«

»

Stampa Articolo

Corcolle/ San Vittorino, torna l’incubo della discarica

discarica

Nel 2012 i comitati e i cittadini condussero un’agguerrita lotta per contrastare la volontà delle Istituzioni di realizzare una discarica a due passi da Villa Adriana. Fu l’Unesco all’epoca a salvare il territorio in quanto patrimonio dell’umanità. A distanza di 6 anni la Daf s.r.l. presenta un ricorso contro il fermo lavori imposto dalla Regione Lazio.

Il sito compreso tra i territori di San Vittorino e Corcolle è stato più volte preso di mira negli anni. Nel 2012 si voleva realizzare una discarica di materiali di smistamento con l’approvazione sia dell’allora governatrice Polverini che dell’allora Prefetto Pecoraro. I comitati e i cittadini si unirono e combatterono colpo su colpo ma fu la vicinanza con Villa Adriana a salvare il territorio dall’ennesimo ‘stupro ambientale’: l’Unesco dichiarò la zona patrimonio dell’umanità.

A gennaio 2018 venne individuata una nuova area, a ridosso di quella che doveva diventare una discarica, molto più vicina a Villa Adriana. Il nuovo sito dovrebbe essere utilizzato come discarica per smaltire i rifiuti del territorio di Amatrice colpito dal sisma nell’ agosto 2016. Fu la Regione Lazio con Nicola Zingaretti a bloccare l’operazione attraverso il fermo dell’istruttoria.

A lanciare l’allarme è il comitato Salviamo Villa Adriana che in una nota spiega: “La DAF Srl del gruppo Donzelli ha presentato ricorso al Tar contro il fermo lavori richiesto a gennaio dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma guidata da Prosperetti, che richiedeva la verifica delle relative autorizzazioni e il blocco di qualsiasi attività all’interno della ex cava di proprietà Salini, che la DAF Srl vuole trasformare in una discarica per i rifiuti provenienti dalle aree colpite dal terremoto, ad un passo dalla Villa di Adriano, in una delle zone più importanti del mondo dal punto di vista archeologico, paesaggistico e ambientale, sulle falde acquifere e i pozzi di captazione, a confine col corso d’acqua”.

Quello che spaventa i cittadini è soprattutto il modus operandi, purtroppo già visto in territori come il VI Municipio: “La strategia per arrivare a tale scempio è quella solita, vergognosa, dei piccoli passi che, attraverso una procedura semplificata, riesce ad ottenere l’autorizzazione per un presunto ripristino ambientale (riempimento con terra e rocce di scavo) di una ex cava, anche se abusiva e priva delle autorizzazioni all’esercizio di coltivazione, che successivamente, attraverso una serie di atti amministrativi d’ufficio che apportano modifiche cosiddette “non sostanziali”, si cerca di trasformare, sommando l’insieme dei singoli atti, in un’autorizzazione per una discarica di smaltimento rifiuti inerti. Ricordiamo poi, come ultimo passo, la richiesta fatta dalla proprietà Salini alla Regione di un cambio codice per ricevere “rifiuti urbani generici” e non inerti”.

Sulla questione si era più volte scagliato il Principe Barberini, oggi Assessore alla Cultura di Tivoli, che anche oggi commenta: “Tentare di trasformare in una discarica un sito archeologico e paesaggistico di grande valore ad un passo dalla Villa di Adriano e sopra le falde acquifere è un gesto oltraggioso, non si possono seppellire di rifiuti secoli di storia non ci stancheremo mai di ripeterlo. Le autorizzazioni date da commissari e da funzionari della Regione non possono e non devono compromettere il nostro patrimonio culturale – prosegue il principe Barberini – questi luoghi meritano progetti di valorizzazione turistica e ambientale e non di certo discariche approvate forzando la mano, che cercano di scavalcare vincoli invalicabili, che proteggono il nostro patrimonio e la nostra salute. Mi auguro che i romani e non solo, oggi come allora, sappiano difendere le loro terre dall’arrivo di questi nuovi barbari”.

Anche Ilaria Borletti Buitoni, già Sottosegretario al Mibact e promotrice della Carta del Paesaggio di fronte al ricorso della DAF ha commentato: “Qualunque azione che possa danneggiare o compromettere l’integrità del contesto paesaggistico nel quale si trova Villa Adriana va fermata con decisione sostenendo l’azione della Sovrintendenza insieme alle associazioni espressione di una società civile attenta a garantire il diritto alla tutela del paesaggio”.

Alle proteste si è aggiunta anche l’attrice e madrina del Comitato Salviamo Villa Adriana, Franca Valeri, che durante le lotte del 2012 era più volte scesa in piazza con i cittadini: “Il nostro inestimabile patrimonio storico e archeologico deve continuare ad essere un vanto nazionale e un motore fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese”.

Andrea Bruciati direttore del Nuovo Istituto Villa Adriana – Villa d’Este commenta: “Sostenibilità ambientale e valorizzazione culturale sono i due assets su cui si costruirà il futuro di questo Paese e il benessere dei suoi cittadini. Ritengo che qualsiasi azione politica ed economica che invalidi queste istanze sociali ed esistenziali debba essere intesa quale operazione programmatica di abbrutimento etico e civile e conduca al suicidio morale di una collettività alla quale si oblitera qualsiasi domani”.

Per il Presidente del Circolo Legambiente di Tivoli Gianni Innocenti “E’ paradossale, fatta salva la solidarietà per gli abitanti delle zone terremotate che ancora vivono tra le macerie, ricordo quotidiano della tragedia, che quegli inerti percorrano ben 200 km a bordo di convogli di camion, per essere smaltiti in una cava mai autorizzata negli anni che si trova a pochissima distanza da un sito Unesco. Alcuni sindaci di quel territorio hanno dichiarato più volte di aver identificato i siti di stoccaggio in zona, perché allora si spenderanno parte dei 170 milioni di euro previsti per le rimozioni dal decreto Zingaretti, in trasferimenti lunghi, inquinanti ed assurdi?”.

Livio Terilli, Presidente Agriturist Lazio sostiene che “E’ letteralmente mortificante pensare che tutti gli sforzi ed investimenti fatti per sostenere la nascita e lo sviluppo degli agriturismi e la creazione di una rete rurale di strutture per l’accoglienza dei turisti in grado di supportare lo sviluppo economico di un territorio meraviglioso, rischiano ora di essere compromessi per sempre grazie alla miopia di qualcuno che considera una delle aree archeologiche più interessanti del mondo solo un luogo dove accumulare rifiuti!”.

Per l’Associazione Italia Nostra Roma è intervenuta Vanna Mannucci: “Dopo la furibonda battaglia condotta con il nostro Presidente, Carlo Ripa di Meana, e vinta contro l’abominevole discarica a Corcolle, è inconcepibile essere ancora in trincea per combattere contro un’altra discarica. Quei luoghi, cantati anche nel Grand Tour, sono talmente unici e preziosi che è inconcepibile che si possa solo immaginare il loro sfruttamento. Italia Nostra Roma ci sarà anche questa volta per combattere contro questo insensato progetto. Le parole d’ordine per l’Agro Romano antico debbono essere solo CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE”.

I comitati e le associazioni si stanno già organizzando per difendere il territorio da un punto di vista ambientale e artistico. Sono già 20 le realtà che sono pronte a difendere quell’area dell’Agro Romano Antico dall’ennesimo scempio che si vorrebbe realizzare.

“Lanciamo un appello al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – conclude il Comitato Salviamo Villa Adriana – sensibile ai temi della valorizzazione turistica e culturale, affinché approvi quanto prima la carta del paesaggio e metta così definitivamente al riparo le nostre aree più preziose da simili progetti che rischiano di compromettere per sempre le aree più preziose del Lazio”. Federica Graziani

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/corcolle-ssan-vittorino-torna-lincubo-della-discarica/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.