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Comunali, unica certezza il ballottaggio

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Il 5 giugno la prima tornata elettorale. Se nessuno dei candidati sindaci otterrà la soglia del 50% più uno si andrà al ballottaggio previsto per il 19 giugno.

Non c’è solo il 5 Stelle a far tremare i candidati sindaci delle coalizioni maggiori. Il fattore che potrebbe davvero essere determinante sarà l’astensionismo. Potrebbero essere proprio i cittadini che si riconoscono, anzi riconoscevano, nei tradizionali partiti a decidere di non andare a votare. Quelli che non si riconoscono nel 5 Stelle ma che non vogliono dare il loro supporto ai candidati che si identificano nelle compagini che hanno deluso e in alcuni casi danneggiato Roma. Ad oggi la corsa per la poltrona di sindaco se la stanno giocando in quattro: Giachetti (Pd), Meloni (FdI), Marchini (Lista Marchini) e Raggi (M5S). Da non sottovalutare le forze minori come Sinistra per Roma che seppur consapevole di non poter conquistare il posto di sindaco potrebbe incanalare i voti dei piddini delusi ma anche di tutta la sinistra. Con il vento in poppa sembra andare anche la campagna elettorale dei giovani del Partito Comunista che hanno l’obiettivo di raggiungere un risultato dignitoso per rilanciare sulla città di Roma il progetto comunista. Quasi impercettibile la presenza alla sfida elettorale del Popolo della Famiglia di Adinolfi, dei Codacons di Carlo Rienzi, di Assotutela di Michel Emi Maritato, di Italia Cristiana Verduchi e di Dario Di Francesco candidato per alcune liste civiche tra cui l’Unione Pensionati. A destra invece si è fatto vedere pesantemente in giro per la città con fiumi di manifesti Iorio, il candidato di Forza Nuova e del Movimento Sociale. E’ balzato alle cronache anche il nome di Simone Di Stefano, candidato di Casapound, per essere stato segnalato dalla Commissione Antimafia: nel 2013 fu arrestato in flagrante per furto aggravato per aver portato via in un blitz la bandiera dell’Ue dal palazzo dell’Unione Europea a Roma.

I quattro candidati favoriti continuano la loro corsa, sempre con i toni sobri che hanno contraddistinto questa campagna elettorale. E se per Giachetti, a quattro giorni dall’apertura delle urne, arriva il Premier Renzi all’Auditorium di Roma a dargli man forte, a complicare il percorso della Raggi ci pensano i suoi compagni, tra la proposta strampalata di Di Maio degli assessori a tempo a quelle della stessa Raggi con la funivia, il baratto e l’associazione della parola criminale alle Olimpiadi. Quella che sembra scaldare i cuori delle periferie sembra continuare ad essere Giorgia Meloni che ha addirittura deciso di chiudere la sua campagna a Tor Bella Monaca. Rallenta invece Marchini che dopo le prime settimane di fuoco sembra non aver convinto granchè i romani anche se, a differenza degli altri, gode di un elettorale eterogeneo che va da destra a sinistra passando per il centro.

Il 5 giugno sarà il primo banco di prova dove si potrà cominciare a parlare di numeri. Quanti romani voteranno? E chi voteranno? Una volta acquisito il risultato bisognerà immediatamente mettersi al lavoro per il ballottaggio dove si potrebbero verificare delle alleanze attraverso accordi politici per cercare di battere la Raggi, ad oggi l’unica che di certo vedremo in corsa il 19 giugno al ballottaggio. Tra gli sfidanti più accreditati c’è Giachetti che da solo però difficilmente ha le carte per vincere: non può contare sull’appoggio di Sinistra Italiana perché lo stesso Fassina ha negato qualunque accordo con il Pd. Dovrebbe rivolgersi  a Marchini ma questa mossa potrebbe provocare negli elettori un allontanamento vista la presenza della Lista Storace e di Forza Italia. Se fosse invece la Meloni a sfidare la Raggi ci troveremo di fronte ad una sfda tutta al femminile. In questo caso la pentastellata non avrebbe scampo perché ci sarebbe Marchini a salvare la leader di Fratelli di Italia. Sempre che una parte degli elettori del centrosinistra non decida di convogliare i propri voti verso il Movimento 5 Stelle per impedire alle destre di prendersi Roma. Tutto può succedere, la parola finalmente spetta ai cittadini. Federica Graziani

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