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Corcolle – San Vittorino. Arriva la diffida contro la discarica

discL’Associazione – Comitato di Quartiere Case Rosse 2014, presieduta da Paolo Cartasso, ha presentato oggi la diffida per due motivazioni: una determina regionale che non autorizzerebbe affatto la discarica come è stata presentata e la permeabilità del terreno che porterebbe a serie conseguenze per la presenza delle falde acquifere.

È stata protocollata oggi la diffida ad ottemperare la formazione della discarica in località Corcolle presso la cava Salini. Da poche settimane è tornata a far parlare di sé la discarica a pochi passi dalla villa di Adriano: nel 2011 era stata scelta questa zona per conferire rifiuti, in vista della prossima chiusura di Malagrotta, con delibera regionale (con 50 voti favorevoli e solo 4 contrari) sotto la Giunta Polverini e la “superprefettura” di Pecoraro, insieme all’immobilismo di Alemanno che aveva dato il beneplacito con il suo silenzio. Nel 2012 l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti aveva scelto in via definitiva Corcolle tra sette possibili siti; all’indomani dalla decisione erano quindi intervenuti in maniera contraria l’ex ministro all’Ambiente Clini e il dirigente dell’Autorità Bacino del fiume Tevere, sostenuti dai comitati di quartiere e da tutte le associazioni ambientaliste, favorendo in questo modo l’intervento dell’Unesco. Si arrivò in questo modo al dietrofront amministrativo.

Oggi ci risiamo, ne abbiamo già parlato in un precedente articolo. Sembrava un capitolo chiuso e invece ricominciamo. Il principe Urbano Barberini, Assessore alla Cultura di Tivoli, aveva riferito della risposta della proprietà Salini: in arrivo alla discarica di Corcolle soltanto i detriti di Amatrice, Accumoli e le zone terremotate limitrofe, forti di una autorizzazione regionale. “Come dire no ad Amatrice?” avrebbe sentenziato il principe.

L’autorizzazione di cui si parla sarebbe una determinazione regionale del 4 agosto 2015 in cui si legge, a proposito della discarica di Corcolle, “Modifica consistente nell’accettazione degli stessi codici CER già autorizzati ma con provenienza diversa da quella derivante dalla costruzione della linea B1 della Metropolitana di Roma”. Qui la prima questione sollevata dalla diffida presentata dall’Associazione – Comitato di Quartiere Case Rosse 2014: a Corcolle possono essere scaricati i rifiuti con lo stesso codice CER di quelli derivati dagli scavi della linea B1. Il codice CER altro non è che il “Catalogo Europeo dei Rifiuti”, secondo la direttiva 75/442/CEE, e quindi non permette a una discarica, già autorizzata ad accogliere rifiuti catalogati secondo un codice, ad accogliere rifiuti sotto un altro codice.

Cosa si intende per detriti? Nel caso di Amatrice, purtroppo, i resti e le macerie di un intero comune. Non ci si deve però lasciare fuorviare dal termine e dalla circostanza: per ogni palazzo caduto non ci sono solo macerie edilizie, ci sono anche plastiche e metalli, oltre che materiali organici. A meno che, dunque, non ci si metta a differenziare i detriti, a Corcolle arriveranno detriti edili misti a materiale organico, plastiche e polimeri vari, in una parola: diossina. Non si vuole generare allarmismo, eppure il 23 marzo 2012 l’Autorità di bacino del fiume Tevere riporta alcuni dati sulla zona di Corcolle, tra cui quelli rilevanti sono la soggiacenza della falda acquifera (prossima alle sorgenti dell’Acqua Vergine, all’
Acqua Rossa e all’acquedotto dell’Acqua Marcia) e una “Barriera geologica naturale estremamente ridotta e caratterizzata da una permeabilità non conforme ai requisiti di legge”. Quest’ultimo dato è significativo: il terreno assorbe più di quanto dovrebbe e permea fin dentro le falde.

Immaginiamo ora i detriti di cui sopra, con plastiche e polimeri misti a materiali inerti: quanto tempo ci vorrebbe affinché le particelle dannose entrino all’interno delle falde, già di per sé piuttosto compromesse? Non è questo però che ferma l’azione governativa: nell’ordinanza del 4 gennaio 2018 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, vengono ridistribuiti 100 milioni di euro del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea per lo smaltimento delle macerie causate dal sisma, in particolare all’articolo 1, comma 2 si legge che la somma spettante alla Regione Lazio è di 48.564.370,05 euro. Quasi 50 milioni. Ecco dunque la reale motivazione dietro il conferimento dei detriti alla discarica di Corcolle sulla proprietà della Cava Salini.

Al Sindaco di Roma, all’Assessore all’Ambiente del Comune, alla Commissione Ambiente, alla Commissione Politiche Sociali e della Salute, al Dipartimento Ambiente, l’associazione Case Rosse 2014 protocolla quindi la “Diffida ad ottemperare”. Come nel 2012 la motivazione è la stessa: tutela alla salute del cittadino, che, non dimentichiamolo, è un diritto sancito per costituzione, che non può essere barattato per denaro. Se non fossero sufficienti le motivazioni sopra esposte per diffidare le Autorità a procedere secondo i loro piani ci sarà la necessità di avere un serio controllo del territorio: cosa succederebbe, su un terreno altamente permeabile al di sotto del quale ci sono falde acquifere, se ci fosse un andirivieni di rifiuti non censiti? Flavio Quintilli

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