«

»

Stampa Articolo

Cresce il numero dei centri d’accoglienza

CentroAccoglienzaVillaggioPrenestinoA seguito degli sbarchi sulle coste siciliane, anche Roma è pronta a dare il suo contributo. 2630 gli immigrati previsti nella città, 520 nel territorio del Municipio.

Nei prossimi giorni arriveranno a Roma circa 2.630 persone richiedenti asilo politico, soprattutto nel quadrante est della Capitale. I rifugiati saranno distribuiti in 43 strutture gestite da alcune cooperative in collaborazione con il bando “SPRAR”(sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), costituito dalla rete degli enti locali che accedono al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. L’arrivo, però, non è stato comunicato alla popolazione – per evitare insurrezioni o malcontento – e la lista dei siti interessati è rimasta celata al pubblico.

Tantissime le area interessate del VI Municipio: nel quadrante di Ponte di Nona e Lunghezza lo stabile di via Fosso dell’Osa 484 accoglierà in tutto 240 persone, l’ex hotel di Roma Est di via Grappelli ne ospiterà 75.  Il quartiere Casilino, con via Sant’ Alessio in Aspromonte e via del Ponte di Pantano accoglieranno 40 persone ciascuno e il quadrante delle Torri nelle strutture di via Poseidone (40), via Raddusa (54) e via del Fuoco Sacro (30). Quella organizzata dal Comune è un’ospitalità a luci basse. Dai centri Sprar del territorio poche notizie trapelano e molto generiche.

In collaborazione con Ministero degli Interni, si tratta di progetti di prima accoglienza che prevedono, oltre al vitto e all’alloggio, un servizio di assistenza da parte degli operatori di tipo igienico- sanitario, dell’espletamento delle pratiche burocratiche inerenti il permesso di soggiorno e l’istanza di protezione internazionale. A livello territoriale i centri SPRAR accompagnano i richiedenti asilo nel lungo iter di sei mesi necessari per la richiesta dello status di rifugiati politici, che dà diritto a 5 anni di permanenza nel territorio. Non tutti però riescono ad ottenerlo. La commissione che dovrà giudicare il reale pericolo che corrono gli immigrati nel loro paese potrebbe anche optare per la sussidiaria che dà diritto a 3 anni, il permesso per motivi umanitari un anno o il diniego, che consiste nel rimpatrio entro 15 giorni. I luoghi d’origine sono soprattutto i paesi più poveri dell’Africa, come il Mali, la Nigeria, la Costa d’Avorio. Il problema della scarsa alfabetizzazione, poi, costituisce una barriera all’integrazione.

Per questo i centri SPRAR dispongono di corsi d’insegnamento della lingua italiana, indispensabile strumento di coesione sociale. Nessun riferimento alla durata del progetto nel territorio del VI Municipio. “Se l’emergenza sbarchi continuerà con questo ritmo, la situazione sarà ancora più difficile”, racconta un operatore del centro Sprar. Ma l’integrazione, qui, non sembra volerla nessuno: i cittadini, anche perché non informati, si lamentano della presenza dei richiedenti asilo e da parte loro gli operatori e i centri vivono nell’ombra per paura di qualche problema.

Ma allora a cosa servono questi centri? Sono solo dei parcheggi dove stanziare per un po’ delle persone e poi? Dov’è l’integrazione?

Melissa Randò

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/cresce-il-numero-dei-centri-daccoglienza/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.