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“Confini al Centro”: Da Ventotene alla Brexit, per difendere l’Europa dalla propaganda identitaria

bonino-2Alla scuola politica dell’ex Fienile, a Tor Bella Monaca, la senatrice Emma Bonino e Andrea Palladino raccontano l’Europa tra integrazione e identitarismo

Con l’avvicinarsi delle elezioni europee, proseguono le lezioni aperte alla cittadinanza organizzate dall’Ex Fienile, in collaborazione con l’Associazione 21 Luglio e l’Università di Torvergata; questa volta a salire in cattedra è la storica leader dei radicali italiani, la senatrice di +Europa, Emma Bonino, insieme ad Andrea Palladino, giornalista e autore del libro “Europa Identitaria”. “Il sogno europeo da Ventotene alla Brexit”, questo il titolo dell’incontro di ieri, a cui hanno partecipato, anche stavolta, decine di cittadini, residenti e non, per una lezione di analisi sulle origini del percorso di integrazione europea, oggi minacciato dalla narrazione tossica del nazionalismo che, in modo trasversale, riguarda vari paesi del vecchio continente.

Andrea Palladino, autore del libro “Europa Identitaria”, racconta della crescita che hanno avuto i movimenti nazionalisti in Europa, a partire dalla Francia, ma coinvolgendo anche Paesi come la Germania, le socialdemocrazie nordiche e i paesi dell’ex blocco sovietico. Piccoli gruppi che, attraverso finanziamenti più o meno oscuri, manifestavano dal principio la loro avversione, non tanto contro i migranti, quanto più contro quel sistema che si è andato a creare negli anni in Europa: “quel sistema di accoglienza, liberale e multiculturale che metterebbe a repentaglio l’identità tradizionale europea e le sue radici giudaico-cristiane” Palladino si sofferma anche su quella che viene definita come una strategia tipica dell’ estrema destra: la costruzione di grandi complotti, orchestrati dai “poteri forti sovranazionali” che tramano contro i popoli europei, organizzando scientificamente “l’invasione”, per portare a temine un disegno di “sostituzione etnica”, che assume sempre più valore in campagna elettorale.

Una retorica priva di qualsiasi fondamento, che colpisce tutti: gli immigrati, identificati come la minaccia principale, così come i solidali o coloro che si adoperano per la tutela dei diritti e l’accoglienza, definiti traditori o “anti-  italiani o francesi o tedeschi”. Un po’come è accaduto alle ong, bollate dalla propaganda identitaria, anche nostrana, come “taxi del mare”, nonostante tutte le inchieste non abbiano mai dimostrato alcun legame, né con gli scafisti, né come elemento di “pull factor”.Una narrazione che ha sfruttato al massimo l’eco mediatico che le è stato concesso e che ha fatto sì che per mesi, in televisione, sui giornali e in radio, si parlasse solo di questo. Secondo Palladino, l’invenzione della sostituzione etnica non mirava da subito a creare un discorso strutturato di propaganda politica, (data anche la consistenza numerica minima degli appartenenti a questi gruppi autodefinitosi “identitari”) ma speravano piuttosto di aprire una breccia nel discorso pubblico e infiltrarsi nel dibattito politico a destra,  iniziando man mano a condizionarne la linea, esasperandone le problematiche attraverso fake news e azioni di propaganda xenofoba, spesso di matrice anti-islamica.

pubblico-boninookLa senatrice Emma Bonino, invece, si sofferma analizzando lo scenario geopolitico attuale, con il quale l’Europa deve interagire, tra super potenze e nuove realtà emergenti. Parla della Russia di Putin, affetta da una povertà diffusa, con un forte militarismo e un controllo autoritario del potere centrale, ma anche della Cina, con la sua crescita economica e le sue gravi limitazioni dei diritti di libertà, ed ovviamente degli Usa. Sono questi, secondo Emma Bonino, i Paesi maggiormente interessati alla disgregazione dell’Unione Europea. Il loro obiettivo è quello di riuscire ad imporre relazioni diplomatiche e negoziati con uno Stato nazionale alla volta, e non esser costretti invece a dover trattare con un’Unione forte, legittimata e rappresentativa di tutti i governi che ne fanno parte. “Dividi et Impera”. L’ex ministro degli Esteri, analizza anche la situazione esplosiva nella regione del sud del Mediterraneo, dovuta soprattutto all’instabilità del continente africano, schiacciato tra i disastri ambientali dovuti ai cambiamenti climatici e all’instabilità politica interna, troppo spesso causata proprio da ingerenze esterne, anche europee.  “Non dobbiamo dimenticarci che l’Unione Europea è nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale e che ha garantito per quasi 70 anni la pace nel vecchio continente. Un’ Europa che col tempo è diventata centro di pace e motore per la promozione e la difesa dei diritti umani”.

Secondo l’esponente di +Europa i problemi che l’Ue deve assolutamente affrontare, per non trovarsi schiacciata dalle altre superpotenze, sono innanzitutto l’assenza di una politica estera comune, di criteri e politiche sociali condivise e la mancanza di una fiscalità omogenea negli stati membri. “La percezione dell’Europa, esclusivamente come patria dei tecnocrati, è errata- afferma la Bonino- È un’Europa che possiamo e dobbiamo cambiare, ma non possiamo non considerare le opportunità che offre, come fondi di solidarietà, di sviluppo e percorsi di integrazione” Al termine dell’ iniziativa, Carlo Stasolla, presidente della 21 Luglio, spiega la scelta dei due ospiti e i motivi che hanno spinto ad organizzare questo tipo di incontro: “Riteniamo che i due ospiti, con due prospettive diverse, siano tra i maggiori esperti di ciò che sta avvenendo oggi in Europa. Da una parte Andrea Palladino che ci ha raccontato come il pericolo del sovranismo parta da lontano e risponda a un obiettivo ben preciso, e dall’altra un ex commissario europeo, ex ministro degli Esteri italiano, che ha dato vari spunti molto interessanti per comprendere quanto sia importante la prossima tornata elettorale europea e come, dalle prossime elezioni, potrebbe cambiare il volto stesso dell’Europa.”

“L’Europa non ha periferie, l’Europa è la sua periferia. Sicuramente è più Europa la periferia piuttosto che il centro storico, perché è nella periferia che si vivono e si toccano con mano i problemi legati all’immigrazione, alla crisi economica, al welfare, ai trasporti – afferma Stasolla- Qui si ha una sensibilità maggiore e una capacità più pragmatica di comprendere quanto l’Europa faccia parte della vita di tutti noi” Giacomo Capriotti

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