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Cosa pensano le opposizioni dei primi mesi di amministrazione romana?

Meloni e Giachetti all'AcerEra il 23 giugno quando la Raggi si affacciava commossa dal balcone del Palazzo Senatorio, facendosi fotografare come nuova sindaca di Roma. Cosa è successo da allora? Quali sono state le mosse dell’amministrazione 5 Stelle della Capitale d’Italia?

Gli enormi problemi con la giunta, presentata il 7 luglio, e continuamente modificata a causa di pesanti dimissioni, hanno portato la Raggi, soprattutto in quest’ultimo periodo, nel mirino della stampa e dell’opinione pubblica. E Roma resta senza delibere per i romani.

“Diamo fastidio ai poteri forti”, si giustifica Virginia Raggi, anche se il 15 settembre chiedeva aiuto: “Voglio un post di sostegno sul sito di Beppe, entro poche ore. Oppure sono pronta a mollare tutto”, venendo rapidamente accontentata. Grillo scrive un post dal titolo “Giù le mani da Virginia” che fa il giro della rete, ignorato però da Di Maio o Di Battista.

La crisi in Campidoglio c’è e si sente, e Roberto Giachetti si dice sorpreso,aggiungendo: “Mi lascia allibito constatare come, pur sapendo che avrebbero vinto le elezioni con una certa sicurezza, i 5 Stelle si siano fatti trovare così impreparati. Ma questo denota, evidentemente, l’assenza di una classe dirigente nel Movimento”.

La dirigenza a 5 Stelle ha effettivamente dei problemi. Pensiamo a Di Maio, informato dei guai giudiziari dell’Assessora Muraro da Paola Taverna per mezzo mail senza prendere provvedimenti. Dichiarazione? Non aveva capito il testo scritto. Oppure pensiamo alla nomina della Raineri e il suo stipendio da 193mila euro, in pieno contrasto con il Testo Unico sugli Enti Locali, bocciata dall’Anac, che denota il fatto, secondo Giorgia Meloni, che “Non leggono le leggi” prima di fare azioni o dichiarazioni. O le leggono soltanto per aggirarle, come era stato fatto per la legge Severino e la nomina dell’amico Daniele Frongia, che avrebbe dovuto occupare il medesimo posto prima della nomina di Raineri.

Problemi su ogni fronte, su ogni assessorato, la Raggi si sente “assediata”, ma per Giachetti “Il caso Minenna è allarmante. Viene meno un assessore e rotolano altre teste, un’ intera filiera, che dà bene l’idea dei potentati all’interno dei 5 stelle”.

Marcello Minenna, ex assessore al Bilancio subentrato al posto di Daniela Morgante, aveva infatti dichiarato: “Ho sentito il dovere di rassegnare le dimissioni dall’incarico affidatomi quando ho percepito quello che definirei eufemisticamente un ‘deficit di trasparenza’ nella gestione della procedura di revoca di quella delicatissima e nevralgica figura amministrativa del Capo di Gabinetto”, cioè della Raineri stessa.

Per fortuna non ci sono limiti di sostituzioni come nel calcio e subito ecco il nuovo assessore al Bilancio: De Dominicis, salutato dalla Raggi come “un magistrato ed un tecnico che ha sempre combattuto per la legalità e la trasparenza”. Peccato che il neo assessore abbia poi dichiarato: “Un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione”, sottolineando di non aver avuto ancora modo di conoscere la sindaca. Il che lo rende praticamente calato dall’alto di quello stesso Sammarco esponente storico dello studio Previti, titolare del medesimo presso il quale lavorava la Raggi. La situazione viene riassunta così da Giachetti: “A Roma scontro tra studi legali, Sammarco e Casaleggio”; ammette di non esserne troppo stupito, in fondo “il sindaco Raggi aveva già abdicato la sua facoltà decisionale per via del contratto per cui deve decidere insieme allo studio Casaleggio, altrimenti sarebbe costretta al pagamento di una penale”.

Sulla vicenda della nomina commenta così Andrea De Priamo, vice presidente dell’Assemblea Capitolina di Fratelli d’Italia: In sostanza il cambiamento decantato dai 5 Stelle si traduce in questa modalità: gli assessori li indicano gli amici e colleghi e i consiglieri capitolini si fanno un selfie con il sindaco per sentirsi coinvolti nella scelta…crediamo che non sia esattamente quello che si aspettavano i cittadini che hanno votato la Raggi”In sostanza il cambiamento decantato dai 5 Stelle si traduce in questa modalità: gli assessori li indicano gli amici e colleghi e i consiglieri capitolini si fanno un selfie con il sindaco per sentirsi coinvolti nella scelta…crediamo che non sia esattamente quello che si aspettavano i cittadini che hanno votato la RaggiIn sostanza il cambiamento decantato dai 5 Stelle si traduce in questa modalità: gli assessori li indicano gli amici e colleghi e i consiglieri capitolini si fanno un selfie con il sindaco per sentirsi coinvolti nella scelta…crediamo che non sia esattamente quello che si aspettavano i cittadini che hanno votato la RaggiIl cambiamento decantato dai 5 Stelle si traduce in questa modalità: gli assessori li indicano gli amici e colleghi e i consiglieri capitolini si fanno un selfie con il sindaco per sentirsi coinvolti nella scelta”.

Dopo pochi giorni, come se non bastasse ciò, De Dominicis non può essere assessore: indagato per abuso d’ufficio. Un incubo pentastellato che sta trascinando Roma in un baratro senza fine. Giachetti se lo aspettava, ha imparato a conoscere lo stile del Movimento: “Annunci e poi niente, come fece in campagna elettorale con la giunta che non ha mai presentato. Quando io ho annunciato la mia squadra, l’ho fatto perché sapevo che Roma non si poteva permettere vecchi rituali della politica, quelli per i quali dopo che sei eletto passano mesi prima di riuscire a partire. E invece con loro è accaduto esattamente questo”.

“C’è molto pressapochismo – commenta Giorgia Meloni – E un certo grado di presunzione che mi spaventano. Mi accorgo che sono passati mesi senza fare nulla per i Romani”.

E Roma è ferma da troppo tempo ormai, senza poterselo permettere.

Flavio Quintilli

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