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Corcolle fa ‘MenteLocale’

mentelocaleoioliNasce una nuova associazione che si pone tra i suoi obiettivi quello di riportare il quartiere alla pari rispetto a quelli più centrali del Municipio.

“E’ un’associazione nata spontaneamente – spiega la Presidente di MenteLocale Barbara Oioli – quando ci siamo resi conto di aver delegato per troppo tempo la gestione delle battaglie che riguardano la nostra zona. A Corcolle, più che in altri luoghi della periferia est, manca qualsiasi presidio sul territorio, uno spazio di aggregazione, un “luogo”, non solo fisico, dove svolgere attività per la comunità a parte un centro anziani e una parrocchia”. I fatti accaduti a Corcolle in seguito all’apertura del centro di accoglienza e la reazione di una parte della cittadinanza sono stati la scintilla affinchè questo gruppo di persone si unisse. “Tutto è iniziato – continua Barbara – in seguito ad un paio di fatti di cronaca poco chiari sui quali sta indagando la magistratura, i presunti assalti agli autobus da parte dei migranti. Siamo certi che la maggior parte delle persone che hanno reagito d’impulso lo abbiano fatto in parte a causa dell’oggettiva mancanza di trasparenza nell’operato delle autorità, che hanno aperto il centro di accoglienza senza informare la popolazione, e in parte per semplice disinformazione”.

MenteLocale quindi si propone con “uno sguardo alternativo su quella vicenda”. Ed ecco il motivo che ha portato alla scelta del nome dell’associazione: “Sarebbe stato necessario fare MenteLocale”, commenta Barbara. L’associazione sta lavorando per capire le motivazioni per cui sono avvenuti i drammatici fatti accaduti a Corcolle: “Non condividiamo in alcun modo le modalità della protesta, ma neanche la protesta in sé. C’è anche da dire che in alcuni casi, isolati ma a nostro parere gravissimi, la reazione ha avuto caratteri di becero razzismo: le autorità stanno indagando su alcune vigliacche aggressioni ai danni di immigrati, assolutamente ingiustificate. Come è noto, ci sono state ore frenetiche nelle quali si è scatenata una sorta di folle ‘caccia al negro’. Rifiutiamo nel modo più netto di essere accostati a queste manifestazioni di inciviltà, e siamo convinti che moltissimi cittadini del quartiere siano d’accordo con noi. Inoltre crediamo che le vicende emerse nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale dimostrino che sulla nostra pelle, come su quella dei migranti, si siano giocate partite sporche. L’inchiesta ha mostrato una gestione criminale dei centri di accoglienza, dei campi rom, delle case popolari: non si erano dimenticati di noi, come credevamo, ma si stavano approfittando dei nostri problemi, guadagnavano sul degrado e sulla sofferenza, creavano marginalità sociale per perpetuare il loro sistema di potere. Vorremmo che questo fosse chiaro: quelli che ci tolgono i diritti, i servizi, le tutele, quelli che rendono difficili le nostre vite, non sono i migranti, ma coloro che avevano il compito di gestire i soldi pubblici e che nel migliore dei casi li hanno gestiti male. Nel peggiore, ma a quanto pare il più diffuso, se li sono semplicemente presi”.

In molti credono che MenteLocale sia nata in contrapposizione con il nuovo comitato di quartiere che vede tra i membri alcuni esponenti della rivolta contro il centro di accoglienza: “Non ci siamo posti il problema del CdQ. Tra l’altro, dalla data della creazione dell’associazione ad oggi il Comitato è cambiato. Personalmente non conosco tutti i membri né le loro intenzioni: si è insediato recentemente e ad oggi non mi risultano iniziative di rilievo. E’ chiaro che tutti noi speriamo che lavorino bene, nell’interesse della cittadinanza, quindi valuteremo di volta in volta se aderire o meno alle iniziative, nel caso volessero coinvolgerci. Comunque, abbiamo i nostri progetti, che non devono necessariamente coincidere con i loro”. Alle elezioni del comitato di quartiere nessuno degli esponenti dell’Associazione MenteLocale ha proposto la sua candidatura. Una decisione che è stata presa dalla cittadinanza come una deposizione delle armi da parte di coloro che si opponevano alle ragioni di quella rivolta.

“I più attivi di noi sul territorio hanno già lavorato nel CdQ negli anni passati, e considerano conclusa quell’esperienza. Inoltre, nessuno di noi aveva intenzione di impegnarsi in un progetto che consideriamo troppo neutro e poco snello. In quanto organo eletto, il CdQ rappresenta l’intera cittadinanza ed è vincolato a valutazioni e a considerazioni che in qualche modo possono limitare nella scelta delle iniziative. Noi non siamo un organo rappresentativo, rappresentiamo chi vorrà di volta in volta aderire alle nostre iniziative perché le riterrà interessanti o utili per il quartiere. Pensiamo di poter lavorare meglio in questo modo”. Il direttivo di MenteLocale è composto da 7 persone: la Presidente Barbara Oioli, la vicepresidente Nicoletta Saliola, il segretario e tesoriere Antonio Latini, Maurizio Santoprete, Pino Amici, Daniele Piccarozzi e Nicola Giordano. Il logo dell’associazione è stato realizzato da Mauro Biani: “Quando abbiamo chiesto a Mauro di disegnarci il logo – spiega Barbara – gli abbiamo lasciato completa libertà. La sua cifra è molto poetica: il disegno si riferisce al nome dell’associazione, per questo la lampadina, all’interno della quale c’è una colomba che ricorda la colomba della pace di Picasso. La pace sarebbe un’ottima idea da farsi venire in mente, di questi tempi, sulla quale fare MenteLocale”.

Tra le battaglie in programma un’iniziativa con Emergency per far conoscere le attività svolte in Africa e il loro lavoro in Sicilia, il pedaggio autostradale, i disservizi dei mezzi pubblici e della raccolta porta a porta, la condizione delle scuole, quella delle strade, la mancanza di un pediatra, di una biblioteca, di un centro culturale e un sostegno alla lotta degli abitanti di Rocca Cencia contro l’ecodistretto. MenteLocale è formata per la maggior parte da cittadini di Corcolle schierati con gli ideali che si identificano con la ‘sinistra’: “La nostra associazione – conclude Barbara – si fonda sui valori contenuti nella nostra Costituzione: solidarietà e uguaglianza, tutela del lavoro e dei beni comuni, tutela del territorio e della sua vocazione agricola, ma anche culturale e archeologica. Siamo antirazzisti e antifascisti. Riguardo alle posizioni politiche, l’associazione è totalmente indipendente da qualsiasi partito, pur nel rispetto dei valori sopra citati”.

Federica Graziani

 

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