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Corcolle ed il disinteresse del Municipio

FumiCorcolle2Il 13 gennaio sono state rese pubbliche delle immagini del 1974 sulla testa giornalistica “Paese Sera”, raffiguranti fumi provenienti dal terreno che affaccia su via di Lunghezzina. Unico interessato alla situazione, il Consigliere capitolino Enrico Stefàno (M5S). Dal Municipio, il nulla.

Densi fumi sorgono dal terreno e si propagano nell’aria: è questo quello che le foto scattate da un residente del quartiere, precisamente quaranta anni fa, sono riuscite a catturare. La situazione è stata denunciata da molti degli abitanti “storici” del quartiere ma, fino al giorno della pubblicazione delle immagini, nessuno aveva le prove necessarie per dimostrare ciò che raccontavano.

La reazione del Comitato di Quartiere “Giardini di Corcolle” è stata immediata, tanto che si sta organizzando per procedere con delle analisi mirate allo studio dell’acqua per constatare se le falde acquifere siano state contaminate in qualche modo. Il 18 gennaio, inoltre, il Comitato ha inviato una richiesta di verifica di inquinamento del terreno in questione alle Istituzioni competenti, tra le quali il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, li Sindaco Marino, l’Assessore all’Ambiente Estella Marino ed il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Gli sversamenti sul terreno, dunque, sono avvenuti spesso e volentieri negli anni ’70, tanto che i cittadini ricordano il via vai di camion che scaricavano delle sostanze tutt’ora non identificate. Ad aumentare i dubbi sulla provenienza di tali sversamenti, è la consapevolezza che tale terreno era di proprietà di Manlio Cerroni, “re della monnezza romana”, attualmente agli arresti domiciliari ed accusato di traffico di rifiuti e reati ambientali. Ai cittadini veniva raccontato fosse compost, ma visti i precedenti dell’Avvocato Cerroni, non si può che pensare al peggio: quei fumi, dal forte odore acre, potevano durare anche per settimane.

La questione era stata riportata all’attenzione dei cittadini e dell’Amministrazione municipale anche dal nostro giornale nel numero uscito il 18 gennaio: mentre la notizia ha fatto il giro dell’intera area destando preoccupazione tra i residenti, sembrerebbe proprio che la comunicazione non sia stata percepita dal Municipio. Nessuna Commissione convocata al riguardo, nessun accenno di interesse, neanche una semplice telefonata agli esponenti del Comitato di Quartiere: come ha fatto una notizia così grave a passare inosservata dai consiglieri e dal Presidente Scipioni? Perché nessuno si è proposto di contattare l’ARPA o di procedere con l’analisi del terreno, evitando di lasciare i cittadini costretti a pagarsele di tasca propria?

L’unico che si è interessato alla questione è Enrico Stefàno, Consigliere capitolino del Movimento 5 Stelle, il quale ha presentato un’interrogazione durante il Consiglio comunale del 28 gennaio, nella quale chiede al Sindaco ed all’Assessore all’Ambiente, Estella Marino, “se intendano valutare l’eventuale rischio ambientale e per la salute dei cittadini”.

Eppure una commissione ed un assessorato all’Ambiente ce l’abbiamo anche noi, qui in Municipio: il Consigliere Gidaro ed il Presidente del Municipio Marco Scipioni, il quale detiene la delega all’Ambiente, che vengono pagati a fare?

Lucrezia La Gatta

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