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Da ‘marchetta’ a cambiale. Il 5 Stelle annulla la delibera di Scipioni e ‘sfratta’ gli anziani dalla Collina della Pace

consiglio-gli-anziani-manifestano-in-difesa-del-centroIl primo atto concreto dell’Amministrazione 5 Stelle sceglie di trasferire gli anziani del CSA Pierino Emili dalla Collina della Pace: “Hanno già il loro centro in via Massa Silani”.
La Collina della Pace di Finocchio si è trasformata in un teatro di guerra, a causa del casaletto accanto alla biblioteca. Il tema è sensibile e molto sentito in quella che è una delle borgate più storiche del VI municipio di Roma. Così, quando il 10 marzo è stata convocata una commissione congiunta Patrimonio/Politiche Sociali/Cultura, l’aula del Consiglio è stata letteralmente invasa dagli anziani, che con cartelli e cori chiedevano a gran voce ai politici pentastellati di ripensarci. Tuttavia niente: la commissione decide e porta il parere in Consiglio. Ma prima delle spiegazioni.
Le delibere e i verbali
consiglio-il-presidente-romanella-osserva-dallalto17577745_10212638251613476_563747086_nTra 2001 e 2002 i territori vengono confiscati a Nicoletti, ex tesoriere della Banda della Magliana, e in base alla legge 109/1996 restituito alla collettività, la quale in un sondaggio a scuole e alunni si è espressa a favore della creazione di un centro polifunzionale e di una biblioteca. Questa volontà venne allora seguita nel 2007, quando la giunta guidata da Veltroni deliberò che nel parco appena dedicato a Peppino Impastato dovevano essere realizzati una biblioteca e un centro culturale e associativo. Il CSA Pierino Emili, prima dell’aprile 2016, era nei locali di via Massa Silani, ovvero in una ex scuola d’epoca fascista del 1938. Che motivo e diritto avrebbero, dunque, di “occupare” il casaletto della Collina, contrariamente a quanto indicato da Veltroni? La risposta è nello “Schema di deliberazione che si sottopone all’approvazione del Consiglio del Municipio” del 29 gennaio 2016, con le “Linee di indirizzo per il trasferimento del CSA Pierino Emili”. In calce, leggiamo che gli anziani hanno fatto presente che “Tale struttura è priva di aree verdi pubbliche e di parcheggio e non è più conforme alle norme vigenti in materia di edilizia residenziale ivi comprese quelle sulla sicurezza pubblica”. E infatti, come dice il presidente del CSA Franco Grimolizzi, “sono 15 anni che aspettiamo un nuovo centro anziani”.
commissione-i-cartelli-per-difendere-il-centro-anzianiGià l’amministrazione di centrodestra, che nel Municipio era guidata dall’allora presidente Lorenzotti, si era espressa favorevolmente alle richieste degli anziani. Lo stesso Alemanno era venuto a promettere che il casaletto, di prossima ultimazione, sarebbe stato loro assegnato. Infatti nella decisione 14 del Consiglio Municipale, la Giunta vota unanimamente “affinché trovi futura collocazione nel ristrutturando edificio della Collina della Pace”.
A realizzazione ultimata è quindi l’ex presidente Scipioni a portare avanti il trasferimento. In data 29 gennaio 2016, leggiamo nel documento di cui sopra, l’allora Direttore del Municipio dott. Vitaliano Taccioli ha espresso il parere che di seguito si riporta: “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del D L.gs n.267/2000 (T.U.E.L.) si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica – amministrativa della proposta di deliberazione indicata in oggetto [Linee di indirizzo per il trasferimento del CSA Pierino Emili da via Massa Silani a Collina della Pace – via Bompietro – via Capaci, ndr]”, firmato anche dal Direttore della Direzione Socio Educativa dott. Franco Contarini. Ancora, l’ex Direttore apicale dott. Taccioli ha attestato nel medesimo documento “la coerenza della proposta con i documenti di programmazione”, sempre con la firma anche del dott. Contarini. Così la Giunta approvò le linee che portarono, il 13 aprile 2016 alla “consegna d’urgenza e in via provvisoria delle aree e dei manufatti siti in via Bompietro e via Capaci loc. Collina della Pace”, e relativa consegna delle chiavi del Franco Grimolizzi, presidente del Centro Anziani Pierino Emili. Infine la Giunta Scipioni cadde, e non si ebbe, a seguito della delibera, la determina del Direttore apicale. Un iter amministrativo interrotto all’ultima firma.
La commissione del 10 marzo. Diversi cartelli denunciano l’operazione Cinque Stelle. “Centro anziani? No! Meglio un bar a 5 stelle! Vergognatevi! Cosa direte ai vostri nonni?”, facendo riferimento ad alcune voci, non ufficiali e sempre smentite dalla maggioranza. Oppure “Dove sta Romanella? Eppure ha fatto la sua campagna elettorale nel centro ora ritenuto abusivo”, o anche un cartello che paragona gli anziani a dei pacchi postali da spedire di qua e di là. I toni sono da subito accesi, tanto che il Presidente della Commissione Patrimonio Giancarlo Colella ha esordito così: “Pregherei il rispetto e di poter portare avanti i lavori, altrimenti sospendo e continuiamo a porte chiuse”, a cui risponde Angelo Colagrossi, membro del CSA: “Non c’è bisogno di minacce velate”. I lavori iniziano, si espone il problema: tra tutti i documenti che parlano del trasferimento del CSA alla Collina manca la firma finale del Direttore apicale per la determina dirigenziale.
Colella: “Abbiamo fatto riferimento alle carte. Il ‘coRAGGIo’ presentato in campagna elettorale serve a ripristinare la legalità”.
Annullare la delibera di Scipioni, per la maggioranza, significa riportare lo status quo precedente, senza però considerare gli spazi in cui dovrebbero ritornare  gli anziani: se i locali erano “fatiscenti”, come scritto nello “Schema di deliberazione” del gennaio 2016, come saranno oggi dopo quasi 12 mesi di abbandono? “Sono stati visti topi, persino serpenti”, dicono alcuni degli anziani esasperati. “L’assenza degli assessori e del Presidente Romanella lascia di stucco”, interviene Fabrizio Compagnone (PD), che spiega come ormai “il danno sia stato fatto”. Lui infatti non era d’accordo con la delibera Scipioni, ma oggi, a 12 mesi quasi di distanza, che alternativa hanno gli anziani? “Non possono essere riadeguati i locali di via Massa Silani. Dovete spiegare ai cittadini, non puntare subito al voto per risolvere questa pantomima”. Della stessa opinione il capogruppo democratico Dario Nanni, che si chiede: “Se il Centro Anziani non può stare sulla Collina, dove devono andare gli anziani? Se non diamo loro alternative cosa faranno? Io li conosco, abito a Finocchio. ‘Questi’ fanno le barricate”.
Per Laura Arnetoli, capogruppo Movimento 5 Stelle, gli anziani non vengono sfrattati, in quanto quei locali non sono mai stati assegnati loro. Infatti, è bene ricordarlo, per il Municipio la sede ufficiale del CSA Pierino Emili è in via Massa Silani. Silvia Foriglio aggiunge: “La delibera non aveva ottenuto il parere dell’ufficio tecnico e dell’ufficio sociale, perché le due strutture sono unite”. Il casaletto è collegato infatti sottoterra con la biblioteca adiacente, e nonostante il 13 aprile 2016, nel verbale di consegna al Patrimonio del Municipio VI delle aree e dei manufatti siti sulla Collina della Pace, si convenga che “il Municipio VI – delle Torri si impegna a provvedere ai lavori necessari per la compartimentazione dei locali condivisi con il casale assegnato all’Istituzione biblioteche e a curare i lavori di separazione delle utenze e dell’allarme”, i lavori non sono partiti. Il Presidente Scipioni era infatti agli sgoccioli e di lì a breve finì il suo mandato, lasciando incompiuto l’iter che aveva avviato e sulle cui mancanze ora i 5 Stelle vogliono intervenire. Per la consigliera Strippoli (FdI) “Questo è un accanimento nei confronti degli anziani”, e l’annullamento della delibera di Scipioni viene votato favorevolmente dai consiglieri di maggioranza Arnetoli, Cerbara, Colella, D’Ariano, Fabri Zuccarelli, Foriglio, Ilaria, Muzzone, Stabellini e Tassi. Questa delibera che annulla la precedente sarà discussa al prossimo Consiglio Municipale.
A fianco degli anziani è il Nuovo Comitato di Quartiere Borghesiana 2, il cui presidente Pietro Giansanti ritiene che prima di annullare questa delibera si dovrebbe pensare a un’alternativa da offrire loro. Anche secondo Fernando Liverotti, dell’Associazione Commercianti di Finocchio, “Esistono alternative percorribili. Il vecchio CSA è inappropriato e non è necessario che venga eliminato dalla Collina della Pace per realizzare lo spazio Zero99. Via Massa Silani è in salita, stretta e non consente accessibilità a tutti, soprattutto ai disabili. Si sta creando un problema sociale: spostare nuovamente gli anziani in una struttura fatiscente come quella di via Massa Silani non credo sia rispettoso per la profonda dignità che gli anziani di questa borgata dovrebbero meritare”.
Il Consiglio Municipale “sfratta” gli anziani. “Con tutto questo dispiegamento di forze credevo ci fossero i black block”, avrebbe detto nel corso dei lavori Dario Nanni, capogruppo PD. Una quindicina tra agenti della Polizia Locale, della Polizia di Stato e agenti della Questura, chiamati a mantenere l’ordine, e forse “distolti dal loro lavoro”, per dirlo alla maniera di Nanni, presenti in Consiglio per togliere cartelli e pettorine da chi voleva manifestare il proprio dissenso. “Si faceva in altri tempi”, dicono dal pubblico alcuni anziani alludendo alla censura fascista.
Prima dell’appello sono intervenute numerose persone, con ben 11 interventi tra chi ha osteggiato il ripristino dello status quo ideato da Veltroni e chi lo ha invece favorito. Non sono mancati fischi e polemiche tra le due parti, soprattutto da parte degli anziani che si sono sentiti attaccati e provocati su più fronti. Soprattutto gli interventi di Andrea Colafranceschi (Libera), Noris Pivetta e Luigi Di Bernardo (Associazione di Quartiere Collina della Pace) sono stati ripetutamente interrotti, costringendo il Presidente del Consiglio Alberto Ilaria a sospendere i lavori più e più volte. Intanto, nel subbuglio generale, il Presidente del Municipio Romanella è al piano superiore che si affaccia di tanto in tanto per vedere e sentire come vanno le cose. A lungo ci sono state grida che chiedevano a Romanella, visto, di scendere, di rispondere agli anziani: “Come mai quando ci hai chiesto voti non eravamo abusivi?”.
Dopo quasi due ore si aprono nonostante tutto i lavori, con il Presidente della Commissione Patrimonio Colella a proferire le prime parole, dedicate a Peppino Impastato e alla sua storia, per poi ripetere i motivi già espressi in commissione del come e del perché si è arrivati a questa decisione: le carte, la firma che non c’è e il carattere d’urgenza e provvisorietà con i quali il casaletto era stato affidato agli anziani.
Romanella scende dai piani alti e siede sul suo scranno. “Ah, le regole. Le fastidiose regole”, esordisce il Presidente di shakespeariana memoria. “Noi non chiudiamo un centro anziani. Noi apriamo un centro culturale e associativo come già era stato deciso. Tutti a preoccuparsi di che fine faranno gli anziani, e i giovani? Quegli stessi ragazzi, nipoti forse di questi anziani, egoisticamente attaccati al loro centro anziani”. Il pubblico in sala esplode per l’ennesima volta, al grido di “vergogna”, “non offenda”, mentre Mastrangeli tira su un cartello nero con scritto: “La pagina più buia del Municipio VI”. Ed è proprio Mastrangeli, capogruppo Lista Marchini ed ex membro della Giunta che approvò quella delibera di Scipioni, a “rivendicare l’azione che aveva portato il centro anziani al casaletto”. Ed è lo stesso Mastrangeli con un cartello “Osteria del Finocchio” a denunciare la possibilità che coloro che stanno sostenendo la linea del 5 Stelle vogliano, se vincitori del bando, utilizzare il casaletto come bar più che come spazio Zero99. Effettivamente è la stessa delibera 583/2007 ad indicare in quella struttura la destinazione d’uso: un centro culturale ed associativo con un piccolo ristoro/bar.
L’Assessore alle Politiche Sociali, nonché Vicepresidente di Giunta Filipponi, specifica tuttavia che “l’assessorato non ufficializzerà il trasferimento [a via Massa Silani, ndr] fino a quando non saranno conclusi i lavori: pulizia giardino, imbiancatura, piccole opere murarie, revisione infissi, impianto elettrico”. E fino ad allora? Le opposizioni chiedono tempo a maggior ragione, di aspettare almeno il fine lavori per ripristinare lo status quo precedente, ma a nulla è servito. Le opposizioni abbandonano l’aula per protesta, il Movimento 5 Stelle vota compatto a favore: il centro anziani dovrà lasciare Collina della Pace.
commissione-trasparenza-del-comuneUna situazione di stallo. Piccolo esercizio di logica: i locali di via Massa Silani necessitano di interventi, come detto dall’Assessore. Il centro anziani non ha più alcun diritto di essere al casaletto a seguito dell’ultima delibera. L’Assessore non ufficializzerà il trasferimento a via Massa Silani fino a che non saranno terminati i lavori. Dove devono andare gli anziani ora? Sono “abusivi” in entrambi i locali?
Anche per discutere di questo Maurizio Politi, Fratelli d’Italia al Comune di Roma, ha chiesto con forza una Commissione Controllo e Trasparenza presso il casaletto, che si è svolta il 17 marzo, presieduta  dal Presidente Marco Palumbo, PD. Qui sono stati messi al corrente dei fatti dai consiglieri municipali di FdI, dagli anziani e da Pivetta e Di Bernardo dell’Associazione di Quartiere Collina della Pace. Nessuna partecipazione da parte della maggioranza, né municipale né comunale, per cui Francesco Figliomeni, consigliere comunale FdI, chiede di riconvocare la medesima presso i gruppi consiliari, per permettere ai pentastellati una maggiore presenza. Ma intanto l’Associazione di Quartiere Collina della Pace esulta su Facebook per il risultato in Municipio: “Il M5S, ha votato per l’annullamento della delibera municipale n.1 del 18/02/2026 che trasferiva il CSA Pierino Emili da via Massa Silani di mq 150 a via Bompietro di mq 73. Si andava ad occupare il CASALETTO adiacente la biblioteca che con delibera comunale 583/2007 prevede, come destinazione d’uso, un centro culturale ed associativo, con piccolo locale ristoro/bar”.
Flavio Quintilli 

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