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Consorzi. Il consiglio straordinario del 7 marzo vota all’unanimità

I consorziIl tema dei consorzi di autorecupero a Roma sta creando non poca confusione, insieme al cambio d’assessore con delega ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica. Oltre 100 presidenti al Comune per avere risposte.

Una lunga attesa fuori dal Campidoglio per i presidenti dei consorzi invitati a partecipare, coordinati da Luciano Bucheri (Consorzi Periferie Romane), Giuseppe Amatilli (Nuove Periferie X Municipio) e Fabrizio Pasquetti (Associazione Recupero Cittadino), desiderosi di risposte sul futuro dei consorzi. Il consiglio straordinario “già di per sé rappresenta un grande risultato, che è stato possibile raggiungere grazie alle molteplici iniziative ed azioni messe in atto dal Coordinamento delle Associazioni e Consorzi di Autorecupero nei confronti dell’attuale Amministrazione Comunale, in particolare a seguito sia della grande Assemblea del 24 novembre 2016 e, ancor più, della manifestazione di sit-in in Piazza Madonna di Loreto del 2 febbraio scorso”, come si legge nel comunicato dei consorzi stessi.

I rappresentanti dei Consorzi riuniti per il Consiglio StraordinarioIl merito di questo risultato va senz’altro alla caparbietà con cui i presidenti si sono messi in gioco, i quali tuttavia riconoscono un ruolo anche alle opposizioni, dalla cui iniziativa è nato il consiglio straordinario del 7 marzo. Si è creata una grande aspettativa quando in aula Giulio Cesare è stato visto occupato lo scranno del sindaco da Virginia Raggi, la quale tuttavia si è limitata a rispondere alle interrogazioni presentate da Michela De Biase (PD) e Francesco Figliomeni (FdI), per poi abbandonare l’assemblea e la discussione. Amatilli, Pasquetti e Bucheri, intervenuti in quest’ordine, hanno ribadito concetti ormai noti a tutta la politica: oggi i romani abitano in periferia, e da qui si deve ripartire per rilanciare Roma. E “nonostante non esista alcuna virgola del nostro operato che esuli dall’approvazione delle Amministrazioni, siamo aperti a qualsiasi tipo di controllo ulteriore sulle nostre azioni: tutto, purché si inizi a lavorare”.

Il Sindaco Raggi risponde a 2 interrogazioni prima di abbandonare l'aulaSì, perché i soldi in banca sono molti: si parla di oltre 39 milioni di euro pronti da essere utilizzati per le opere primarie e secondarie da realizzare per i Piani Esecutivi, il cui valore supera i 2 miliardi di euro. Il problema, ed è stato ripetuto, che i soldi fermi vengono “mangiati” dalla banca, quando invece potrebbero essere spesi per la collettività.

Davide Bordoni (Forza Italia) ritiene “superficiale” l’atteggiamento della maggioranza rispetto a questa tematica, mai affrontata in presenza della Giunta o del Sindaco, mentre per Giulio Pelonzi la questione dovrebbe essere centrale. Il risanamento delle periferie soggette nei decenni al fenomeno dell’inurbazione spontanea, infatti, è stato sanato anche e soprattutto grazie all’azione dei consorzi. Per l’esponente democratico lo storico dei consorzi “ha avuto risultati positivi, tali da non avere dubbi se rilanciarli. Basti pensare alla differenza delle zone O gestite dall’amministrazione e quelle gestite dai Consorzi di Recupero Urbano: nel primo caso si sono avute migliaia di osservazioni, nel secondo caso appena 60. Ovvero nulla. La Pubblica Amministrazione deve allora schiacciare il pedale dell’acceleratore e spingere per modificare le norme sul nuovo codice degli appalti e far ripartire i lavori”.

Il Vicepresidente del Consiglio Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia) ironizza: “Bello vedere tutta questa partecipazione diffusa, ma che non sia solo una formalità”, ponendo perciò l’accento sul fatto che dopo ogni incontro nulla è stato affrontato. “Le tematiche legate alla periferia dovrebbero unirci tutti, riguardano la collettività. Occorre dare indirizzo chiaro agli uffici, accelerare le controdeduzioni, coordinare la progettazione e l’esecutività dei lavori”. Fabrizio Ghera (FdI) non scarica la responsabilità sul governo Cinque Stelle, rivendicando il ruolo del centrodestra nella realizzazione delle opere a scomputo durante la Giunta Alemanno, criticando al tempo stesso i 3 anni di Ignazio Marino.

A chiusura interviene infine Donatella Iorio, presidente della commissione Lavori Pubblici, già intervenuta nell’Assemblea dei Consorzi del 24 novembre scorso presso lo Sheraton Golf: “Siamo coscienti delle criticità delle periferie, ce ne siamo sempre occupati. Avevamo già fatto commissioni su toponimi e consorzi, e tutto il governo Cinque Stelle si è impegnato a portare nuove opere pubbliche nelle periferie. Riconosciamo che l’azione dei Consorzi è meritoria. L’amministrazione Cinque Stelle vuole rendere più trasparente e aumentare la partecipazione degli enti di prossimità, di modo che le scelte vengano prese dal basso. Ci impegniamo a portare avanti scelte e programmi con ricadute positive sui territori. Volontà che in questi mesi abbiamo già dimostrato”.

Al termine viene posto in votazione un ordine del giorno condiviso, in cui sono confluite le proposte del Partito Democratico, di Fratelli d’Italia e del Movimento Cinque Stelle, votato all’unanimità, in cui si invita la Giunta, gli Assessori e le Commissioni competenti, a rilanciare il ruolo dei Consorzi quali strumenti importanti per conferire qualità alla periferia. Dal punto di vista dei consorzi questo testo unitario “rappresenta un significativo punto di incontro, che offre la speranza di un effettivo rilancio delle attività consortili, da tempo sostanzialmente ferme”.

Flavio Quintilli

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