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Comune e Atac mettono KO la ferrovia e gli autobus

trenino GiardinettiDurante la Commissione Trasporti dell’8 settembre, è stata definita la chiusura della tratta Centocelle – Giardinetti. Proteste delle associazioni e dei cittadini. L’azienda municipalizzata in quella stessa sede riconosce una falla nella rete di superficie di adduzione della Linea C. Il caso più eclatante la 107.

I battenti della stazione Giardinetti – opera realizzata solo 8 anni fa e costata 1 milione e 800mila euro – resteranno chiusi, definitivamente. Lo ha sentenziato Atac, durante la commissione capitolina ai trasporti che si è tenuta l’8 settembre, richiesta dall’assessore alla mobilità del Municipio VI Vittorio Alveti. Grande assente la Regione Lazio, l’interlocutore principale, essendo proprietaria dell’infrastruttura.

Quella propinata dalla municipalizzata, sempre più schizofrenica, è una cura del ferro al contrario. Ed è un peccato che l’assessore Esposito, dal quale ci si aspettava un segnale di discontinuità, ci sia caduto con tutte le scarpe. “La riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti è impraticabile – ha esordito –, perché si sovrappone alla Linea C”. Analisi sballata, è noto che la nuova metropolitana, oltre ad avere tempi di attesa biblici, in media 12 minuti, il doppio del vecchio tranvetto, termina la sua corsa a via La Spezia, ossia nel deserto.

È stato a questo punto che il consigliere capitolino Enrico Stèfano (M5S) ha fatto notare che gli è chiara la logica di Atac. “L’Azienda toglie una linea su ferro per soppiantarla con autobus che non ha disponibili. Tra l’altro, in un contesto quale la Casilina dove le opere viarie sono minime, l’autobus contribuisce ad aggravare il traffico e l’inquinamento”. Anche l’assessore Alveti si è detto contrariato. “Il trasporto pubblico nel nostro quadrante – ha sottolineato – è peggiorato notevolmente sia con la soppressione di diverse linee autobus, sia con la recente limitazione del treno. Avevo condiviso con l’Agenzia della Mobilità un progetto di riqualificazione della Casilina, che però è rimasto senza il pilastro fondamentale, la ferrovia. La sovrapposizione tra metro C e Roma – Giardinetti è molto relativa, se si considera che stazioni come Giardinetti e Torre Maura sono ben distanti tra le due infrastrutture”.

Le rimostranze sono cadute nel vuoto. “Secondo i nostri studi – a detta di Nicastro (il solito), direttore delle ferrovie concesse – la combinazione metro C e autobus 50 costituisce un’alternativa equivalente se non superiore rispetto al treno. Le risorse risparmiate, valutate intorno ai 5 milioni di euro [mah!] saranno impiegate sulla Roma-Lido”. E se lo dice Nicastro.

Morale della favola: meno ferro, ecosostenibile, e più gomma, inquinamento atmosferico. Incredibile, questa Atac non si smentisce mai. Unica nota positiva è la disponibilità dimostrata, ma solo in parte, da Esposito, che si è detto pronto ad intervenire per alleviare i disagi della superficie. “Anche a costo – ha sottolineato – di ricorrere a Roma Tpl qualora Atac non potesse disporre di mezzi adeguati”. Aspettiamo.

L’Assessore Esposito cade sui grillini. L’assessore capitolino alla mobilità Esposito ha reputato “imbarazzanti” le dichiarazioni del gruppo consiliare M5S. È lecito pensare che ha mal digerito le osservazioni fatte dal consigliere Stefàno durante la commissione, in favore della Termini-Giardinetti.  “Ricordo agli smemorati grillini – ha chiosato l’assessore – che il quadrante di Roma Est è servito dalla Linea C della metropolitana. È evidente che tra le stazioni di Giardinetti e di Centocelle le due linee fossero sovrapposte”. Convinto lui.

Ma le parole di Esposito, oramai risucchiato dalle logiche distorte di AtacSpA (e quelle di Nicastro), non hanno sortito l’effetto desiderato. Stefàno, infatti, sta continuando a portare avanti la sua battaglia, insieme ai cittadini e alle associazioni che si occupano di trasporti. Il 5 settembre ha presentato un’interrogazione urgente, con l’obiettivo di indurre l’Amministrazione a riaprire la tratta Giardinetti-Centocelle, mentre sabato 12, nell’info-point a Torre Maura, uno dei quartieri più danneggiati dalla chiusura, ha raccolto numerose firme nella petizione popolare che ricalca lo spirito del precedente documento. “La ferrovia – ha dichiarato -  ha un bacino proprio e una domanda giornaliera pari a 29.000 passeggeri anche dopo l’apertura della Linea C. Il treno, inoltre, che ha una capillarità e una frequenza maggiore, costituisce l’unico collegamento diretto dalla periferia est per la stazione Termini”.

Il CeSMoT: “Necessario riaprire Ferrovia Termini – Giardinetti almeno fino al 2018”. “Quella di Atac è stata un’operazione assurda e scellerata”. È il duro commento del presidente del Cesmot, Omar Cugini. “La ferrovia, alla luce di un possibile slittamento dell’apertura dell’interscambio tra la metro A e la metro C a San Giovanni, che dovrebbe avvenire non prima del 2018, assume un ruolo ulteriormente importante. Garantisce il collegamento diretto tra il quadrante lungo la via Casilina e la stazione Termini”.

“I cittadini romani – continua Cugini – che scelgono di usare la terza linea metro, vengono relegati definitivamente a cittadini di serie B, isolati dal resto della città e costretti ad estenuanti e scomodi cambi con poco frequenti bus per poter portare al termine il loro, a questo punto davvero, faticoso viaggio. A tutto ciò si aggiunge che attualmente non esiste alcun accenno dei tanto sbandierati lavori per la realizzazione del nuovo terminale ferroviario di Parco di Centocelle che potrebbe servire, seppur in parte, a garantire un minimo di comodo interscambio tra la Metro C e la Ferrovia Termini – Giardinetti. L’Amministrazione intervenga, senza dare ascolto alle fantasiose giustificazioni di chi ha deciso di sopprimere una linea portante su ferro unicamente per sovrapporci due linee bus totalmente inefficienti”.

Il Consigliere regionale Santori all’attacco: “Ripristinare il trenino”. Dalla Pisana è il consigliere Fabrizio Santori il solo a protestare. “La Metro C non è ad oggi in grado di servire sufficientemente buona parte dei quartieri di Roma Est quali Tor Bella Monaca, Tor Pignattara, Alessandrino e Torre Spaccata. La soppressione del trenino Termini-Giardinetti risulta quindi una scelta che penalizzerà ancora una volta questo quadrante di Roma, e non è un caso che si tratti dell’ennesimo blitz estivo a danno dei cittadini”.

“Presenterò una mozione –prosegue l’esponente – per il ripristino del trenino da parte della Regione Lazio e attendiamo una posizione ferma anche da parte dell’ Assessore Esposito. Alla cura del ferro annunciata si risponde con la soppressione di una tratta ferroviaria e l’introduzione di una nuova linea bus. La politica dei trasporti di questa città sembra nevrotica e soprattutto inefficiente, non ci si rende conto poi della carenza dei servizi di cui soffrono storicamente i quartieri della periferia Roma Est. Il silenzio di Roma Capitale, del Sindaco e del nuovo assessore alla mobilità Esposito fanno da queste parti più rumore di un treno che ora non c’è più”.

I vizi del progetto del Comitato di Tor Pignattara. Il 5 settembre il Comitato di Quartiere di Tor Pignattara ha inviato presentato al Presidente del V Municipio Palmieri e all’Assessore alla Mobilità Assogna, il progetto di riqualificazione della Termini-Giardinetti. “Il progetto – hanno spiegato in una nota – è frutto del lavoro realizzato dal laboratorio di Mobilità e Urbanistica del Comitato e rappresenta dal nostro punto di vista un progetto concreto, fattibile e valido, capace di coniugare i diversi interessi in campo”.

Il progetto prevede due scenari: “mantenimento dell’attuale assetto di treno urbano e, successivamente, trasformazione della linea in tranvia”, con attestamento all’Anagnina (passando o per Tor Vergata o per viale dei Romanisti o per viale Togliatti e via Tuscolana). Entrando nel merito, però, qualcosa non torna nella prima fase (ammodernamento attuale linea). Nel progetto si paventa il “riempimento delle trincee, creando così una corsia preferenziale per i mezzi di soccorso e mezzi su gomma”. Ma questa è un’ipotesi inattuabile, almeno per il momento, in quanto la Giardinetti è una ferrovia e pertanto non può avere, in nessun caso, una sede promiscua come una tranvia. Per liberare la Casilina e mantenere allo stesso tempo la linea ferrata occorre, riclassificare la Giardinetti, da ferrovia e tranvia, che potrebbe anche conservare lo scartamento ridotto (modello Cagliari o Sassari).

Nuova protesta del SIDI: “Rivogliamo lo 057”. Nel corso della fatidica commissione, che ha sancito la morte della Giardinetti, l’Assessore Esposito, l’Atac e l’Agenzia per la Mobilità, hanno riconosciuto che la rete in superficie di adduzione alla Linea C è carente. Il caso più eclatante riguarda la Linea 107 che ha sostituito sia 052 che lo 057 e che, neanche a dirlo, ha sollevato un vespaio di polemiche, specie a Tor Bella Monaca.

Il 17 settembre gli abitanti del popoloso quartiere sono tornati a far sentire la propria voce. “Protestiamo contro il Comune e l’Atac – dicono al S.I.D.I., promotore della manifestazione -, per i forti disagi che noi tutti stiamo sostenendo, a causa della soppressione della 057, sostituita con la linea 107 che, avendo cambiato una tratta del percorso, ci costringono ad attese e percorsi estenuanti. È una condizione inaccettabile per le persone anziane e per gli anziani. L’assessore alla mobilità del VI Municipio [Vittorio Alveti ndr] – conclude la nota – aveva promesso che il 3 agosto avrebbe ripristinato il vecchio percorso. Cosa non mantenuta”.

Un caffè per il Trenino. Continuano gli appuntamenti con il “Caffè del Trenino”, iniziativa del noto blogger TreninoBlu (Carlo Tortorelli), con il supporto del Cdq Tor Pignattara. L’obiettivo centrale degli incontri, la cui manifestazione fa parte dell’EuropeanMobility Week 2015, è il rilancio della Termini-Giardinetti. “Quest’anno il blog – ha spiegato Tortorelli – sarà l’artefice di eventi culturali, tra cui il Caffè del Trenino”.

La prima tappa è stata proprio a Tor Pignattara, cuore della protesta, poi sono andati a Torre Maura. “Gli incontri – ha commentato il blogger – hanno avuto un buon riscontro”. Il 19 settembre saranno al Cafè Circi (via del Grano), sabato 26 all’AttianiCafè (Giardinetti) e domenica 27 al Gran Caffè in piazza delle Camelie (Centocelle).

Servizio a cura di David Nicodemi

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