione il preoccupante processo di chiusura al territorio che vede protagoniste le due fondazioni che gestiscono il Policlinico.
“La fase di gestione sperimentale attuata dalla Fondazione ‘Policlinico Tor Vergata’ – sentenzia la Ercoli – si è rivelata un fallimento. Risulta evidente analizzando l’intasamento cronico del Pronto Soccorso (ancora DEA di primo livello) e dell’OBI, le attività chirurgiche paralizzate, le sale parto non aperte, le liste d’attesa per i trapianti lunghe anni. Neurochirurgia è decaduta, non ci sarà un’area trauma. E come se non bastasse si vuole trasformare l’ospedale in un Istituto di ricerca a carattere scientifico”. L’Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico (IRCCS) è un polo di eccellenza che si cura solo di specifiche attività di ricerca clinica. In pratica se un malato al Pronto Soccorso non presenta una delle patologie indicate e studiate dall’istituto viene caricato su un’ambulanza e spedito all’ospedale preposto per quella patologia, delle volte anche a decine di chilometri di distanza. Il Policlinico già si sta muovendo in tale direzione: i medici affermano che dal Pronto Soccorso stanno dimettendo i malati non gravi. Invece di rispondere alle insistenti domande le fondazioni si chiudono a riccio. Dice Russo: “Il bilancio preventivo così come quello consuntivo del 2013 delle due gestioni non sono scrutabili dal sito del PTV. Non hai diritto ad accedere alla relazione tecnica del Direttore Amministrativo né a quella del revisore dei conti. È proprio questo il problema, i soldi vengono sprecati senza che ci sia confronto con le parti sociali e con i sindacati”.
Su questo punto con la partecipazione degli studenti dell’Università Tor Vergata e di Cinecittà Bene Comune verrà chiesto un confronto con il Direttore Generale dell’ospedale e il Presidente della fondazione PTV, da giugno 2013 Nicola Zingaretti, anche Presidente della Regione. In tal caso sarà finalmente possibile porre a Zingaretti alcune delle domande che in molti si fanno: Quali e quanti sono i deficit di un ospedale che ogni anno spende 1,5 milioni per importare sangue dalle altre regioni? Perché non c’è un medico per visitare un bambino? Perché non vengono pubblicati i bilanci? Perché in molti casi figura un solo anestesista per tre sale operatorie? Perché non c’è dialogo con le parti sociali? Questi quesiti troverebbero rapida risposta se il PTV invertisse la rotta rifiutando la privatizzazione per aprirsi a università, sindacati e associazioni.
Manuel Manchi

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