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CSOA Ex-Snia viscosa. 20 anni di lotte contro il cemento e per i diritti

1466179933898Nel triangolo tra Portonaccio e via Prenestina, dove sorgeva la grande fabbrica Viscosa, vent’anni d’autogestione del CSOA hanno salvato l’enorme area dall’ennesima speculazione in una città in cui i grandi costruttori spadroneggiano.

Pigneto-Prenestino. Al civico 173 di via Prenestina c’è uno striscione che recita “i cuori dei ribelli continuano a battere nei cuori degli altri ribelli che restano e dei ribelli che verranno”. Poco dopo, un altro dice “Voglio ricostruire l’idea di Mompracem, l’isola degli uomini liberi in un oceano di padroni e di schiavi”. Già, padroni e schiavi. È qui, infatti, che sorge l’area dell’Ex Snia Viscosa, stabilimento aperto nel 1922 e specializzato nella produzione di raion,una seta artificiale utilizzata prevalentemente in ambito bellico. All’apice del suo ciclo produttivo la  SNIA arrivò ad impiegare anche 3500 operai, fino alla chiusura definitiva del 1954. Sulle cartine “ufficiali” questa enorme area di 14 ettari è indicata come Parco delle Energie, ma per gli abitanti della zona è semplicemente l’Ex Snia, luogo altamente simbolico della storia del quartiere, in cui la memoria della vita in fabbrica e delle lotte degli operai è intrecciata a doppio filo con le trasformazioni urbanistiche, sociali ed economiche che hanno attraversato questa parte di città: sviluppo industriale, estromissione dei ceti popolari dal centro versole borgate, lotte operaie finalizzate a ottenere condizioni di lavoro e di vita dignitose. Lo sciopero del 1949, in cui tutto il Prenestino si attivò a sostegno degli operai, durò ben 45giorni. Nel 1995 viene occupata parte dell’area e nasce il CSOA EX SNIA, protagonista di vent’anni di autogestione che hanno sottratto un importante triangolo verde a numerosi tentativi di speculazione edilizia del costruttore Antonio Pulcini, storico proprietario di parte dell’area da cui è emerso nel 1992 l’ormai celebre lago, e a capo,insieme al figlio Daniele, di un impero formato da più di cento società tra finanziarie e imprese di costruzione: una storia fatta di milioni di metri cubi di cemento, lottizzazioni abusive,tribunali, coinvolgimenti in Mafia Capitale, “stecche da quattrocentomila euro”, case affittate al Comune. “La storia della fabbrica e quella del CSOAsono legate da questioni oggi pienamente attuali: l’immigrazione, i diritti di cittadinanza e dei lavoratori, il rapporto con l’ambiente”.Alessandra è una delle attiviste “storiche” del CSOA, nato per impedire la cementificazione selvaggia di unoasi verde in quella che oggi è una delle zone più inquinate di Roma e addirittura a più alta densità abitativa d’Europa. “Le ricadute sui dati Asl, per quanto riguarda ad esempio le malattie respiratorie, sono terrificanti. La battaglia che abbiamo sempre portato avanti contro il cemento è ‘solo’parte dellabattaglia contro uno stile di vita determinato dal capitalismo che toglie diritti e dignità. L’UE ha quantificato in nove i m2 minimi di verde per persona, qui sono quattro. La cementificazione sta soffocando questi territori. Dire no al cemento significa rivendicare un diritto al verde”.

1466183923901Sono tante le battaglie portate avanti negli anni dal CSOA, dall’accoglienza degli africani di Rosarno ai picchetti antisfratto nel quartiere. Il principio di autogestione è alla base di tutte le attività e non esistono rapporti di dipendenza da enti pubblici. Un esempio brillante è la Ludofficina, situata nella Casa del Parco, uno spazio dove i bambini possono giocare, fare i compiti, stare insieme, e che sopperisce anche alla carenza dei posti negli asili comunali. La stessa struttura ospita l’archivio storico della Viscosa, rinvenuto durante l’occupazione, dove il Centro di Documentazione M. Baccante cura lo studio e la conservazione dei documenti presenti,promuovendo anche progetti di ricerca che coinvolgono diverse scuole di Roma,preservandocosì un’importante memoria collettiva sulle storie e i conflitti che hanno attraversato questi luoghi. Dal 2003 esiste una Ciclofficina che promuove un’idea di mobilità sostenibile e alternativa.“Nasce all’interno del CSOA anche l’ass.DALIA, che da 2 anni opera all’interno del Consultorio di Piazza Condottieri con uno sportello antiviolenza per le donne, mentreall’interno della scuola elementare Pisacane organizziamo attività di prevenzione sulla violenza con laboratori che coinvolgono genitori e bambini” prosegue Alessandra.

C’è inoltre un Gruppo d’Acquisto Solidale, una scuola di italiano per stranieri, una scuola di teatro e una palestra, accessibili a tutti a prezzi più che popolari. In una città carente di infrastrutture, in cui si vive sempre peggio e dove ampi settori di popolazione colpiti dalla crisi economica e dalla desertificazione sociale e culturale rischiano di incappare solo in solitudine e disperazione, una realtà paradossalmente considerata “illegale” porta avanti un importante lavoro sociale per cambiare lo stato di cose presenti. Sebastiano Palamara

 

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