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Corcolle. MenteLocale incontra Emergency

emergencyL’emergenza migranti e la loro relativa accoglienza sono stati oggetto di un dibattito cittadino a Corcolle, in cui ha partecipato un responsabile di Emergency.

Emergency non è solo Terzo Mondo. Il 24 febbraio l’associazione umanitaria italiana, fondata nel 1994 da Gino Strada e Teresa Sarti, ha incontrato i tanti cittadini durante un’assemblea pubblica nel quartiere di Corcolle. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “MenteLocale”, con l’obiettivo di rendere attiva la cittadinanza su tematiche importanti e serie. Sulla scia delle questioni d’attualità che hanno scatenato la cronaca degli ultimi mesi, Corcolle ha rivestito un fondamentale tassello nel puzzle dei disordini scoppiati nella Capitale. All’incontro ha preso parte anche una delegazione di Emergency che ha illustrato le loro attività all’estero e nelle aree di guerra, ma anche in Italia, dove l’associazione si sta espandendo. La gestione dell’arrivo, dell’ accoglienza, del mantenimento dei migranti sono le tematiche scottanti con cui l’associazione si scontra quotidianamente.

Emergency in Italia

Non solo guerre, malattie e territori dell’Africa: il “Programma Italia”, che si occupa dell’assistenza ai migranti, ai rifugiati e ai richiedenti asilo, è molto attivo nel nostro paese. “Il fatto che ci siamo estesi in Italia non è una buon notizia – afferma Marco Rossi, responsabile del Coordinamento Volontari Emergency Lazio – Le prestazioni che eroghiamo sono diventate capillari e in parte stabili in alcune aree del territorio nostrano. In Italia ci siamo espansi dal 2006 in poi con l’apertura a Palermo del primo ambulatorio mobile destinato alle cure delle fasce più deboli della popolazione, non solo migranti. Tantissimi sono i cittadini italiani che ci chiedono aiuto. Nel centro di assistenza sanitaria di Marghera (Venezia) abbiamo stimato che circa 1 persona su 5 è italiana. Questo attesta il grado di difficoltà sociale presente in Italia”. Le prestazioni erogate presso gli ambulatori mobili sono gratuite. Emergency lavora in Calabria (Polistena e Sibari), Sicilia (Palermo e Siracusa), Puglia e Veneto (Marghera, Venezia). In Calabria, per esempio, è nato nel dicembre 2014, un ambulatorio mobile che accoglie un gran numero di migranti, impiegati nelle piantagioni e privi di assistenza sanitaria. Le condizioni in cui vivono sono pietose (alloggi di fortuna e orari da schiavi) e lo staff di volontari li cura per problemi respiratori e muscolo-scheletrici. Un altro intervento fondamentale di Emergency è stato in Sicilia – fiaccata da anni di migrazioni di massa- che continua ad accogliere barconi di disperati e s’interroga sul dove e come salvare tante vite umane in pericolo. Dal luglio 2013 un ambulatorio mobile garantisce assistenza sanitaria ai migranti che sbarcano sulle coste. Due nuovi centri sono stati aperti anche a Castel Volturno e Napoli in Campania, zone ad alta densità di popolazione, migranti e di criminalità organizzata. Binomio che spesso si mescola negativamente e crea condizioni di ampio disagio. Anche qui le fasce più colpite sono soprattutto uomini senza permesso di soggiorno, impiegati nell’edilizia e nell’agricoltura, spesso trattati da ‘schiavi’. “Emergency -continua Marco Rossi- non si vuole sostituire allo Stato, ma vuole dare un contributo e aiutare chi ha bisogno. Nel Lazio, al momento, non sono presenti poliambulatori mobili o temporanei, ma non escludo che nei prossimi anni potrebbero sorgere”. Melissa Randò

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